incidenti stradali
incidenti stradali

Negli ultimi mesi Milano e il suo territorio provinciale sono finiti più volte in cima a classifiche che hanno conferito all’area metropolitana il titolo di più vivibile d’Italia e anche di più ambita d’Europa, ma il capoluogo lombardo veste ancora diverse maglie nere: i dati sull’inquinamento, per esempio, inchiodano la nostra città nelle retrovie del ranking italiano e lo stesso vale purtroppo per i numeri relativi agli incidenti stradali.

Secondo lo studio dell’Aci “Localizzazione degli incidenti stradali 2017 sulle strade provinciali”, la provincia meneghina è quella che vanta tristemente l’indice di incidentalità più elevato, sia per numero che per densità di incidenti sulle strade extraurbane secondarie.

I numeri come al solito vanno interpretati e calati nella realtà. Ma allo stesso tempo parlano chiaro: nel 2017 sui 693 chilometri di strade extraurbane secondarie della Grande Milano si sono contati 741 incidenti con 13 morti e 1.194 feriti.

Le province con gravità elevata per numero di morti, tasso di mortalità (morti ogni 1.000 incidenti stradali) e indice di gravità, sono Latina (938 chilometri di strade, 249 incidenti, 21 morti e 443 feriti) e Napoli (520 chilometri, 267 incidenti, 22 morti e 435 feriti), ma Milano in “valore assoluto” si è guadagnata la prima piazza di una classifica che invece andrebbe letta al contrario per tirare un respiro di sollievo.

Nulla di nuovo, toccherebbe dire. Se si guarda alle strade extraurbane, in questo caso sia primarie che secondarie, già nel 2016 l’Aci aveva “premiato” la Tangenziale Est di Milano come tratto più rischioso di tutto lo Stivale.

Per fortuna nel 2017 la Est è scesa al settimo posto di questa classifica, nella quale però il nome del capoluogo lombardo e della sua provincia compaiono ancora troppe volte, in riferimento alla Tangenziale Ovest oppure alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga che “vanta” 7,6 incidenti per ogni chilometro di asfalto.


www.mitomorrow.it

www.facebook.com/MiTomorrowOff/