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27. 10. 2021 19:02

“PizzAUTobus”: quando mangiare fa rima con inclusione

La straordinaria storia del food truck dei ragazzi autistici di Nico Acampora: un racconto fatto di cibo ed inclusione

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A bordo del loro PizzAUTobus i ragazzi speciali di Nico Acampora diffondono amore, pizza e inclusione, frantumando ogni diffidenza.

Covid e lockdown avranno impedito (o meglio, solo rimandata conoscendo la loro caparbietà) l’inaugurazione della loro pizzeria, ma non li hanno certo fermati. Sono i ragazzi autistici di “PizzAut – nutriamo l’inclusione” che in fase 2 non si sono fatti prendere impreparati e sono ripartiti con il loro food truck , subito ribattezzato PizzAUTobus.

E con il quale inarrestabili a fine luglio sono andati a Roma per servire, con il sorriso, la loro pizza DPCM a quanti in tempo di emergenza li avevano scordati. «È piaciuta molto – dice a MiTomorrow il loro responsabile, Nico Acampora -. Per noi il dialogo con chi decide il destino dei nostri figli è indispensabile. Chi siede là ha il potere di deliberare regolamenti e leggi che poi incidono sulle vite di tutti noi».

Acampora, come è nata l’idea del PizzAUTobus?

«L’idea di far partire un food truck era già nell’aria per il prossimo anno. Un mezzo agile per andare nelle scuole, nelle piazze per parlare di autismo e inclusione. Il Covid ha solo accelerato il progetto. La scossa me l’hanno data le parole del nostro pizzaiolo, Matteo il gigante buono, quando durante il lockdown mi ha detto “Nico, avevo imparato a fare la pizza e ora ho perso tutto”».

Siete bravi a realizzare ciò che sembra impossibile…

«Nel 2019 avevamo partecipato e vinto il bando di Fondazione di Comunità Milano con il progetto del food truck e durante la chiusura abbiamo avuto il tempo per individuare l’impresa giusta per realizzarlo. E così siamo partiti con il nostro PizzAUTobus e anche una Accademy, a settembre, per continuare ad insegnare ai ragazzi come realizzare le pizze e servire ai tavoli. Perché in primis magari la gente viene da noi per curiosità/solidarietà, ma poi torna solo se la pizza è buona».

Come lo userete?

«Ci sono tante idee. Una è andare dalle aziende che ci chiamano e che magari ora hanno le mense chiuse, come è già accaduto in luglio. In agosto abbiamo già in programma di andare in alcuni Comuni, anche nel Veneto. E il 22 agosto torneremo ad Inzago. Il truck è uno strumento fantastico per parlare di autismo in maniera concreta, dimostrando con testimonianze reali cosa sanno fare questi ragazzi così speciali».

 

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