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26. 07. 2021 04:33

La Radio per l’Italia, Nicola Savino: «Viviamo le stesse emozioni di chi ci ascolta»

Smart working dal salotto di casa per il consueto appuntamento del mattino in onda con Linus

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Nicola Savino, conduttore televisivo e speaker storico di Radio Deejay, in questi giorni è come tanti di noi: il suo smart working consiste nel collegarsi dal salotto di casa per il consueto appuntamento in onda con Linus del mattino.

 

 

Ma la giornata di Nicola Savino non finisce qui: dirette con colleghi e l’ormai immancabile dj set alle 18.30 su Instagram in cui rispolvera la sua collezione di dischi.

Nicola Savino, l’intervista

Quale ruolo riveste la radio in una situazione così particolare?
«La radio è straordinaria in questo momento perché tiene veramente compagnia alle persone. Con l’impegno e lo sforzo di immaginazione, anche andando in onda da casa, si può raccontare il disagio e sentirsi vicino a chi ascolta. Il bello della radio soprattutto ora è proprio che noi raccontiamo questi giorni difficili e siamo sullo stesso piano di chi ascolta, chi fa radio è amico dell’ascoltatore».

Come sta andando la trasmissione casalinga?
«La radio si fa con pochissimi mezzi e questo è un aspetto che spesso la gente non sa. Il fatto che Radio Deejay sia composta da speaker che sono anche personaggi noti fa passare l’idea che abbia un apparato simile a quello televisivo, ma non è così. Io da casa trasmetto con un apparecchio molto piccolo ed essenziale, mi sembra una tecnologia che dall’aspetto potrebbe avere almeno 15 anni. Vuol dire che si può fare. Oggi con una buona connessione basta avere una app sul telefonino, come Fabio Volo che trasmette in tempo reale da un paesino della Liguria. Anche la televisione potrebbe permettersi delle dirette streaming, ma non è la stessa cosa. Con la radio la magia resta uguale, la voce rimane pressoché la stessa».

Qual è stato il tuo primo pensiero appena hai saputo de La Radio per l’Italia?
«La ritengo una bella iniziativa, dimostriamo un po’ di spirito di corporativismo e di unione. Non è la prima volta che noi radio ci consorziamo per una grande emergenza, come succede purtroppo spesso con i terremoti nel nostro Paese. Devo dire comunque che si è avuta una risposta univoca da tutti i rappresentanti del mondo dei media e dello spettacolo, che stanno provando a dare il loro contributo per la comunità».

Una storia di qualche ascoltatore che ti ha colpito particolarmente?
«Ce ne sono tante. La prima che mi viene in mente è quella di un ascoltatore di Lecce che lunedì mattina ci ha scritto: “Hai voglia a dire che è un virus che colpisce solo i vecchi, questo era mio padre e non ho neanche potuto fare il funerale. Siamo andati a salutare la salma uno per volta con guanti e mascherina”. È davvero duro da raccontare e soprattutto da vivere per chiunque».

Quali sono i pensieri più ricorrenti in questi giorni di quarantena?
«Bisogna cercare di distrarsi in tutti i modi, io ad esempio ho iniziato a fare un’attività fisica molto serrata a casa con diversi mezzi: video da Youtube, telefonate su Facetime e Whatsapp video con degli istruttori. Mi faccio più il culo adesso di due settimane fa, senza dubbio (ride, ndr)».

Tutte attività dentro casa, quindi.
«Non esco da due giorni interi, neanche a portare fuori il cane perché ci diamo dei turni qui in famiglia. Arrivo comunque molto stanco a fine giornata tra lavoro, interviste e dirette social per stare a contatto con le persone. Spero che le diverse iniziative possano lanciare messaggi positivi e utili per la causa comune, oltre a tenere compagnia».

Cosa lascerà in eredità a tutti noi questo periodo?
«Sicuramente l’attaccamento alla vita e al presente. Io personalmente mi sto godendo tutto quello che sto facendo, davvero».

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