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21. 07. 2024 05:57

La storia di Raziyeh Akbari: da Teheran a Milano, chi è la ricercatrice della Bicocca

La sua storia, un esempio ispiratore di come la ricerca scientifica possa affrontare problemi globali reali

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Il 29 maggio 2024, Women&Tech – Donne e Tecnologie – ETS ha ospitato la XVIII cerimonia del Premio Internazionale Tecnovisionarie, celebrando il ruolo cruciale delle donne nell’innovazione e nella gestione sostenibile delle risorse idriche. Il tema di quest’anno era “Transizione Ecologica: Le Protagoniste di una Nuova Cultura dell’Acqua”. Tra le premiate, la Dott.ssa Raziyeh Akbari, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca, ha ricevuto un riconoscimento speciale per il suo contributo.

Raziyeh Akbari, un percorso di eccellenza

Nata in Iran nel marzo 1989, la Dott.ssa Raziyeh Akbari ha conseguito il dottorato in fisica presso l’Università di Teheran nel 2019. Spinta dal desiderio di ampliare le sue conoscenze e competenze, nel 2020 si è trasferita in Italia per un post-dottorato presso l’Università di Milano-Bicocca. Ha collaborato con il Prof. Carlo Antonini nell’ambito del programma TRIL (Training and Research in Italian Laboratories) del centro ICTP (International Centre for Theoretical Physics). «Sono arrivata in Italia nel febbraio 2020, appena tre settimane prima del lockdown per il COVID-19. Nonostante le difficoltà iniziali, ho sfruttato quel periodo per sviluppare un codice computazionale open-source per analizzare automaticamente le forme delle gocce su superfici solide», ha raccontato.

Il progetto WaterHaB

Il suo progetto, WaterHaB, finanziato dal programma “Dipartimenti di Eccellenza” dell’Università di Milano-Bicocca, si concentra sulla progettazione di raccoglitori d’acqua atmosferica ispirati alla natura. «La ricerca scientifica senza applicazioni pratiche nel mondo reale non è promettente. Durante tutto il mio percorso accademico, mi sono sempre concentrata sull’applicazione delle mie scoperte scientifiche a situazioni reali», ha spiegato la Dott.ssa Akbari.

Innovazione e sostenibilità

Il progetto WaterHaB utilizza materiali ispirati alla geometria delle spine dei cactus per creare superfici autopulenti e raccoglitori d’acqua efficienti. «La raccolta e il trasporto delle gocce d’acqua su una superficie possono essere controllati dal gradiente di energia superficiale e dalla pressione di Laplace», ha spiegato. Questi principi, osservati in natura in piante e animali del deserto, sono applicati per migliorare l’efficienza della raccolta dell’acqua.

Sfide e traguardi

Una delle principali sfide affrontate dalla Dott.ssa Akbari è stata la sincronizzazione del lavoro tra l’Università di Milano-Bicocca e l’Università di Teheran. «Fortunatamente, lo studente in Iran ha completato molto bene la parte del lavoro relativa alla camera di prova dell’umidità e alla misurazione dell’efficienza della raccolta dell’acqua», ha detto. Tra i traguardi del progetto, ha menzionato la progettazione di setup di test, lo sviluppo di software automatici e l’esplorazione di vari parametri efficaci nella misurazione dell’efficienza della raccolta dell’acqua.

Raziyeh Akbari
Raziyeh Akbari

Futuri sviluppi

Guardando al futuro, la Dott.ssa Akbari spera di stabilire partnership industriali per applicare le tecnologie sviluppate nel progetto WaterHaB. «Pianifichiamo di diffondere i nostri risultati attraverso Milano-Bicocca e di presentarli a eventi organizzati dall’Unione Europea. Vogliamo sensibilizzare sulla scarsità d’acqua e promuovere soluzioni innovative», ha detto. Il progetto mira a fornire acqua fresca nelle regioni semi-aride, tra cui il Sud Europa, l’Africa, il Medio Oriente e l’Iran.

Conclusione

La storia di Raziyeh Akbari è un esempio ispiratore di come la ricerca scientifica possa affrontare problemi globali reali. Il suo lavoro sulla raccolta dell’acqua atmosferica potrebbe avere un impatto significativo nelle comunità con accesso limitato all’acqua pulita, dimostrando l’importanza delle tecnologie sostenibili e innovative. Con il riconoscimento delle Tecnovisionarie, la Dott.ssa Akbari si unisce alle donne che stanno plasmando il futuro della gestione delle risorse idriche e della sostenibilità globale.

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