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10. 12. 2022 03:48

Pianeta 30 al MUBA, Cattoni: «Una mostra-gioco per imparare la sostenibilità fin da bambini»

La mostra-gioco che avvicina il tema della sostenibilità ai più piccoli: «Una prova di mecenatismo “utile”» afferma il presidente del Museo dei bambini

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Al MUBA – Museo dei bambini c’è un motivo in più per avvicinare le piccoli generazioni ai temi educativi più attuali ed impellenti della nostra quotidianità: Pianeta 30 è l’ultima iniziativa lanciata da MUBA e Hines, patrocinata dal Comune di Milano, realizzata per raccontare ai più piccoli i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

Mostra-gioco che avvicina il tema della sostenibilità ai più piccoli: Pianeta 30 è al MUBA

«Questa Agenda – spiega Mario Abbadessa, senior managing director & country head di Hines Italy – supera l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e mette in luce la necessità di agire secondo una visione integrata della realtà che ci circonda, obiettivo che Hines persegue nel suo approccio agli interventi di rigenerazione urbana, intesa come rigenerazione sociale e risposta ai bisogni della comunità». La mostra-gioco Pianeta 30 è visitabile gratuitamente presso il Museo – alla Rotonda in via Enrico Besana 12 – fino a maggio 2023, come anticipa Cinzia Cattoni, presidente di MUBA.

Perché nasce Pianeta 30?
«Come polo di diffusione di progetti culturali dedicati all’infanzia, riconosciuto a livello nazionale, abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta grazie a questo importante progetto: le installazioni giocabili del Museo sono a disposizione non solo delle scuole durante la settimana, ma anche nei weekend per le famiglie».

Non solo mostra-gioco, ma anche un libro.
«Esatto. A circa 1000 studenti delle scuole primarie milanesi verrà consegnato l’omonimo libro interattivo (le cui illustrazioni vengono riproposte nella mostra, ndr) che parla di sostenibilità e di etica con tavole realizzate dalla paper artist Isadora Bucciarelli, insieme ai testi dell’autore Massimiliano Tappari. Potremmo sintetizzare il tutto come prova di mecenatismo sostenibile profittevole».

Ovvero?
«Come un nuovo modo di pensare al mecenatismo, non fine a se stesso, che permette ad una fondazione no profit come la nostra di ampliare la sua utilità sociale, nel concreto».

Come si spiega il tema della sostenibilità ai bambini?
«Stimolando la loro fantasia, grazie ad un viaggio alla scoperta di un pianeta che ha già raggiunto tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030. Ai bambini bisogna far capire che questo è un mondo possibile».

Come?
«Ci siamo assunti il compito di piantare dei semi: mi auguro che questo lavoro – il prossimo sarà il 25esimo anno di attività – porterà qualcosa di buono per questa città. Un bambino responsabilizzato diventa il bene più prezioso per il futuro».

Cosa crede abbia di più “milanese” questo progetto?
«La sua caparbietà. Ci sembrava giusto aiutare le scuole e le famiglie su un tema fin qui poco sviluppato, come quello dell’Agenda ONU».

Quali scuole verranno coinvolte?
«Il libro verrà distribuito a tutti gli alunni delle 50 classi milanesi selezionate insieme all’Assessorato all’Istruzione del Comune. L’obiettivo è quello di ridurre la marginalizzazione delle scuole in difficoltà nell’accesso alla cultura: per questo agevoleremo l’ingresso alla mostra contribuendo anche allo spostamento di ogni classe, azzerando i costi dei trasporti pubblici, in un momento storico delicato come questo».

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