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28. 11. 2022 19:26

Dal Crazy Pizza ai giovani, parla Flavio Briatore: «Milano come me, alza sempre l’asticella»

Da Crazy Pizza all’occupazione giovanile: «Sospendiamo il reddito di cittadinanza almeno da aprile a ottobre»

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Chi non conosce Flavio Briatore può pensare che chiedergli un’intervista possa richiedere attese più o meno lunghe. D’altronde non è facile per un manager, imprenditore, personaggio pubblico e persino “polemista” ritagliarsi un attimo libero per rispondere alla stampa. E invece, subito dopo la richiesta arriva la risposta in pieno stile Briatore: «Ho cinque minuti liberi, chiama adesso».

Non è l’unico aspetto che colpisce: l’uomo, oltreché veloce, è diretto, spigliato, senza giri di parole. Esattamente come lo abbiamo conosciuto ai tempi dei fasti della Benetton in Formula 1, ma anche The Apprentice, il format tv per selezionare i nuovi manager, e sulle sue innumerevoli attività imprenditoriali. Milano e Briatore è un legame solido, che riserverà imminenti sorprese per il futuro.

Flavio Briatore: dal Crazy Pizza all’occupazione giovanile

Briatore, dove si trova al momento?
«A Montecarlo».

Partiamo subito da Crazy Pizza, il ristorante aperto a Milano in via Varese l’1 marzo: qual è il bilancio?
«Stiamo andando molto meglio di quanto ci aspettavamo, a Milano e anche a Roma i locali sono sempre pieni».

La sua iniziativa di difesa dei prezzi della sua pizza ha scatenato la reazione dei ristoratori napoletani che non apprezzano il suo modo di proporre questo piatto simbolo della tradizione.
«Ognuno deve potere fare quello che crede, i napoletani non devono pensare che il tipo di pizza che si cucina nella loro città sia l’unico possibile: noi abbiamo puntato su una pizza leggera, quella pesante con contorno alto non mi piace».

briatore

Vi siete ispirati a quella “romana”?
«Abbiamo fatto uno studio che ci ha consentito di sperimentare una pizza senza lievito, sottile, senza contorno alto, con sola mozzarella di bufala, diversa da quella che si fa a Napoli».

Non tutti i napoletani ce l’hanno con lei: Errico Porzio trova ragionevoli i prezzi piuttosto alti di Crazy Pizza.
«Le posso dire che da Sorbillo a Roma si paga una pizza 14 euro, ma la questione vera è un’altra: noi non siamo capaci di offrire una pizza a 5 euro, la qualità del nostro prodotto richiede prezzi diversi».

Non c’è il rischio che a fine cena il conto sia un po’ troppo elevato?
«No perché c’è un’ampia possibilità di scelta: si può prendere un buon vino oppure una Coca Cola, oppure abbiamo ottime insalate».

Qual è il cliente tipo?
«Nei primi turni è un po’ agé, poi dalle 23.30 c’è il deejay in azione perché arrivano i più giovani. Adesso, però, ti chiedo io una cosa».

Prego.
«Tu vivi a Milano, vai al Crazy Pizza e poi mi dai un giudizio».

Parliamo di un tema molto attuale: ha qualche problema ad assumere dipendenti?
«Come tutti, nonostante noi paghiamo molto bene».

Allora dove nascono queste difficoltà?
«C’è la richiesta di avere tempo libero, di non essere impegnati nel fine settimana oppure oltre certi orari notturni».

Fanno altre richieste, magari di tipo economico?
«No, a me non chiedono soldi».

Queste cose le avete riscontrate anche a Milano?
«Sì certamente, è accaduto anche a Milano».

Come lo spiega?
«La mia idea è che il reddito di cittadinanza abbia influito su questi atteggiamenti, al sud più che al nord perché con gli assegni che ricevi dallo Stato nel meridione arrivi ad intascare quasi uno stipendio».

Il reddito di cittadinanza andrebbe abolito?
«Sicuramente andava sospeso da aprile a ottobre, non bisognava lasciare in questo periodo la possibilità di stare a casa».

flavio briatore

E dopo ottobre cosa si fa?
«Chi lavora con noi in estate ha la possibilità di continuare anche dopo, può lavorare tutto l’anno, ovviamente se lo merita».

Cosa significa che se lo deve meritare?
«Deve dimostrare di avere voglia di lavorare e comportarsi bene: in questo caso siamo disposti anche a venirgli incontro, ad aiutarlo».

In che modo?
«Con i bonus, con le mance e poi lo paghiamo in modo che possa affrontare la vita anche in una città cara come Milano dove un nostro cameriere percepisce anche 2.000 euro netti al mese».

E’ difficile fare impresa in Italia?
«Le dico solo questo: ho 1.500 dipendenti, l’80% del fatturato non lo faccio nel nostro Paese dove pure ho Crazy Pizza, Twiga e Billionaire».

Qual è il suo rapporto con Milano?
«E’ una della città in Italia in cui mi trovo meglio, perché c’è molta energia, si percepisce eccellenza. E’ la città della moda, del design, del turismo: l’importante è che continui su questa strada».

Da anni è in grande espansione, per alcuni anche eccessiva.
«Io credo che si debba alzare sempre l’asticella».

Dopo Crazy Pizza potrebbe arrivare un’altra iniziativa targata Briatore?
«Vediamo, ci penseremo».

Dove passerà l’estate?
«A Mykonos e in Sardegna».

Vacanze?
«Ma no, lavoro: io mi diverto lavorando».

Tornando all’estate: niente spiaggia, ombrellone, abbronzatura?
«E’ da 40 anni che non faccio una vacanza così».

Non è una cosa da tutti.
«Io penso che solo se ti diverti puoi fare bene il tuo lavoro, puoi dare il massimo: altrimenti è meglio cambiare mestiere».

I suoi dipendenti devono avere questo spirito?
«Le racconto un aneddoto di pochi giorni fa. Di mattina ero al bar e sorseggiavo un caffè quando è arrivato un ragazzo che aveva lavorato fino a tardi al Twiga, allora gli ho chiesto come fosse andata la serata e lui mi ha risposto: “Boss, mi sono divertito tantissimo”».

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