istituto cocchetti
istituto cocchetti

C’è una scuola per rispondere ad una domanda di presenza sociale più che di didattica: è il caso dell’Istituto Cocchetti, zona sud della città, che ha conosciuto l’evoluzione della periferia dal Dopoguerra ad oggi. La sua storia è raccontata a Mi-Tomorrow da suor Margherita Roppele, un fisico minuto inversamente proporzionale alla vitalità con cui anima l’istituto.

Perché avete scelto questa zona per la scuola?
«E’ stato per volere di madre Annunciata Seria Cocchetti, fondatrice delle suore di Santa Dorotea di Demmo, che aveva passato cinque anni a Milano da partire dal 1826».

La scelta del sud Milano però è stata vostra?
«L’abbiamo scelta perché negli anni ’50, quando abbiamo cominciato, era una zona di emigrati che provenivano dal meridione».

Prevalse l’opzione sociale.
«Assolutamente, questo era uno dei quartieri più poveri della città, c’erano le baracche in cui vivevano gli sfrattati. Noi tenevamo i bambini dalle 7.00 del mattino fino a tarda sera, facevamo il doposcuola per consentire ai loro genitori di andare a lavorare».

Come facevano i genitori a pagare le rette?
«Allora erano molto basse, c’era anche chi pagava con alimenti, ci portavano la frutta. Inoltre, i nostri costi erano ridotti, non avevamo insegnanti laici da stipendiare».

Accettavate anche coloro che non potevano pagare?
«E’ una cosa che facciamo anche oggi ma devo dire che adesso pochi sono impossibilitati: abbiamo le fasce di reddito in base alle quali si basano le rette, per chi è in difficoltà ci sono le agevolazioni».

Riuscite a tenere i conti in ordine?
«Ci riusciamo anche grazie alla partecipazione attiva dei genitori che si impegnano in tante iniziative per la scuola, collaborano anche all’attività missionaria: sono il nostro valore aggiunto».

Anche gli studenti sono così collaborativi?
«Sì, spesso sono figli di nostri ex alunni».

Avete molti studenti stranieri?
«Ne abbiamo sudamericani, filippini, moldavi, egiziani, cinesi che sono in crescita. Dal punto di vista religioso abbiamo buddisti, musulmani e devo dire che non abbiamo mai avuto problemi con loro».

Come avete fatto?
«Abbiamo rispetto, attenzione educativa per la persona: ci prendiamo cura degli studenti nell’accompagnamento».

Siete un riferimento per tutto il quartiere?
«Mi auguro di sì. Le famiglie vengono da noi con grandi aspettative, ci chiedono di prenderci cura dei loro figli».

Come ci si iscrive alla Cocchetti?
«Non facciamo iscrizioni online ma solo con colloqui: vogliamo stringere con i genitori un patto di corresponsabilità».

Rifiutate qualcuno?
«Non è nel nostro stile, il vero problema è un altro. Noi non siamo in grado di pagare un insegnante di sostegno ad un ragazzo con disabilità, lo Stato non ci aiuta, se lo facesse potremmo accoglierne di più».

Si può realizzare una scuola di qualità senza grandi risorse?
«Abbiamo l’obbligo di essere una scuola di qualità altrimenti i ragazzi si iscriverebbero alle scuole pubbliche che per loro non hanno costi».

Quindi li fate studiare molto?
«Certo che li facciamo studiare molto. Noi insegniamo un valido metodo di studio alle medie che poi utilizzeranno nel corso della loro vita scolastica».

Rispetto al passato è più facile insegnare agli studenti?
«E’ più difficile perché è cambiata la società, c’è la crisi della famiglie, i ragazzi sono esposti a mille sollecitazioni, passano tantissimo tempo con i videogiochi o su internet: non ci sono più valori condivisi e le famiglie ci chiedono di dare loro una mano».

Una scuola interamente cablata
Il preside Pierantoni: «Ogni ragazzo ha il suo iPad personale»

L’Istituto scolastico paritario “Madre Annunciata Cocchetti” di Milano è una scuola cattolica gestita dalle Suore di Santa Dorotea di Cemmo. Comprende la scuola dell’infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria di I grado, il liceo scientifico, conta 350 iscritti. Presente a Milano dal 1942, quando le suore hanno aperto una Scuola Materna, nel 1949 la scuola si è trasferita nella sede attuale in Via Giovanni da Cermenate 4.

Nell’anno 2002 l’intera istituzione scolastica ha ricevuto il riconoscimento di scuola paritaria. La scuola è stata interessata, negli ultimi anni, a importanti progetti tecnologici: «Grazie al bando della Regione del 2014 web 2.0 – spiega il preside delle medie e del liceo Stefano Pierantoni – è stata cablata la scuola per cui abbiamo i video proiettori. Ogni ragazzo, assieme al libro di testo, ha il suo iPad personale».

Un altro progetto importante è di carattere ambientale: «Prendendo spunto dall’enciclica Laudato Sii – continua il preside – stiamo svolgendo un corso sull’emergenza ambientale dove si ragiona con i ragazzi e si programmano iniziative a tutela dell’ambiente. Oltre a queste facciamo tante attività di volontariato con la Caritas, le parrocchie, l’Emporio Solidale della Barona». GS

CONTATTI
Viale Giovanni da Cermenate 4, Milano
Tel. 02.84.35.643
segreteria@cocchetti.it


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