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19. 06. 2021 00:19

Inclusione, musica ed educazione fisica, i progetti dell’oasi scuola di via Vivaio

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La scuola media di via Vivaio si trova nel cosiddetto “quadrilatero del silenzio”, l’oasi di tranquillità a Palestro. Ed è orgogliosa di aver mantenuto ben tre sperimentazioni: l’inclusione dei ragazzi non vedenti, ipovedenti e disabili, l’indirizzo musicale e un progetto speciale di educazione fisica. La preside reggente Laura Lucia Corradini e la professoressa Daniela Villa raccontano a Mi-Tomorrow le specificità di questa scuola unica in Italia.

 

Laura Lucia Corradini
Laura Lucia Corradini

Qual è la storia della Vivaio?
«All’inizio è nata come scuola speciale per bambini non vedenti. Dopo la chiusura di questo tipo di istituti, nel ’74 la Vivaio è diventata una scuola in cui le attività prima rivolte solo ai ciechi sono condivise da tutti».

Ci può fare degli esempi?
«Le APS (Attività Pratiche Speciali), ovvero educazione tecnica applicata, che aiuta a sviluppare il tatto, il senso di manualità lavorando con diversi materiali. L’educazione fisica, inoltre, prevede tre ore alla settimana anziché due, con percorsi studiati per i disabili che possono svolgere tutti gli studenti. Ad esempio, il gioco con la palla sonora o la corsa in coppia e in carrozzina».

Che cos’altro?
«I ragazzi vedenti si bendano per cercare di avere le stesse percezioni del compagno cieco. In prima media, tutti gli alunni studiano il sistema Braille e in alcune classi, dove sono presenti ragazzi sordi, i compagni imparano la lingua dei segni. La nostra è una delle prime scuole medie a indirizzo musicale e la musica è un altro veicolo di inclusione».

Cosa sono le classi aperte?
«Per sei ore a settimana le classi si “sciolgono” e i ragazzi si mescolano per fare lezioni di strumento e partecipare a progetti di potenziamento come gli ARS (Assemblaggi Ritmico Sonori), che il primo anno sono incentrati sullo sviluppo della manualità. In seconda studiano drammatizzazione, per prepararsi alla vera e propria attività di teatro, che si svolge in terza. Alla fine dell’anno gli studenti si esibiscono in un grande spettacolo fuori sede e ognuno partecipa a seconda delle proprie caratteristiche. Inoltre, suonano nella nostra orchestra, nei gruppi di musica da camera e nelle rassegne dedicate alle scuole a indirizzo musicale».

Daniela Villa
Daniela Villa

Come sono i test musicali di accesso?
«I bambini ipovedenti e non vedenti entrano di diritto. Gli altri devono fare un test dopo essersi iscritti sulla piattaforma online a gennaio: a fronte dei 75 posti disponibili ogni anno, abbiamo infatti molte più richieste. Le prove sono basate sulla percezione del suono. Non è necessario saper suonare già uno strumento: si valuta se i bambini hanno orecchio musicale».

Come avviene l’integrazione fra ragazzi normodotati e disabili?
«Cerchiamo di far capire ai bambini che l’integrazione non consiste semplicemente nel trattare i compagni come dei pari, ma accettare il fatto che ognuno di noi ha bisogno di attenzioni particolari, disabile o meno. La scuola deve garantire equità, non uguaglianza e questo non è un concetto facile da far comprendere».

I ragazzi che escono dalla Vivaio proseguono i loro studi musicali?
«C’è chi si iscrive al Conservatorio, chi frequenta il liceo musicale e chi continua a suonare solo per hobby. Non nascondo che i ragazzi con disabilità hanno maggiori difficoltà, non solo in questo campo. Da anni la scuola cerca di accompagnare le famiglie nella scelta delle superiori, ma le scuole e la società dovrebbero prestare molta più attenzione nell’orientamento di questi studenti. Noi ci vogliamo provare».

Via Vivaio 7, Milano
Tel. 02.88.44.03.34
scuolavivaio.gov.it


www.mitomorrow.it

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