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17. 06. 2021 03:28

Ludovico Ottolina, coordinatore dell’Unione degli Studenti di Milano, fa il punto: «Non tutti sono tornati a scuola»

«In diverse scuole c’è la questione dei laboratori: è sparita la didattica alternativa»

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I ragazzi delle superiori sanno bene che quest’anno dovranno fare lo slalom fra modalità diverse di insegnamento, che cambiano da scuola a scuola. C’è chi deve presentarsi in classe a giorni alterni, c’è chi va per poche ore e il resto delle lezioni le segue a casa. Ludovico Ottolina frequenta il liceo scientifico Einstein ed è il coordinatore cittadino dell’Unione degli Studenti di Milano.

Ludovico Ottolina, coordinatore dell’Unione degli Studenti di Milano, fa il punto

Ludovico Ottolina
Ludovico Ottolina

Qual è il bilancio di queste prime settimane?
«A Milano la situazione cambia molto da istituto a istituto. Fino alla settimana scorsa all’Einstein il triennio ha fatto solo didattica a distanza, mentre in questi giorni partono i turni. All’Allende tutti gli studenti sono rimasti a casa per la prima settimana. Ci sono altre scuole, come il Vittorini, dove durante le prime settimane le lezioni si sono svolte in classe, ma a singhiozzo per poche ore. Altri istituti sono in difficoltà perché con metà degli studenti in classe e metà a casa le lezioni diventano spesso difficili da seguire, anche per problemi tecnici».

Mancano gli spazi?
«All’Einstein è stato fatto un buon lavoro per ampliare gli spazi già esistenti, ma purtroppo al momento non c’è la possibilità di far rientrare tutti in presenza. In diverse scuole c’è la questione dei laboratori: la maggior parte dei locali che li ospitavano sono stati aggiunti alle aule per le lezioni, privando così gli studenti della didattica alternativa».

Come va con le mascherine?
«In alcune scuole i presidi hanno deciso di farle indossare anche quando i ragazzi sono seduti al banco. Portare le mascherine per sei ore di seguito è davvero faticoso, anche per i professori. Come Unione Studenti stiamo cercando di dialogare con i dirigenti e di trovare una soluzione».

E con i trasporti?
«È uno dei problemi che ci sta più a cuore. La situazione era già critica negli anni scorsi, ma con l’emergenza sanitaria lo è ancora di più. Noi dell’Einstein lo sappiamo bene perché siamo sulla linea della 90, che serve sei scuole molto vicine. Nonostante siano previste entrate scaglionate, i bus sono sempre strapieni. Già da tempo avevo rinunciato a prendere i mezzi pubblici sostituendoli con la bici, una scelta che poi si è rivelata azzeccata con l’arrivo della pandemia. Io posso farlo perché ci metto 20 minuti ad andare a scuola, ma molti ragazzi devono per forza prendere il bus».

Quali soluzioni proponete?
«Da tempo chiediamo di aumentare le corse negli orari di entrata e uscita delle scuole e allo stesso tempo vorremmo venissero abbassati i costi degli abbonamenti, in particolare per chi viene da fuori Milano. Se vogliamo garantire il diritto allo studio è giusto che chi arriva dall’hinterland possa scegliere le scuole che desidera frequentare, senza dover affrontare spese onerose per usare i mezzi pubblici».

Il 25 settembre siete scesi in piazza. Quali sono le vostre richieste?
«Chiediamo investimenti legati al recovery fund e una riforma strutturale della scuola incentrata su cinque punti: didattica, valutazione e digitalizzazione; diritto allo studio; edilizia; rappresentanza; Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, la nuova denominazione dell’alternanza scuola-lavoro)».

Due studenti hanno creato la mappa dei contagi nelle scuole

Le informazioni sui contagi da coronavirus nelle scuole arrivano alla spicciolata e spesso sono generiche: non si conoscono esattamente i nomi degli istituti dove le classi cominciano a essere sottoposte a quarantena.

Il Ministero dell’Istruzione si è per ora limitato a creare una piattaforma che monitora la consegna delle mascherine nelle scuole. In mancanza di notizie ufficiali precise, lo studente di Economics dell’Università di Torino Lorenzo Ruffino e il dottorando di sistemi decisionali in Canada Vittorio Nicoletta, hanno creato una mappa (datawrapper.de/_/DLy9C/) dei casi in tutta Italia, creata in base alle notizie comparse sui giornali locali. La ricerca dice che fino alla scorsa settimana c’erano circa 400 scuole con almeno un caso di Covid-19 accertato.

A due settimane dall’inizio delle lezioni in tutto sono circa 10 mila gli studenti in quarantena. Il 76% dei positivi è rappresentato dagli studenti, il 13% dagli insegnanti e il restante 11% dal personale scolastico. Il 28% riguarda scuole superiori, il 26% scuole primarie e il 22% le scuole dell’infanzia. La Lombardia è la regione con il maggior numero di positivi, con 84 scuole. A Milano, sempre tenendo conto dei dati della scorsa settimana, le scuole coinvolte sono 13. Anche nell’hinterland ogni giorno si segnalano nuovi casi.

La situazione

360.541

Gli studenti tra Milano e provincia

14.824

la quota di disabili

33.155

gli iscritti alle scuole dell’infanzia

127.889

gli iscritti alle primarie

81.929

gli iscritti alle medie

117.568

gli iscritti alle superiori

Fonte: Provveditorato Città Metropolitana di Milano

scuola unione studenti milano
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