Un cantiere complesso situato in una delle zone più antiche della città, denso di reperti archeologici, con un sottosuolo in cui si dipana una rete articolata di sottoservizi e una linea metropolitana.

Per capire i disagi che hanno creato i lavori della M4 nella fermata Sant’Ambrogio bisogna partire da questo quadro, come spiega a Mi-Tomorrow il presidente del comitato San Vittore-Carducci-Sant’Ambrogio, Alessandro Belgiojoso.

 

Cantiere di via San Vittore, parla Alessandro Belgiojoso

Alessandro Belgiojoso
Alessandro Belgiojoso

Quando si è costituito il comitato?
«Nel 2015 per rispondere agli interessi dei residenti e dei commercianti».

Quanti hanno aderito?
«Circa un centinaio di persone».

Quando sono iniziati i lavori?
«Subito dopo Expo».

Qual è stato l’impatto?
«Questo è uno dei cantieri più difficili, ricordo che un ingegnere disse, in una della riunioni di M4 e Comune con noi, che si trattava di un errore progettuale perché realizzato in una zona difficile».

Quindi la fermata Sant’Ambrogio andava stralciata?
«Questo non sono in grado di dirlo, non sono un tecnico. Osservo solo che in un primo momento la fermata era stata programmata nel tratto tra via De Amicis e via Sant’Agostino, poi l’ipotesi è stata scartata perché la compresenza della linea della M2 e del canale interrato avrebbe richiesto uno scavo troppo in profondità, allora si è optato per via San Vittore».

Anche la nuova soluzione è sbagliata?
«Guardi, bisogna tenere presente che stiamo parlando della progettazione di un tracciato vecchio. L’errore è che è stato fatto uno scavo di 30 metri in una strada di 16 metri tra le più vecchie di Milano».

Qual è stata la posizione del comitato?
«Abbiamo chiesto che prima dei lavori per la metro si procedesse alla risistemazione dei sottoservizi».

Richiesta accolta?
«Sì ma poi, a causa della lite tra Comune e Telecom su chi dovesse pagare l’onere, siamo stati fermi per un anno».

Altre vostre richieste?
«Abbiamo chiesto che come primo intervento venisse costruito il soffitto del cantiere per evitare che i commercianti soffrissero la presenza di un buco: ci hanno dato retta. Un altro buon risultato è stato l’ampliamento del passaggio in via San Vittore, prima era di solo un metro adesso è di 2,5».

Il Comune è sempre stato attento con voi?
«Non sempre ci ha ascoltato, ad esempio abbiamo chiesto più volte il cronoprogramma ma non lo abbiamo mai ottenuto».

Come lo spiega?
«Ho l’impressione che ci siano state difficoltà nella macchina comunale. Certo mi rendo contro che non è facile gestire questa situazione ma l’atteggiamento del Comune non ci è piaciuto: da una parte si facevano le riunioni ma poi non arriva nessuna risposta alle nostre lettere, alle nostre richieste».

Com’è la situazione dei commercianti?
«Pochi hanno chiuso, tutti si sono ridimensionati, hanno trovato un modus vivendi per andare avanti nei 3-4 anni previsti: tuttavia adesso che gli anni diventano otto diventa più difficile resistere».

La M4, una volta operativa, dovrebbe consentire ai commercianti di riprendersi. Cosa ne pensa?
«Questo è il discorso che ci è sempre stato fatto: avremo una seconda linea della metro, sicuramente è una cosa importante e noi siamo sempre stati a favore di questa linea di trasporto. Il problema è che andava fatta al meglio per mitigare i disagi il più possibile».

Ci sarà anche una rivalutazione del quartiere?
«Non credo molto a una crescita del valore immobiliare che comunque avverrebbe dopo dieci anni di grandi difficoltà».

cantiere di via san vittore
cantiere di via san vittore