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07. 05. 2021 18:17

A quanto sta la DAD? I dubbi sul rientro a scuola da parte di chi la vive

Seconda puntata del viaggio verso il ritorno alla scuola in presenza

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Rientro al 100%. Anzi, no: solo al 60%. Nel giro di poche ore il balletto sulle percentuali di riempimento delle scuole superiori in presenza dal 26 aprile ha riportato tutto (o quasi) alla situazione attuale: i ragazzi delle superiori possono sedersi ai loro banchi riempiendo poco più della metà degli edifici. In questa seconda puntata sul rientro a scuola, Mi-Tomorrow ha sentito i pareri di un preside e di due studenti.

Barrella (liceo Parini): «L’insicurezza e l’ansia sono cresciute»

Massimo Nunzio Barrella, dirigente del liceo Parini, nei mesi di didattica a distanza ha sostenuto gli studenti nelle loro battaglie per tornare in presenza, cercando di trovare tuttavia anche degli aspetti positivi della Dad.

Come sta vivendo questa ennesima ripresa?
«Con trepidazione e gioia. Al momento i ragazzi sono presenti in classe al 50%, alternandosi un giorno sì e uno no, ma dalla prossima settimana dovremmo arrivare al 100% con le quinte».

Quanti ragazzi sono positivi al covid?
«Ci risulta solo un caso, ma la quarantena per la classe di quello studente è quasi terminata».

Gli studenti sono contenti di essere tornati?
«Hanno il timore di dover sostenere troppi compiti in classe e interrogazioni. Ho chiesto ai docenti di mantenere un equilibrio nel carico di lavoro e nel numero delle verifiche. E’ un momento delicato, perché dopo un anno di chiusure il disagio si avverte in tanti ragazzi».

Ci sono stati casi di abbandono?
«Ci sono alcuni casi difficili, che hanno portato anche all’abbandono temporaneo di qualche mese. Alcune situazioni si sono recuperate, per altre ci vuole più tempo».

Come vede la questione delle bocciature?
«Bisogna essere molto cauti, vagliamo ogni singola posizione. Io punto ad aiutare il più possibile».

L’anno prossimo andranno recuperate tante competenze?
«Sì, bisogna prendersi tutto il tempo necessario. Non possiamo fare finta che non sia accaduto nulla e avere l’ossessione di finire il programma».

Gli studenti di quinta si sentono preparati per la Maturità?
«Dopo queste chiusure, l’insicurezza e l’ansia sono cresciute. C’è anche chi ha preferito la didattica a distanza, specialmente nel rapporto con il proprio professore. La realtà è più stratificata di quanto non si pensi. Non voglio demonizzare nulla, nemmeno la Dad».

Al di là degli aspetti legati alla pandemia, cosa bisogna cambiare nella scuola?
«Evitare le classi pollaio è un segno di civiltà. Un altro aspetto delicato è la selezione dei docenti. Per fare questo mestiere bisogna possedere caratteristiche umane e professionali particolari. Si può essere colti, ma non essere in grado di insegnare. Con i ragazzi occorre avere empatia: il rapporto affettività-conoscenza è decisivo. Il successo formativo dipende tutto da questo».

Gli artisti del Boccioni: «Ora più uniti come classe»

Romeo e Kevin frequentano il quarto anno del liceo artistico Boccioni, indirizzo design. Due settimane fa con i compagni hanno realizzato il Muro della Dad, per esprimere il loro disagio. Felici di essere tornati in presenza, anche se per ora a giorni alterni, hanno raccontato a Mi-Tomorrow come hanno vissuto tanti mesi in Dad e cosa si aspettano dalle ultime settimane di scuola.

Come è andato il rientro in presenza?
Romeo
: «Ora che siamo rientrati ci sentiamo motivati, abbiamo più fuoco dentro, più voglia di studiare e imparare».

Al Boccioni si riuscirà a rientrare al 100%?
Kevin:
«La nostra scuola è molto grande, con tante entrate, quando si potrà non credo ci saranno problemi».

Sono aumentati i compiti in classe?
R: «I professori in genere sono stati clementi. Alcuni hanno programmato le verifiche che non sono riusciti a farci fare durante la Dad.
K: «Noi siamo abbastanza fortunati: i miei fratelli che frequentano altre scuole vengono tartassati molto di più».

Cosa pensate della Dad?
R: «L’ho vissuta molto male. Psicologicamente è stato difficile e anche il mio rendimento ne ha risentito. Quando si torna in presenza magicamente i voti risalgono. In Dad, per quanto mi possa impegnare, non riesco a trovare la concentrazione giusta. In presenza invece trovo tutto molto stimolante, soprattutto il confronto con i compagni.
K: «Anch’io preferisco di gran lunga le lezioni in presenza. La nostra creatività ne risente positivamente».

Vi manca il fatto di non poter visitare mostre e musei?
K
: «L’anno scorso avevamo appena iniziato a occuparci di design visitando spesso la Triennale. Con l’arrivo del Covid non abbiamo potuto andarci più. Milano è la città del design: è un peccato non poter sfruttare tutte le risorse che offre».

Qualche vostro compagno ha lasciato la scuola?
K
: «Sì, uno l’anno scorso e una quest’anno».
R: La Dad non ti viene incontro, non riesci a stare al passo. Chi aveva già difficoltà scolastiche o personali si è sentito abbandonato. La cosa più importante è stare con gli amici, a scuola ci sono le persone a cui vuoi bene e non poterle vedere è straziante».

Questi due anni hanno portato anche qualcosa di positivo?
R: «Ci sentiamo più uniti come classe perché nonostante la Dad abbiamo fatto questo viaggio tutti insieme. Dopo essere rimasti a casa così tanto tempo, siamo più simpatici anche ai professori!».

 

 

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