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17. 06. 2021 23:30

Coronavirus: casi di cronaca e rinvii nell’area metropolitana intorno a Milano

Uno sguardo fuori dalla città

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In questi giorni di emergenza, una comunicazione chiara è fondamentale per non generare allarmismi ingiustificati. A Cassano d’Adda si sono verificati quattro casi di positività al coronavirus. Per tranquillizzare i cittadini il sindaco Roberto Maviglia, insieme ai medici di famiglia ha deciso di scrivere un manifesto da affiggere per le vie del paese spiegando che le quattro persone contagiate erano già tutti pazienti ricoverati all’ospedale Zappatoni. Ora sono stati isolati e trasportati in centri specializzati per il trattamento della malattia e al momento non c’è nessun altro caso al di fuori dell’ospedale.

Anche a Trezzano sul Naviglio una persona è risultata positiva al test dopo aver soggiornato a Codogno. Ora si trova in ospedale, in via di miglioramento, e la famiglia è a casa in quarantena. Il sindaco Fabio Bottero ha dichiarato che la situazione è sotto controllo e ha invitato i cittadini a fidarsi delle istituzioni e a comportarsi responsabilmente.

Coronavirus: casi di cronaca e rinvii nell’area metropolitana intorno a Milano

Paullese. «L’allarme connesso a Covid-19 rischia di allungare l’attesa dei pendolari che percorrono il tratto di Paullese tra la Sp 39 “Cerca” e la A58-TEEM e che, almeno dal 2010, aspettano, spesso in coda, la realizzazione delle due corsie per senso di marcia promessa assieme all’apertura dell’Autostrada, avvenuta, secondo programma, nel 2015». Questo è il comunicato della società Tangenziale Esterna Spa in merito al cantiere dei lavori per il raddoppio della Paullese, che potrebbe slittare perché, secondo l’azienda, Città Metropolitana starebbe pensando di rinviare l’avvio del cantiere previsto per marzo nel tracciato da Zelo Buon Persico a Spino D’Adda. «L’eventuale slittamento del via ai lavori – prosegue il comunicato – comporterebbe, fra le altre conseguenze, anche il perdurare di una fruizione parziale del ponte che permette alla Provinciale di scavalcare A58-TEEM e che Tangenziale Esterna SpA ha ultimato da un lustro al duplice scopo di accelerare la costruzione della Paullese Bis e di favorire l’accessibilità all’Autostrada. Alla storia infinita della “415 Bis”, – conclude l’azienda – potrebbe aggiungersi, insomma, la vicenda del ponte-ombra e del cantiere-fantasma causa allerta coronavirus».
Corbetta. Oltre ai numeri per l’emergenza validi per l’Italia e per la Lombardia, il Comune di Corbetta ha attivato da tempo un numero dal quale informa i suoi cittadini in caso di allerta. Sabato scorso in un’ora i dipendenti comunali hanno inviato 879 messaggi WhatsApp, 1.460 e-mail ed effettuato più di 12mila telefonate per avvisare ad esempio della chiusura delle scuole per un’altra settimana.
Bresso. «Non è residente presso la nostra città, ma abituale frequentatore di luoghi di aggregazione del nostro territorio». Il Comune di Bresso ha comunicato così sabato scorso l’esistenza di un caso sospetto di coronavirus nel paese del nord Milano. Per precauzione è stato chiuso il circolo ricreativo di via Cavour frequentato dall’anziano.
Nel cremonese. Nonostante l’emergenza nella zona, sabato scorso in un capannone industriale in disuso di Robecco D’Oglio in provincia di Cremona si è svolto un rave party, si dice con circa 300 ragazzi provenienti da diverse zone del Nord Italia, che si sarebbero messi d’accordo tramite i social network. Polizia e Carabinieri hanno monitorato la situazione e il raduno è durato poche ore.
Youtuber. Uno youtuber ha postato sulla sua pagina Instagram un video in cui mostra di aver violato la zona rossa di Codogno. In realtà si trovava già fuori dall’area sorvegliata circondata dai checkpoint: a Guardamiglio. Risultato? E’ stato denunciato per “pubblicazione o diffusione di notizie false esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico”. I denunciati per aver tentato di uscire dai comuni al centro dell’emergenza sono stati finora 18.
Trenord. Fino all’8 marzo Trenord modificherà gli orari o sopprimerà l’8% dei treni a causa della sospensione delle attività di università, scuole e aziende. Tutti i dettagli sono consultabili sul sito trenord.it
Svizzera. Dopo i primi casi di contagi in Svizzera ad alcuni lavoratori italiani “frontalieri” è stato chiesto di lavorare da casa. E’ successo ad esempio a una ventina di giornalisti e tecnici della RSI (Radio Televisione Svizzera).

L’incidenza nelle province

Regione Lombardia, che starebbe pensando di creare un ospedale ad hoc per i contagiati su suggerimento dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, ha reso noti i numeri degli infettati divisi per provincia. Dopo Lodi (con il 39%), la seconda provincia più colpita è quella di Cremona (22%). Seguono Bergamo (18%), Pavia (9%), Milano (5%), Brescia (2%), Varese e Monza e Brianza (1%). A Mantova, Como e Sondrio fino ad ora i casi di infezione da Covid-19 sono pochissimi.

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