8.2 C
Milano
04. 12. 2022 20:01

Manzoni, cosa resta dell’occupazione? «Entriamo in una fase pericolosa»

Il collettivo del liceo: «Ci prepariamo ad entrare in un periodo complicato»

Più letti

A due settimane dall’inizio dell’anno scolastico è partita la prima occupazione delle scuole superiori milanesi. Ad aprire la stagione di proteste studentesche è stato il liceo classico Manzoni, che negli ultimi anni sta facendo da apripista agli altri istituti. La due giorni di occupazione (lunedì e martedì) questa volta è balzata alle cronache, anche nazionali, per le motivazioni che i ragazzi hanno spiegato attraverso un comunicato: «Ci prepariamo a entrare in una fase politica pericolosa e repressiva, visti gli ultimi risultati elettorali».

Occupato il liceo Manzoni dopo i risultati delle ultime elezioni politiche

ManzoniL’idea di occupare era già nell’aria da qualche giorno «Dopo la morte di Giuliano De Seta, l’ennesimo ragazzo che ha perso la vita durante uno stage – spiega a Mi-Tomorrow Nicolò, uno degli studenti del collettivo – stavamo già pensando di mobilitarci, nel caso le urne avessero premiato Giorgia Meloni, come prevedevano i sondaggi. Quando lunedì mattina i risultati sono diventati realtà è scattata l’occupazione».

A chi ci fa notare che si è trattata di un’elezione democratica «rispondiamo, fra le altre cose, che la maggior parte di noi è minorenne e non ha potuto esprimere il suo voto: anche se non abbiamo ancora diciotto anni siamo in grado di avere un pensiero politico autonomo. Inoltre molti nostri compagni maggiorenni non hanno potuto votare perché non hanno la cittadinanza italiana, nonostante siano nati e abbiano studiato qui».

La reazione della preside del liceo Manzoni Milena Mammani, dopo essersi consultata con il consiglio d’istituto convocato d’urgenza, è stata dura: sarà dato 5 in condotta a tutti gli studenti che si sono fermati a dormire a scuola. Un centinaio di ragazzi ha ignorato la decisione e ha passato la notte di lunedì nella sede del liceo. «Conoscendo la preside da 5 anni non ci stupisce, anche se sa benissimo che abbiamo sempre occupato la scuola con grande responsabilità – afferma Benedetta, un’altra studentessa.

«Il nostro è un richiamo di mobilitazione generale da parte di tutte le scuole – prosegue Nicolò – e infatti altri collettivi si stanno organizzando per occupare i loro istituti». Il segretario della Lega Matteo Salvini, ex studente del Manzoni, ha ironizzato sull’occupazione e si è detto disponibile a parlare con i ragazzi. «Per noi non è il benvenuto, soprattutto per le sue idee di estrema destra», ha replicato Chiara, un’altra studentessa.

Oltre alla questione strettamente politica, la protesta dei ragazzi si concentra anche su temi evidenziati già negli anni scorsi, come l’edilizia scolastica e l’alternanza scuola-lavoro: «Ne chiediamo l’abolizione in favore di una serie di progetti che permettano agli studenti che hanno bisogno di una formazione pratica di poterla seguire nelle proprie scuole, con l’aiuto di docenti preparati per farlo, senza venire sfruttati da aziende che non ci pagano», ha concluso lo studente.

In breve

FantaMunicipio #12: Ied e Politecnico avanti tutta in città

Sono le università come Ied e Politecnico- e i progetti ad esse correlate - a spingere Milano in una...