Come prepararsi per un colloquio di lavoro in inglese
Come prepararsi per un colloquio di lavoro in inglese

Tutti noi sappiamo quanto sia importante prepararsi al meglio per un colloquio di lavoro, per via della posta che c’è in gioco, ma anche per quel carico di tensione che potrebbe portarci a commettere qualche errore. È ovvio che qualsiasi colloquio è destinato a fallire, se non ci si presenta con un bagaglio di competenze che possa dirsi all’altezza della situazione. E fra queste competenze, oggi, ce n’è una che non va mai sottovalutata: si parla dell’inglese, la lingua franca che non è più un optional ma un “quasi obbligo”, e che negli ultimi anni è entrata di diritto nella lista dei know how da sfoggiare nella maggior parte dei colloqui. Secondo un sondaggio, nel 2017 la mancata conoscenza dell’inglese ha fatto perdere opportunità di lavoro al 40% degli italiani. Per questo, oggi vedremo insieme come attrezzarci per superare a pieni voti questo esame.

Si comincia dallo studio dell’azienda

Questo è un consiglio che vale a prescindere, quando si affronta qualsiasi colloquio di lavoro, e che dunque può essere applicato anche a questo caso specifico. Analizzare il sito dell’azienda significa comprendere esattamente di cosa si occupa, raccogliendo molte informazioni preziose, che potremo poi “riciclare” per rispondere alle domande dei selezionatori. Inoltre, questa conoscenza darà la possibilità al candidato di preparare le eventuali risposte, esercitandosi in lingua.

Partire da una solidissima base linguistica

Un colloquio potrebbe richiedere un livello di padronanza della lingua diverso da un altro. Si parte dalle selezioni che si accontentano di una conoscenza delle basi, fino ad arrivare ai colloqui che richiedono la perfetta padronanza dei registri tecnici e settoriali. Poco importa, perché in entrambi i casi non può assolutamente mancare un approfondimento della lingua in questione. Perché va bene il liceo, ma dopo si richiede di proseguire con lo studio di questa materia. E gli strumenti per farlo non mancano di certo, visto che oggi ad esempio esistono siti come it.babbel.com, per citarne uno, ottimi per ampliare il proprio dizionario di inglese. Oltre al web, si può pensare di sfruttare anche i corsi in lingua o le vacanze studio all’estero.

Attenzione alla complessità del discorso

La principale difficoltà, per un italiano alle prese con l’inglese, è passare da un registro linguistico ad un altro. Gli esperti, infatti, consigliano sempre di smettere di pensare in italiano e di tradurre poi in inglese, perché è meglio partire direttamente dalla seconda lingua. È un ottimo sistema per semplificare i periodi e le frasi, perché l’inglese è un idioma più snello e lineare dell’italiano, che non si presta a particolari voli pindarici. Inoltre, la conoscenza del già citato vocabolario aiuterà anche perché potendo partire da una base ricca di lemmi, è possibile agevolare il pensiero e creare le frasi velocemente, dando loro maggiore naturalezza.

Dalle frasi frequenti ai “falsi amici”

Durante un colloquio è possibile fare qualche errorino, senza temere di essere messi alla porta, ma alcuni strafalcioni non vengono accettati. Se ci si presenta vantando una buona conoscenza dell’inglese, non si può ad esempio cadere nella trappola dei “false friends”. I falsi amici, vale a dire quei termini che cambiano totalmente senso da una lingua ad un’altra, e che se utilizzati denotano una scarsa competenza linguistica e una disattenzione non ammissibile. Infine, conviene sempre esercitarsi con alcune frasi ricorrenti, per unire i concetti e creare un filo logico del discorso scorrevole.

Domande e risposte

Un colloquio è un po’ come un duello, dove vince chi dimostra maggiore sicurezza e mano ferma, come nel Far West. Meglio presentarsi con una “pistola pronta per sparare”, quindi studiare prima le domande più probabili che il selezionatore rivolgerà ai candidati, e allenarsi con le risposte. In realtà basta prepararsi sulle domande classiche, come ad esempio “Perché dovremmo assumerti”, “Quali sono i tuoi punti di forza”, “Quale valore aggiunto potresti dare alla nostra azienda”, “Qual è la tua esperienza nel campo” e così via.