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Bullismo, il nostro decalogo

1 To bull
La parola bullismo deriva dall’inglese bullying (to bull) che significa “usare prepotenza, maltrattare, intimidire, intimorire”. Vuol dire avere atteggiamenti provocatori e di derisione che possono sconfinare anche in vere e proprie aggressioni, intenzionali e ripetute nel tempo, che coinvolgono soprattutto i giovani.

2 Conseguenze
Tra le conseguenze che il fenomeno crea sulla vittima ci sono inadeguatezza e insicurezza, l’abbassamento dell’autostima, il calo del rendimento scolastico o addirittura l’abbandono degli studi, difficoltà relazionali ed eventuali comportamenti devianti.

3 Dai banchi
La scuola è il luogo in cui più frequentemente si verificano atti di bullismo, ma è anche il posto ideale per proteggere e prevenire il bullismo. Si tratta infatti del luogo di relazione tra pari e con gli insegnanti e altre figure adulte, che possono diventare un importante riferimento.

4 Estirpare
Nei percorsi di prevenzione, a volte si dimentica che un’attenzione particolare va dedicata non solo alla vittima ma anche al bullo: è proprio da lì che bisogna partire per estirpare il problema. Spesso con questi atti il bullo esprime una difficoltà e una richiesta di aiuto.

5 Regole
La prima regola per sconfiggere il bullismo è evitare il silenzio. È importante raccontare ciò che sta succedendo, ai compagni, agli insegnanti e ai genitori. Seconda regola: mantenere la calma. Viene preso più facilmente di mira chi si arrabbia e scalpita.

6 A Milano
Tra i centri in Italia che vengono in soccorso delle vittime di bullismo e cyberbullismo, un ruolo importante lo svolge il Centro multidisciplinare sul disagio adolescenziale della Casa Pediatrica Fatebenefratelli Sacco a Milano. Nel 2016 ha accolto mille pazienti e nel 2018 ne ha ospitati 1.220.

7 Segnali
Fondamentale riconoscere i segnali. Chi è vittima di bullismo spesso cerca scuse per non andare a scuola, chiede denaro in famiglia, è molto teso. Talvolta può presentare lividi, graffi o strappi degli indumenti, dormire male o bagnare il letto. Magari può riferire di non avere nessun amico e difficilmente racconta ciò che avviene a scuola.

8 Numeri
Bullismo e cyberbullismo sono un fenomeno in aumento in Italia. I dati del Rapporto Censis dimostrano che il 52,7% degli studenti tra gli 11 e 17 anni ha subìto comportamenti offensivi o violenti da parte dei coetanei. La percentuale sale al 55,6% tra le femmine e al 53,3% tra i ragazzi più giovani (11-13 anni).

9 Al femminile
Parlando di cyberbullismo, bisogna dire che sulla rete sono le ragazze ad avere la peggio. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, le femmine sono le vittime predilette dai cyberbulli (70%) che sono per oltre il 60% di sesso maschile.

10 Sexting
Se il cyberbullismo è a sfondo sessuale si parla di sexting. Secondo l’Osservatorio, fin dagli 11 anni di età la tendenza degli adolescenti è quella di scattarsi selfie intimi e senza vestiti e inviare le immagini o i video nelle chat. È importante però non criminalizzate internet: allontanare i giovani dalle tecnologie potrebbe essere controproducente: meglio cercare di favorirne un utilizzo consapevole.

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