“Riso meravigliao”, i chicchi (rosa) d’innovazione

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Ricordate il Cacao meravigliao, l’immaginario sponsor della trasmissione Indietro tutta!, capace di diventare così popolare che gli spettatori andavano a cercarlo davvero nei negozi o tra gli scaffali dei supermercati? Qui potremmo dire “riso meravigliao”: Meracinque (meracinque.com) è il nome dell’ambizioso progetto lanciato da cinque giovani sorelle venete, che, nelle campagne tra Verona e Mantova, si sono messe in testa di dare vita al miglior Carnaroli di sempre. Un riso che, sfruttando agricoltura di precisione, tecnologie di rete e biotecnologie innovative, rivoluzioni i metodi produzione e diventi risorsa per il territorio, con un occhio alla sostenibilità.

A trasmettere la passione per l’agroalimentare papà Paolo, che nella sua azienda agricola alleva da decenni bovini e produce cereali. Un’idea imprenditoriale al femminile che coniuga recupero di tradizioni del passato e slancio verso il futuro. «Dopo anni in grandi aziende internazionali nel settore della moda, ero abbastanza stanca della vita corporate – racconta Benedetta Tovo, business development e product manager di Meracinque – Ho deciso di lasciare il lavoro e di buttarmi in quell’idea, quel sogno che noi sorelle abbiamo sempre avuto, ovvero creare qualcosa insieme».

 

Perché proprio il riso in un momento in cui in Italia la superficie è diminuita sensibilmente a causa del crollo dei prezzi?

«Perché è un ingrediente molto versatile e in linea con le tendenze del momento. Nell’azienda di famiglia coltiviamo riso di eccellente qualità già da anni, ma non l’avevamo finora mai venduto con un nostro marchio: abbiamo pensato che questo potesse essere un buon punto di partenza. Lanciarsi nel settore risicolo in questo momento è un po’ un azzardo, perché non è il cereale che va per la maggiore: l’unico modo per riuscire a venderlo e dargli valore è raccontare la sua storia e praticare un’agricoltura diversa».

 

Come in concreto?

«Innovando. Crediamo fortemente nell’impatto che ogni business, anche piccolo, può avere sull’ambiente e sulla salute delle persone, perciò abbiamo investito molto e continuiamo a farlo nella ricerca e nelle nuove tecniche dell’agricoltura 4.0 (usate oggi in Italia da appena l’1% degli operatori), che ci consentono di avere un controllo totale delle coltivazioni, senza, per esempio, l’uso di pesticidi o processi di sintesi. È ovviamente un po’ più complesso e costoso, ma alla fine paga».

 

Più nel dettaglio?

«Ogni metro quadrato dei nostri terreni è analizzato da una sonda Gps, che viene fatta passare sul campo e crea una mappa in cui vediamo le varie aree, capendo quella più o meno fertile, quella in cui dovremo seminare di più o di meno, quella in cui dobbiamo dare un certo tipo di concime. Possiamo così personalizzare la produzione e avere una raccolta omogenea. Facciamo, poi, una semina a dose variabile e sui primi germogli spuzziamo microorganismi effettivi, in arrivo dal Giappone, che rinforzano le difese immunitarie della pianta: una sorta di vaccino naturale che aiuta le piante a non ammalarsi di patologie fungine».

 

Altra parola chiave: sostenibilità…

«Sì. Facciamo stagionare i chicchi per dodici mesi, affinché possano assorbire i principi nutritivi più preziosi, e li essicchiamo a bassa temperatura in apparecchi a gas naturale, senza residui di idrocarburi: il riso rimane, così, integro e capace di mantenere la cottura. Rispettiamo, poi, i cicli naturali delle coltivazioni, mettendo a riposo i terreni con la rotazione».

Come è stato accolto il riso Meracinque?

«Direi molto bene: abbiamo presentato il nostro riso in giro per l’Italia e all’estero, con ottimi riscontri dal canale Horeca. Siamo state scelte da chef, ristoranti stellati e hotel. Sta prendendo piede anche il nostro sito, attraverso il quale vendiamo in tutta Italia ed Europa, e siamo entrate in una serie di piccole gastronomie di quartiere a Verona e anche qui a Milano. Abbiamo tante idee: siamo partite dai risotti, ma lanceremo presto nuovi prodotti».

 

Niente bisticci tra sorelle-colleghe?

«Non è sempre facile perché siamo tante donne e tutte con caratteri ben definiti: non ci risparmiamo nulla, ma abbiamo raggiunto un buon equilibrio. Ognuna ha le sue peculiarità e questa è una ricchezza per il nostro progetto: io coordino un po’ il tutto; Silvia si occupa della parte commerciale; Margherita, che è anche la nostra cuoca, appassionata com’è di ricette, del marketing; Anna, quasi commercialista, cura la parte amministrativa; Maria Vittoria, la più giovane, è un jolly prezioso. Ci sono, poi, ovviamente, papà Paolo, con i suoi consigli, e mamma Rita, che ci dà una grande mano a livello amministrativo e logistico».

 

Vivete tra Milano, la provincia di Verona, Londra e la Germania: non è un problema?

«No, anzi direi che la nostra ricchezza deriva proprio dall’essere in luoghi diversi e di essere aperte al mondo, pur mantenendo legami saldissimi con la nostra famiglia, le nostre origini, la nostra terra. Diventiamo, in qualche modo, ambasciatrici noi stesse del nostro prodotto, del made in Italy».

Le coordinate Dove acquistare a Milano

Avete l’acquolina in bocca e volete provate i prodotti Meracinque? Fate un salto sul sito meracinque.com: online si può acquistare il riso Carnaroli (classico, integrale e semilavorato) da 5,60 euro al chilo oppure farsi ingolosire dagli speciali Kit Risotto a 5 euro (asparagi, funghi e zafferano), con riso e condimento, disidratato e 100% italiano, mantenuti separati per garantire una soluzione di facile preparazione ma gustosa e di qualità per un pranzo o una cena veloce.

Disponibili anche un Cofanetto delle meraviglie con due confezioni di riso Carnaroli da 500 grammi (11,50 euro) o 1 chilo (14 euro) e un cucchiaio di legno. Spedizione gratuita per ordini sopra i 39 euro. A Milano i prodotti Meracinque si possono trovare alla Macelleria Maggio di viale Monza, da Salumi e formaggi Fratelli Giancola in corso S. Gottardo e alla Macelleria equina Pellegrini in via Spallanzani.

Mi-Tomorrow || Leggi. Milano. Domani.

 

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