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25. 01. 2022 18:37

Milan-Inter, il trucco del turco: ecco Hakan Calhanoglu, l’ex più atteso

A parametro zero dal Milan all'Inter, Hakan Calhanoglu è l'ex più atteso: visto che non mancheranno i fischi dei vecchi tifosi, il derby diventa una chance per scacciare le critiche sulla discontinuità

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Il rinnovo di contratto di Hakan Calhanoglu con il Milan è stato una lunga telenovela. È partita da lontano, si è arenata per mesi, in qualche sprazzo qui e là ha contemplato anche voci di avvicinamento all’Inter, ben prima che la realtà rendesse concreto il passaggio in nerazzurro.

Hakan Calhanoglu: non mancheranno i fischi al Meazza

Il suo agente, Gordon Stipic, ha infatti bussato a diverse porte per capire se qualcuno fosse interessato a offrire qualcosa in più dei 4 milioni offerti dai dirigenti rossoneri. Dal Qatar è arrivata una proposta di molto superiore alle richieste, ma per il ragazzo un trasferimento in altro emisfero avrebbe avuto il significato di un ritiro nell’Eldorado, con soli 27 anni sulla carta d’identità. Non era quel che cercava, tecnicamente parlando.

La svolta

Senza sfere di cristallo è difficile dire se, a contratto terminato o giù di lì, Hakan Calhanoglu avrebbe accettato i 4 milioni del Milan, pur convinto di valere qualcosa in più. È stata l’Inter a lasciare il dubbio in sospeso, offrendone 5 per indossare la casacca dell’altra squadra della città, non dovendo nemmeno fare i bagagli e lasciando così la famiglia alla gradita ombra della Madonnina.

Questione di sliding doors: se non fosse accaduto quel che sappiamo a Christian Eriksen, la risposta a Stipic degli uomini di mercato interisti sarebbe rimasta al «non siamo interessati» pronunciato alcuni mesi prima. Inzaghi aveva già il suo Luis Alberto interista. Era convinto di averlo con il danese. Messo di fronte all’impossibilità di allenarlo, dato che il giocatore scandinavo è tuttora in attesa di svolgere una serie di esami per capire se e in quale torneo potrà tornare all’attività, il tecnico ha fatto il nome di Hakan Calhanoglu. Gli piaceva, gli è sempre piaciuto. Per quella capacità di dare qualità tra le linee e soprattutto sui calci piazzati che pochi altri hanno mostrato negli ultimi anni in Serie A.

Il difetto

C’è un problema di continuità, evidenziato anche anni rossoneri e parzialmente colmato grazie alla cura Pioli, con cui il giocatore ha fatto i conti anche nelle prime settimane di avventura nerazzurra. È partito benissimo (gol e assist) alla prima di campionato contro il Genoa, poi ha faticato, complice qualche acciacco e il periodo fitto di impegni con la nazionale.

È riuscito però a incidere anche in partite di scarsa vena, come a Firenze, perché quel piede educato nelle situazioni da fermo funziona persino quando la forma è lontana dal top. Il resto della rosa interista è pieno di giocatori con centimetri e chili per sfruttare le parabole fatte piombare negli ultimi metri. Ne hanno beneficiato Skriniar e Dzeko, qualche altro compagno è andato a un passo dalla segnatura.

Adesso a Hakan Calhanoglu è richiesto di aggiungere con lo stesso piglio l’apporto che un giocatore della sua caratura deve garantire nell’arco della partita. Per essere il Luis Alberto che Inzaghi aveva a Roma manca ancora qualcosa. Tirare fuori un quid in più proprio nel derby sarà ancora più difficile perché i fischi gli pioveranno sul capo. È qualcosa che sapeva già, quando ha accettato il cambio di maglia.

Parola ad Aldo Serena: «Può fare la differenza:
vive di alti e bassi, ma la qualità non manca»

Com’è andato l’inizio di stagione di Calhanoglu?
«Parliamo di un calciatore bivalente nella sua avventura italiana. A ottime partite e a giocate di livello superiore ha alternato momenti di pausa e partite abuliche. Per ora sta confermando quanto fatto in precedenza anche con la maglia dell’Inter. Ho visto alcune partite buone, altre meno. Giocate di alto livello e pause abbastanza lunghe».

Cosa dà in più alla propria squadra?
«L’Inter ha preso questo giocatore quando Eriksen ha avuto l’infortunio agli Europei. Nel centrocampo dell’Inter dovrebbe dare il là a qualche azione importante. Avendo potenzialità balistiche può garantire il gol personale o il passaggio filtrante per gli attaccanti. Ha una tecnica superiore, un tiro potente e preciso. Presenta tutte le qualità del centrocampista offensivo ed è quel che credo voglia Inzaghi da lui».

Spesso nelle ultime gare si è alternato con Vidal. Meglio Calhanoglu da subito o a gara in corso?
«Vidal ha fatto un’ottima partita in Champions contro lo Sheriff. Ha rubato tanti palloni, è un giocatore completamente diverso. Cambia notevolmente il centrocampo con uno o con l’altro. Schierando Vidal hai meno qualità davanti, dipende molto da come vuole giocarsela Inzaghi. Nel primo tempo i ritmi solitamente sono più elevati, chi ha più gamba e interdizione va meglio. Nella ripresa si abbassano e le squadre si allungano, forse chi ha qualità può fare di più. Devo dire che il tecnico interista ci ha abituato a un turnover prolungato».

Quanto le caratteristiche della squadra avversaria sono favorevoli o sfavorevoli per far sì che Hakan possa essere decisivo?
«Se devo considerare il Milan visto in Champions è sembrato lungo, poco intenso. Dovesse giocare così potrebbe incoraggiare le qualità di Calhanoglu. Il Porto, a palla intercettata, aveva sempre campo davanti».

 

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