Si fa sempre più caldo il clima a Sesto San Giovanni dopo che sono state superate le 7000 firme contro il convegno promosso da CasaPound; tra queste si è aggiunta anche quella dell’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani. Si annuncia, insomma, una giornata all’insegna della contrapposizione politica con i contestatori dell’iniziativa a difesa dell’antifascismo che ritengono oltraggiato. Il titolo dell’incontro è “Nessuna Europa è possibile”, con sottotitolo “Se non ci liberiamo dell’Unione Europea”.

Sinora si è parlato poco del tema, subito soppiantato dalla polemica politica contro l’iniziativa promossa da CasaPound, forza politica di estrema destra. L’accusa dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani e di numerose forze e associazioni di sinistra è di oltraggiare, con questa iniziativa, la memoria dell’ex Stalingrado d’Italia in quanto medaglia d’oro della Resistenza. Sotto accusa, in particolare, il sindaco forzista Roberto Di Stefano che ha concesso la sala consiliare per lo svolgimento dei lavori.

L’appuntamento è per domani alle 21.00 allo Spazio Arte in via Maestri del Lavoro 10: saranno presenti, oltre al primo cittadino, il parlamentare Fabio Boniardi (Lega) e Paola Frassinetti (Fratelli d’Italia), il consigliere comunale di Milano Alessandro De Chirico (Forza Italia), l’economista Ilaria Bifarini. Introdurrà Angela De Rosa di Casapound Milano mentre il moderatore sarà Giannino Della Frattina, caporedattore de Il Giornale. Sempre per domani, a partire dalle 16.00, in piazza della Resistenza, è previsto il presidio di protesta promosso dal Comitato Antifascista Sesto San Giovanni.

«Sesto non è più la Stalingrado d’Italia»
Frassinetti (Fdi): «Non c’è nulla di illegale»

Paola Frassinetti, deputato di Fratelli d’Italia e relatore dell’incontro di domani a Sesto San Giovanni, spiega a Mi-Tomorrow con quale spirito affronterà l’appuntamento organizzato da CasaPound.

Nelle ultime ore aumentano le proteste contro il convegno di CasaPound: come lo spiega?

«Non lo capisco, CasaPound è un’organizzazione riconosciuta, partecipa alle elezioni, inoltre nel convegno si parla di Europa, un argomento molto attuale».

Il Pd ha chiesto al sindaco di Sesto di revocare la concessione della sala: cosa ne pensa?

«Un divieto si può decidere solo se ci sono illegalità, qui non vedo quali possano essere. Inoltre, sono stati invitati membri di tutto il centrodestra, c’è anche la Lega. In questi giorni si è parlato molto degli anni di piombo, credo che sia bene metterli definitivamente alle spalle».

Si parla di oltraggio alla memoria…

«Questo è un tema che mi appassiona poco: chi non vuole venire può fare altro. Potrei capire se ci fosse qualcuno con precedenti penali che partecipa a questo evento, ma non mi sembra questo il caso».

Sesto San Giovanni è Medaglia d’Oro della Resistenza, non è una provocazione?

«Lo capisco, ma stiamo parlando di un mondo che non esiste più. Sesto non è più la Stalingrado d’Italia, tant’è che c’è un Sindaco di centrodestra».

Ci sarà anche un presidio di protesta, c’è il rischio che cresca la tensione?

«Mi auguro di no: capisco che c’è gente che per vivere ha bisogno dell’antifascismo, ma trovo sbagliato opporsi al diritto di manifestare le proprie idee».

Il tema del convegno, sinora, è passato del tutto in secondo piano.

«E’ vero, ma il mio unico obiettivo è di presentarmi per parlare di Europa, purtroppo c’è gente che con questi comportamenti non fa altro che alimentare odio».

«Offesa intollerabile»
Cenati (Anpi): «CasaPound doveva essere sciolta»

Un fatto grave e senza precedenti. Per queste ragioni l’Anpi sostiene la protesta contro il convegno promosso da CasaPound domani a Sesto: a Mi-Tomorrow il presidente provinciale Roberto Cenati spiega perché si doveva impedire l’evento.

Perché contestate il convegno sotto il profilo della legittimità?

«Per due motivi. Il sindaco di Sesto ha dato l’autorizzazione in uno spazio comunale ad un’organizzazione neofascista nella città Medaglia d’Oro della Resistenza, inoltre CasaPound è un movimento dove i suoi militanti si definiscono fascisti del terzo millennio. E’ un’offesa intollerabile nei confronti delle centinaia di sestesi che finirono a Mauthausen dopo gli scioperi del ‘43».

Avete obiezioni anche sul piano della legalità, per quale motivo?

«CasaPound avrebbe dovuto essere sciolta come prevede la Costituzione che stabilisce il divieto di ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma, e come hanno ribadito le leggi Scelba e Mancino».

Perché non è stato fatto?

«E’ mancata la volontà politica».

Sesto oggi è amministrata dal centrodestra, ha senso questa protesta?

«E’ vero, il mondo è cambiato ma ricordo che nello statuto del Comune di Sesto San Giovanni c’è un forte richiamo all’antifascismo. E’ la prima volta in settant’anni che si concede uno spazio pubblico ad un’organizzazione neofascista, il precedente sindaco Chittò aveva negato una richiesta di questo tipo a Forza Nuova».

Con il presidio non c’è il rischio di fare crescere la tensione?

«L’Anpi partecipa ad un presidio che dovrà essere ampio, unitario e pacifico: si svolgerà in tranquillità, nel rispetto delle regole, per richiamare i valori dell’antifascismo».

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