ll Collegio Longone è una scuola dello Stato, ma si paga una retta. Il suo ingresso è tappezzato di quadri con tematiche religiose, ma è un istituto laico. Per tradizione è aperto solo ai maschi, ma sta rivoluzionando il suo assetto con la creazione di un Liceo Coreutico dove si insegna danza. Il suo rettore Lorenzo Alviggi illustra a Mi-Tomorrow nelle sue non poche specificità.

Dall’Unità d’Italia il Longone è un istituto pubblico eppure dà l’impressione di essere una classica scuola privata.
«Siamo pubblici, come tutti i convitti, ma abbiamo una peculiarità: siamo i proprietari dell’immobile, quindi abbiamo un Consiglio di Amministrazione che delibera sul bilancio, sui lavori da fare, sulle manutenzioni».

Su quali entrate si basa il bilancio?
«Dotazioni dello Stato, le rette degli studenti e fondi ricavati dalle cessione, avvenuta una decina di anni fa, di proprietà che appartenevano alla scuola».

E’ meglio questa “autogestione” o essere gestiti dall’Ente Locale?
«Il vantaggio è poter deliberare autonomamente gli interventi di manutenzione e decidere la tempistica dei lavori; lo svantaggio è che, trattandosi di appalti di importo significativo, ci cimentiamo con procedure complesse. Tenuto conto di queste cose dico che è meglio così, lo affermo con cognizione di causa in quanto sono responsabile anche di un’altra scuola che dipende dalla Città Metropolitana con tutte le difficoltà burocratiche che ne derivano».

Come siete organizzati?
«Abbiamo la scuola primaria dove gli studenti sono tutti semiconvittori, possono restare a scuola sino alle 18. C’è poi la secondaria di primo grado con due sezioni di semiconvittori e una di iscritti all’Accademia Teatro della Scala che sono in parte convittori; infine c’è il Liceo Coreutico in convenzione con l’Accademia Teatro alla Scala con convittori e studenti non residenti al convitto».

Quanti sono gli iscritti in totale?
«I semiconvittori sono 272, che frequentano le scuole annesse al convitto. Poi abbiamo cinquanta convittori residenti, appunto, al convitto».

Tutti maschi: avete pensato di aprire alle femmine?
«Le scuole sono frequentate da maschi e femmine, mentre i convittori sono tutti maschi. E’ così per Regio decreto del 1925».

Siete nati come istituto religioso: resta qualcosa di quell’impostazione?
«Siamo una scuola pubblica laica, non ci sono differenze di impostazione con le altre scuole statali».

L’elenco degli alunni famosi è lungo: come lo spiega?
«Sicuramente siamo una scuola particolare. Diversi fattori concorrono ad attirare un certo tipo di utenza: l’ambiente è piccolo e quindi favorisce un controllo è più efficace. Poi bisogna considerare che ci troviamo in una zona centrale della città. Non solo. a frequenza implica il pagamento di una piccola retta, comprensiva anche della mensa».

Oggi ci sono figli di famiglie importanti?
«Non in modo particolare».

In che modo vi siete legati all’Accademia Teatro alla Scala?
«E’ il nostro fiore all’occhiello, l’Accademia della Scala è la scuola di danza più importante del mondo, per noi è un privilegio potere collaborare con loro».

Gli allievi dell’Accademia frequentano il Liceo Coreutico: com’è strutturato?
«Ci sono le discipline comuni a tutti i licei, poi si studia danza, storia della danza e della musica: è un corso molto duro, le materie teoriche sono impartite dagli insegnanti del Convitto mentre quelle coreutiche dai maestri di danza dell’Accademia».

Quanti sono gli studenti dell’Accademia al Longone?
«Sono circa 170. Voglio precisare che il Liceo Coreutico è stato istituito nel dicembre del 2016, il primo anno scolastico è stato il 2017-18 ma i nostri progetti non sono finiti».

A cosa state pensando?
«Sogniamo di diventare il primo istituto onnicomprensivo coreutico in Italia, che riguardi non solo la scuola secondaria di primo grado ed il liceo in convenzione con l’Accademia Teatro alla Scala, com’è adesso. Il primo passo sarà nel 2020-21 quando, con ogni probabilità, ci espanderemo acquisendo il plesso in via Vigevano».

Quattro secoli di storia
Parini e Manzoni tra gli allievi illustri

Il Convitto Longone nasce nel 1613 grazie ad un patrizio milanese, Pietro Longone il quale stabilisce nel testamento di finanziare con una parte delle proprie sostanze una nuova scuola che inizierà le attività solo nel 1723. Il nuovo istituto, il “Collegio Imperiale Longone”, raccoglie l’eredità di altre scuole milanesi, soprattutto religiose, e religiosa ne è all’inizio la conduzione; i primi alunni appartengono alla nobiltà milanese e la scuola, dapprima dislocata in diversi edifici, si insedia poi nel palazzo di via Fatebenefratelli. Nel 1861 il “Longone” diventa scuola dello Stato.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio di via Fatebenefratelli rimane occupato dalla Questura e il Convitto Longone, dopo essere stato ospitato in altri istituti, si trasferisce nell’attuale complesso di via degli Olivetani 9. Lungo è l’elenco degli alunni importanti: Giuseppe Parini, altri futuri talenti come Alessandro Manzoni, Federico Confalonieri, Carlo Cattaneo, padre Agostino Gemelli e, in tempi ancora più recenti, Giorgio Strehler e Sergio Romano. Per info 02.45.37.43.92.