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19. 09. 2021 20:06

Scuola, il Beccaria sollecita il governo: «Vogliamo certezze»

Simonetta Cavalieri, preside del Beccaria, sollecita risposte su Maturità e anno scolastico: «Se si riprenderà il primo settembre, dovremmo esseri pronti il prima possibile, non il 31 agosto»

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Il Beccaria è un’istituzione milanese. Al liceo classico nato nel 1603 hanno studiato da Giuseppe Parini fino a Gabriele Salvatores, da Carlo Cattaneo ad Achille Occhetto. Da questo anno scolastico il Beccaria è diretto da Simonetta Cavalieri che a Mi-Tomorrow racconta cosa ne sarà dell’anno scolastico in corso, del prossimo, dell’esame di Maturità.

 

Scuola: parla Simonetta Cavalieri, preside del Beccaria

Per il momento l’istruzione non sembra essere contemplata nella “fase 2”: non ci sono ancora comunicazioni ufficiali, ma mentre le aziende fra un paio di settimane riapriranno gradualmente, si dà per scontato che bambini e ragazzi resteranno senza scuola in tutto almeno per sei mesi.

Com’è fare la preside “a distanza”?
«Sono giorni difficili perché la mole di lavoro a distanza è tre volte tanto, ma il risultato corrisponde a un decimo».

Come vi siete organizzati con la didattica online?
«Siamo dovuti partire da zero perché non utilizzavamo piattaforme digitali, se non quella del registro elettronico. In un liceo classico i docenti non utilizzano queste tecnologie per le loro lezioni. Dal primo marzo ho costituito un gruppo di lavoro per organizzare questo passaggio: in una settimana abbiamo formato gli insegnanti per utilizzare Zoom e siamo partiti con gli incontri online. Le video-lezioni si alternano con attività autonome dei ragazzi. Così studenti e docenti non restano per troppo tempo davanti a un computer».

Fate verifiche e interrogazioni con voti?
«Quando abbiamo capito che non si trattava di una sospensione temporanea, siamo passati anche alle valutazioni, che devono per forza tenere conto della situazione eccezionale».

Come hanno risposto gli studenti?
«Sono tutti presenti alle lezioni, e i loro rappresentanti ci hanno detto che la possibilità di vedere professori e compagni almeno a distanza fornisce loro un po’ di normalità in una situazione in cui devono vivere blindati in casa, cosa che alla loro età è difficile da accettare».

Hanno avuto difficoltà per la mancanza di dispositivi?
«Il Beccaria è un liceo del centro di Milano e quindi le famiglie non hanno particolari difficoltà economiche. Comunque fino ad oggi abbiamo distribuito tredici portatili. Però gli studenti ci hanno segnalato di avere spesso problemi di connessione».

I ragazzi che devono preparare la Maturità come stanno reagendo?
«Vivono nell’incertezza e nella tristezza. Per loro la cosa più brutta è chiudere in questo modo il ciclo di cinque anni. Ragazzi che hanno lavorato seriamente, che hanno costruito un percorso, adesso vorrebbero dimostrare il frutto del loro impegno durante l’esame di Maturità. Purtroppo, anche su questo fronte non abbiamo ancora indicazioni precise. C’è stata un’ordinanza sulle commissioni interne, ma al momento non sappiamo ancora dire cosa accadrà esattamente a giugno».

Cosa pensa del fatto che nella fase 2 ripartiranno le imprese ma non la scuola?
«Da una parte, l’idea di non riprendere mi conforta dal punto di vista del contenimento del contagio. La preoccupazione della ripresa è forte: come facciamo a garantire le norme di sicurezza in una scuola con 1.300 studenti e 100 insegnanti? Dall’altra parte, dobbiamo cominciare subito a organizzare la fase 2, che per le scuole forse inizierà a settembre. I problemi e le variabili in gioco sono tanti: non basta organizzare i doppi turni, perché a parità di organico significa costruire modelli didattici diversi. Anche in questo caso formeremo un gruppo di lavoro, sperando nel frattempo che la carenza di indicazioni dal Ministero e dagli uffici scolastici finisca».

C’è collaborazione fra dirigenti scolastici?
«La risorsa maggiore in questi mesi, che mi ha dato conforto, è proprio stata la rete di dirigenti che si è formata per progettare insieme soluzioni sia in tema di didattica a distanza, che per la riapertura delle scuole. Se si riprenderà il primo settembre, dovremmo esseri pronti il prima possibile, non il 31 agosto».

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