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Cinquant’anni di IULM. Cinquant’anni di storia universitaria a Milano, ma con la voglia di guardare sempre al domani. È l’obiettivo in primis del Rettore Gianni Canova, alla sua prima inaugurazione accademica (si è insediato il 5 novembre scorso), quella che si terrà domani alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Roberto Vecchioni, a cui verrà conferito un Diploma ad Honorem del Master in Arti del Racconto.

Ma è solo l’inizio. Perché proprio domani sera, a conclusione della cerimonia di apertura dell’Anno Accademico, prenderà il via un palinsesto di eventi teatrali e musicali con un filone narrativo comune: il denaro.

Canova, come mai la scelta di questo filone?
«Intanto perché siamo assolutamente analfabeti in due ambiti fondamentali come i linguaggi audiovisivi e l’economia della finanza. Da rettore vorrei proprio lavorare su quest’ultimo ambito. Gli studenti verranno coinvolti nella convinzione che sia giusto farlo indipendentemente dalla logica dei crediti formativi che ha un po’ strozzato la logica universitaria».

Come renderete centrale il tema del denaro?
«Faremo due grandi mostre, una sull’arte nel denaro e l’altra sul denaro nell’arte. Ci sarà anche un’iniziativa con laboratori e workshop con rappresentazioni teatrali che riguardano la moneta. E ancora un concorso per giovani scrittori alla ricerca di racconti che abbiano il denaro come protagonista, oltre ad una rassegna cinematografica e ad un evento legato alla musica. Basti pensare alla canzone di Mahmood che ha vinto il Festival di Sanremo (Soldi, ndr) per capire come questo tema sia attuale».

Come si aspetta questa sua prima inaugurazione accademica?
«Vorrei che fosse emozionante, spesso sono rituali cerimoniali e sono cose più dovute che volute. Vorrei fosse legata al piacere di un evento che ha un suo senso e vorrei davvero produrre emozione. Penso che la presenza di Mattarella e di Vecchioni, oltre al timing ridotto di un’ora, possano aiutarci».

Quanto è importante Milano per IULM e quanto il contrario?
«Milano è importante per noi perché è una grande città universitaria che voleva verso i 250mila individui. D’altro canto IULM dà a Milano quella competenza informativa che prima nessuno pensava di dare: parlo della consapevolezza della comunicazione nella società contemporanea. Una comunicazione che non sia un gadget, ma che sia centrale».

In che modo?
«Beh intanto nessuno prima formava professionisti del settore: oggi i nostri laureati siedono in posizioni apicali della comunicazione di grandi aziende».

Parlava di sistema universitario un po’ fermo: come si risvegliano le coscienze?
«Una delle colpe dei professori è di aver fatto passato l’equivoco per cui la cultura è noiosa: la cultura è faticosa, ma non noiosa. Invece noi professori abbiamo contribuito a far passare l’idea che fosse noiosa. La cultura è appassionante. Le iniziative che stiamo mettendo in campo qui vanno in questa direzione. La cultura è un grande laboratorio della mente».

Domani ci sarà anche Roberto Vecchioni.
«Un raffinato classicista che riesce ad utilizzare la sua arte per parlare direttamente al pubblico e non per mera autoreferenzialità».

Ci siamo lasciati alle spalle da poco la Notte degli Oscar: da chi sognerebbe una lectio per i suoi ragazzi?
«Dal più grande di tutti, talmente grande che quelli di destra lo ritengono di sinistra e viceversa: Clint Eastwood, un vero genio anarchico».

Domani dalle 10.00
Inaugurazione dell’Anno Accademico
Auditorium IULM 6
Via Carlo Bo 6, Milano
Ingresso libero previo accreditamento e fino ad esaurimento posti
iulm.it


www.mitomorrow.it