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Milano
13. 08. 2022 20:55

Smart Working in calo: 1,3 milioni in meno dal primo trimestre 2021

La previsione è che le grandi aziende continueranno a sfruttare il lavoro agile anche nel post-pandemia

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Il Politecnico di Milano ha presentato uno studio riguardante il lavoro agile all’interno del convegno “Rivoluzione Smart Working: un futuro da costruire adesso”.

Smart Working, i dati del Politecnico

I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano. Negli ultimi mesi è stata registrata una netta flessione: da 5,37 milioni di smart worker nel primo trimestre si è passati a 4,07 milioni nel terzo trimestre. Nello studio sono presenti anche previsioni in chiave futura: secondo il Politecnico saranno 4,07 milioni i lavoratori che opereranno almeno in parte da remoto. Di questi 2,03 fanno parte delle grandi imprese, dove lo smart working sarà consolidato oppure verrà introdotto nell’89% dei casi. I restanti lavoratori agili saranno 700mila delle PMI, 970mila delle microimprese e 680mila della pubblica amministrazione.

Secondo Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working, «la pandemia ha accelerato l’evoluzione dei modelli di lavoro verso forme di organizzazione più flessibili e intelligenti e ha cambiato le aspettative di imprese e lavoratori, anche se emergono delle differenze fra le organizzazioni che rischiano di rallentare questa rivoluzione».

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