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01. 12. 2021 09:50

Instagram live story con Erica Liverani: «Da fisioterapista a ristoratrice: MasterChef mi ha cambiata»

Mi-Tomorrow a colloquio con la vincitrice della quinta edizione del talent di cucina: «Torneremo alla normalità con contraddizioni: andiamo in palestra, ma cibo a casa»

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Vincitrice della quinta edizione di MasterChef Italia, Erica Liverani rappresenta l’identikit ideale del concorrente che ha cambiato vita dopo il talent di Sky: faceva la fisioterapista e ora, nella sua Ravenna, gestisce Raflò, un locale-gastronomia con tipicità del territorio. Tra gli esempi di chi il lockdown l’ha vissuto consegnando pasta fresca e altre prelibatezze a domicilio. «Piuttosto che chiudere abbiamo scelto questa via, quindi la nostra quarantena è partita così», ha raccontato nel corso dell’ultima LiveStory Instagram sul canale Mi-Tomorrow.

 

L’intervista ad Erica Liverani, vincitrice della quinta edizione di MasterChef Italia

Erica Liverani
Erica Liverani

State proseguendo in questa Fase 3?
«Appena ci hanno consentito il ritiro dei piatti in negozio, abbiamo deciso di smettere subito con le consegne a domicilio. E’ stato un ulteriore passo in avanti verso la normalità».

Com’è ricominciata la quotidianità?
«I numeri parlano chiaro: ci siamo comportati molto bene qui a Ravenna. Siamo contenti di questo, io ho notato tanta correttezza. Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, lo stesso è avvenuto nella Fase due anche se è stata più complicata da gestire. Ad oggi ci sono tante contraddizioni che rendono difficile l’applicazione delle regole».

Cosa stiamo sbagliando?
«Ci permettono di uscire e consumare, ma con la mascherina. Non è così facile, nessuno era preparato e spesso è anche difficile mettere in pratica tutto».

Quali sono le carte vincenti della tua attività?
«Semplicità e tradizione sono le parole che ci rappresentano. È come nella vita: ora dobbiamo vedere solo le cose essenziali».

Qualche tipicità di Ravenna?
«Il piatto che ci rappresenta di più è la piadina, fatta con farina, acqua e lievito. Si mangia ovunque, anche quando si cammina. Ed è il piatto che più sento mio, così come tutte le paste. Siamo proprio dei mangioni».

Nella Fase 3 cambierà il nostro modo di rapportarci alla ristorazione?
«Secondo me difficilmente si cambia in così poco tempo, sono passati solo tre mesi. Una cosa che ha creato contraddizioni è che viviamo in un’epoca in cui tutti fanno sport. Quindi andiamo in palestra, ma vogliamo la consegna del cibo a casa».

Cosa significa?
«Dobbiamo uscire dal comfort. La tendenza sarà quella di fare sempre meno, quindi la ristorazione dovrà muoversi maggiormente verso i clienti. Questo va molto contro la mia politica».

Voi come avete fatto?
«La nostra clientela si è adeguata subito alla nostra idea. Mi piace cambiare, però ho visto che chi è affezionato al nostro modo di lavorare e alla nostra atmosfera è tornato e si è adeguato».

La cucina in televisione sta cambiando?
«La cucina in televisione dura da parecchio tempo, mi ricordo i programmi già quando ero piccola. Ora anche per vendere un’automobile si passa dal cibo. Mi aspettavo durasse molto meno questo trend».

Masterchef?
«E’ un talent più che un programma per apprendere concetti in cucina. È più facile ricordare le litigate, i pianti e gli errori dei concorrenti. Non si impara a cucinare. Anche se la cucina resta al centro».

Erica Liverani vincitrice quinta edizione MasterChef Italia
Erica Liverani vincitrice quinta edizione MasterChef Italia

Eppure questi programmi restano tra i preferiti dal pubblico…
«Ce ne sono tantissimi e piacciono. Siamo diventati tutti troppo grassi, quindi un problema c’è».

A livello professionale, Masterchef ti ha cambiato la vita?
«Assolutamente sì, io sono una fisioterapista e dopo il programma ho aperto il mio locale. Ho cavalcato la cresta dell’onda di Masterchef, poi non so come sarebbe andata altrimenti».

Hai vissuto in prima persona la violenza verbale sui social. La cattiveria imperversa di più dopo il Covid?
«Secondo me non siamo peggiorati ma non siamo neanche migliorati. Siamo solo messi più a nudo, le persone che insultano gli altri senza basi ci saranno sempre. Queste persone non sono cambiate, la gente sfoga la rabbia sulla tastiera: in questo modo non si vede la reazione dell’altra persona».

È un problema che nasce con i social?
«Il computer e la tastiera mettono a nudo gli sfoghi di persone represse. Io sono stata colpita, non avevo idea di quello che sarebbe successo».

Come hai vissuto questi episodi?
«Non avevo idea di come difendermi, sono sempre stata una persona normale. Mai invidiata da nessuno, non ho mai dovuto reagire o acquisire mezzi per gestire l’invidia delle persone. Dopo il talent ho visto un altro mondo, ho scoperto che in qualsiasi modo si dà sempre fastidio alle persone».

Ti aspettavi questa reazione?
«Questa cosa mi ha sconvolto davvero. All’inizio provavo anche a rispondere, mi sono venuti attacchi di panico da stress. Sono stata malissimo, davvero. Io sono anche insicura e migliaia di persone che ti insultano riescono a convincerti».

Come l’hai superata?
«Ho partecipato a tutte le attività della mia città contro il bullismo. Cerchiamo di capire i nostri ragazzi: il potere della massa sul singolo è terribile. Si potrebbe fare di più, non è il mio mestiere e non lo so ma ne sono quasi convinta».

Si potrebbe partire dalla scuola?
«Bisogna partire dalla famiglia. Le maestre vanno rispettate, ma l’educazione parte da casa. I genitori danno il senso a tutto ciò che circonda i figli. Il rispetto parte da qui. A scuola i bambini arrivano già formati».

Che opportunità ci darà questa nuova fase?
«In tanti se la stanno passando male, ma siamo tutti sulla stessa barca. Molte cose sono nate per errori o perché non si poteva fare diversamente. La miseria aiuta l’ingegno. Quindi questa fase la vivo come una seconda opportunità. Chi ha delle potenzialità ora è maggiormente spronato, tutti abbiamo cercato una soluzione».

Cosa possiamo fare?
«Perché guardiamo ciò che ci hanno tolto e non ciò che ora abbiamo riguadagnato?».

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