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06. 12. 2021 12:45

Sport-vita, il progetto Galdus durante il lockdown: «La didattica a distanza è stata produttiva»

Luca Corbetta, docente Galdus, racconta il suo progetto “Sport-vita” durante il lockdown: «Abbiamo voluto far capire ai ragazzi che bisogna accettare le difficoltà che si presentano»

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In questi mesi di chiusura delle scuole anche i ragazzi dell’IeFP, Istruzione e formazione professionale, hanno dovuto cambiare il loro modo di apprendere.

 

Didattica a distanza, parla Luca Corbetta

Luca Corbetta

Le aziende, dove passano diverso tempo per imparare un mestiere sul campo, che sia quello di chef o di orafo, di pasticcere o di amministratore di impresa, sono state chiuse anch’esse per diverse settimane.

Come fare quindi? Luca Corbetta è docente di educazione fisica e tutor-formatore della sede di via Piazzetta di Galdus, una delle realtà più importanti per la formazione professionale in Lombardia.

Ci ha raccontato del suo progetto “Sport-vita”, che ha coinvolto diversi personaggi dello sport per portare ai ragazzi testimonianze stimolanti, rigorosamente online, in attesa di mettere in pratica i valori dello sport nella vita di tutti giorni e soprattutto nel mondo del lavoro.

Chi sono gli sportivi che i ragazzi hanno incontrato?
«Abbiamo organizzato otto incontri rivolti agli studenti dei corsi di ristorazione, sala bar, informatica gestionale e operatori agricoli, che stanno terminando in questi giorni. I ragazzi hanno potuto ascoltare fra gli altri Jennifer Isacco, medaglia di bronzo alle olimpiadi 2006 nel bob a due, Roberto Bertolini, campione di giavellotto, Naja Aqdeir, mezzofondista, che in passato ha studiato al Galdus. Abbiamo poi avuto ospite la giocatrice del Milan Francesca Vitale, che ci ha raccontato la sua esperienza nell’ambito di uno sport prettamente maschile, e il pugile Giacobbe Fragomeni».

Quale insegnamento ne hanno tratto gli allievi?
«Con questi incontri abbiamo voluto far capire ai ragazzi che bisogna accettare le difficoltà che si presentano, per poi affrontarle e cercare di superarle. Una delle testimonianze più belle è stata quella con Giulio Maria Papi, giocatore della nazionale paralimpica di basket che con il suo sorriso, ma anche con il suo racconto sincero, ha parlato del superamento dei limiti fisici. E’ stato un modo per trasmettere messaggi positivi in un momento difficile per tutti, anche per gli adolescenti costretti a rimanere a casa. Altri docenti hanno fatto la stessa cosa invitando personalità del mondo dell’oreficeria o della ristorazione».

Siete riusciti a fare anche lezioni di educazione fisica online?
«La didattica a distanza da un lato è stata produttiva perché ha portato nuovi stimoli e voglia di rimettersi in gioco, ma è mancata la fisicità. Ai ragazzi ho proposto alcuni percorsi che dovevano svolgere come compito a casa. Durante le lezioni vere e proprie ho fatto fare loro degli esercizi, ma soprattutto ho privilegiato la parte teorica, parlando di fair play e di valori dello sport».

Dal prossimo anno aprirete anche un corso per tecnico dello sport…
«Sì, a settembre inizieremo con una o due prime nella sede di via Pompeo Leoni. Galdus ha deciso di farlo per rispondere alle richieste delle famiglie e alle esigenze del territorio, visto che Milano sarà sede delle Olimpiadi invernali del 2026. Il corso insegnerà agli iscritti a gestire programmi e progetti a carattere sportivo, ludico e di animazione, a gestire l’accoglienza del cliente e le fasi organizzative di un evento».

Didattica a distanza, cosa ha previsto il Governo? Le misure per gli istituti privati e paritari

Il Decreto Rilancio ha previsto investimenti destinati alle scuole private e paritarie, ma ha lasciato fuori gli enti di istruzione e formazione professionali (IeFP), che in Lombardia coinvolgono il 18% degli studenti.

«La competenza è delle regioni – dichiara Diego Montrone, presidente di Galdus – Attraverso l’associazione AEF ci siamo mossi per chiedere di essere inclusi nello stanziamento di aiuti previsti per le scuole in questo momento delicato per tutti, ma per ora non abbiamo avuto risposte. Siamo strettamente legati al tessuto produttivo, che in questo momento va sostenuto. Le aziende stanno ripartendo anche grazie a noi, perché le professioni che insegniamo rispondono alle nuove esigenze dei mercati. Nelle ultime settimane le imprese non hanno infatti mancato di chiederci nuovo personale. Quindi è un peccato che gli istituti IeFP, che fanno parte del rilancio del nostro Paese, non siano stati considerati». Montrone ricorda inoltre che, scuole come la Galdus, formando anche ragazzi usciti dalla terza media, rientrano nel sistema dell’istruzione dell’obbligo, e quindi «siamo un tassello del servizio pubblico».

Per quanto riguarda lo svolgimento degli esami «Regione Lombardia ha messo il tema della sicurezza prima di ogni altra cosa. Stiamo aspettando qualche indicazione in più, chiarimenti tecnici per rendere possibile anche gli esami a distanza, sia per tutelare i ragazzi, sia per non mettere in movimento migliaia di ragazzi; ma soprattutto, non potendo usare i laboratori, visto che l’esame verterà su un colloquio, nulla verrà perso se si svolgerà online.

Anche se si tratta di competenze pratiche, i nostri ragazzi del terzo o quarto anno hanno comunque già acquisito esperienza all’interno delle imprese negli anni e nei mesi precedenti all’emergenza nell’ambito di stages, tirocini e apprendistato».

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