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05. 12. 2020 08:57

“Andrà tutto bene” non è solo uno slogan: un progetto per i più piccoli a Milano

Il progetto coinvolge a Milano tre istituti comprensivi del Municipio 9: Pertini, Locatelli-Quasimodo e Sorelle Agazzi

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L’ultima delle iniziative lanciate porta il nome della frase che campeggiava sui balconi durante la prima ondata della pandemia: “Andrà tutto bene”. “La mia scuola è differente” è un progetto attivo a Padova, Torino e Milano, che cerca di contrastare la povertà educativa minorile, finanziato dalla rete di fondazioni.

Un progetto contro la povertà educativa

A realizzarlo insieme ai bambini 24 tra cooperative sociali, istituti scolastici, comuni e università. L’ente capofila di questi soggetti è la cooperativa Diapason. Elisabetta Cargnelutti è la coordinatrice del progetto, che a Milano è attivo in tre istituti comprensivi del Municipio 9: Pertini, Locatelli-Quasimodo e Sorelle Agazzi.

andrà tutto bene
Elisabetta Cargnelutti

Cosa fate in concreto?

«Ci rivolgiamo ai bambini e ai ragazzi delle elementari e delle medie con l’intento di potenziare le loro competenze tecnologiche, scientifiche e culturali. Con le associazioni del territorio proponiamo esperienze extrascolastiche, dal teatro ai corsi di italiano per stranieri, rivolte anche agli adulti. Insieme alla facoltà di design del Politecnico di Milano realizziamo interventi di ristrutturazione che rendano gli edifici scolastici più funzionali e accoglienti».

Come avete aiutato i bambini durante il lockdown?

«Abbiamo seguito i ragazzi con i compiti perché molti dei loro genitori non erano in grado di aiutarli. Inoltre abbiamo offerto supporto psicologico a famiglie e docenti. Ci siamo attrezzati anche per distribuire viveri e con il nostro partner Mission bambini, grazie a una raccolta fondi abbiamo acquistato dispositivi digitali per la didattica a distanza».

Cos’è il progetto “Andrà tutto bene”?

«E’ un progetto nato con l’emergenza sanitaria quando è stato messo in campo un ulteriore finanziamento per fornire indumenti, attrezzature sportive, materiale scolastico e dispositivi a 91 famiglie del Municipio 9».

Vi siete occupati anche di campus estivi…

«Li proponiamo ogni anno, chiamando esperti che aiutino bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni a cimentarsi con attività di laboratorio. Abbiamo utilizzato diversi spazi, dalle scuole all’Orto Comune di Niguarda, dagli oratori fino alla gelateria sociale Artis, che anche ora prosegue con il suo laboratorio. Quest’anno i campus sono stati davvero importanti: i bambini avevano bisogno di riprendere la vita sociale e allo stesso tempo di abituarsi alle regole di distanziamento sociale, che ora devono seguire a scuola».

Come ha influito la chiusura delle scuole sui bambini fragili?

«Molti hanno mostrato i tipici comportamenti da sindrome post traumatica: c’è chi era terrorizzato dal possibile contagio e faticava a uscire di casa; altri, al contrario, avevano rimosso totalmente il problema e non volevano adottare alcuna misura di protezione. Parecchi avevano difficoltà nei movimenti, e per questo è stato fondamentale stare all’aria aperta. Salvo rari casi, però, i bambini hanno avuto capacità di recupero sorprendenti: si sono adattati presto alle nuove modalità di convivenza, imparando a esprimere affetto o rabbia senza avvicinarsi troppo agli altri. Ci hanno insegnato che è possibile continuare a stare insieme, anche se in modo diverso rispetto al passato».

andrà tutto bene

I bambini che seguite sono tutti di origine straniera?

«Chi frequenta le nostre attività rispecchia la composizione demografica dei quartieri dove operiamo, che sono densamente popolati da famiglie di origine straniera, spesso con tanti figli, per la maggior parte nati in Italia. Ma ci sono anche bambini italiani».

Qual è ora la situazione di queste famiglie?

«Abbiamo aiutato molte famiglie che durante il lockdown erano autosufficienti, mentre ora sono in grossa difficoltà».

 

Palazzo Marino: più fondi per i bambini disabili

Il Comune di Milano ha deciso di investire altri 6,9 milioni di euro per il sostegno educativo per i bambini con disabilità iscritti alle scuole d’infanzia e ai nidi comunali. Lo stanziamento si aggiunge ai 30 milioni di euro previsti dall’Amministrazione per il triennio 2019-2022.Questo perché richieste di insegnanti di sostegno sono in continuo aumento: secondo il Comune per l’anno scolastico 2019-2020 le certificazioni dei bambini disabili sono raddoppiate rispetto al biennio 2015-2016: da 474 a 709.

«La sensibilità della società nei confronti dei diritti delle bambine e dei bambini con disabilità – ha dichiarato l’assessora all’Educazione Laura Galimberti – è molto cresciuta in questi anni, contribuendo ad aumentare l’attenzione per i bisogni particolari di questi bimbi. Con questo provvedimento vogliamo essere ancora pia vicini alle famiglie provate dall’emergenza e adeguarci a una situazione in continua evoluzione per garantire a tutti servizi educativi di qualità»

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