santa sofia
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In giro si sente parlare per lo più in inglese, il monitor alla parete trasmette solo Cnn: si respira un clima internazionale all’Up Town Palace, hotel di via Santa Sofia dove è prevista una fermata della linea della M4. Leonardo Groppelli, amministratore delegato del gruppo Extro Hotels, racconta a Mi-Tomorrow cosa significa per un grande albergo convivere con un cantiere del genere.

Da quanto dura questa convivenza?
«Dal novembre del 2016, sono tre anni».

Avete mai avuto problemi di accesso all’hotel?
«No perché la circolazione di via Santa Sofia è sempre stata consentita in un senso, inoltre usufruiamo anche di una strada laterale. Il problema è il traffico che rende via Santa Sofia come un imbuto in cui vanno a finire le auto».

Di fronte all’Up Town sono state collocate le cesate: vi hanno disturbato?
«Non ci ha limitato la visibilità perché il nostro edificio è elevato, i problemi riguardano gli esercizi che danno sulla strada».

I clienti come hanno preso questa situazione?
«Se si considera che i lavori, effettuati con martelli pneumatici in grado di produrre vibrazioni non trascurabili, iniziavano verso le sei-sette del mattino è normale che qualcuno si sia lamentato».

Come facevate a tranquillizzarli?
«Grazie anche al supporto che abbiamo avuto dall’Unione del Commercio abbiamo deciso di informare i clienti fin dal loro arrivo: qualcuno si allarmava, molti si incuriosivano».

Qualcuno è andato via?
«Non è mai successo».

Ci sono state limitazioni di accesso all’hotel?
«Eravamo preoccupati quando avevamo visto le foto del cantiere, ma poi la realtà è stata diversa: taxi e auto private sono sempre arrivate, abbiamo solo spostato i posti auto di circa 20 metri».

In questi tre anni avete registrato una diminuzione dei clienti?
«No».

E sotto il profilo finanziario?
«Non ci sono state sofferenze nei ricavi».

Come cambierà la M4 questa zona?
«Il cambiamento sarà notevole, ci saranno due stazioni in 200 metri e questo significa un’ampia possibilità di scelta. Anche grazie al restyling di Linate credo che ci sarà un aumento dei flussi di coloro che arrivano dal city airport, d’altronde abbiamo già sperimentato con un altro albergo che abbiamo in piazza Gerusalemme quale salto di qualità sia in grado di produrre una fermata della metropolitana».

I disagi, insomma, saranno ripagati.
«Certo, come si suol dire: per gioire bisogna soffrire. Che la M4 andava fatta non c’è alcun dubbio, l’unica cosa da dire è che andava fatta prima. Con questa opera in grado di offrire una percezione di qualità e sicurezza agli utenti Milano avrà 5 linee della metro, saremo alla pari con le grandi città d’Europa: già adesso l’appeal turistico è molto elevato, la nuova metro assieme ad altri progetti contribuirà ad accrescerlo».

Magari i turisti del vostro albergo continueranno a venire con il taxi…
«Il 70% dei nostri clienti sono stranieri che, a differenza di quelli italiani, sono più abituati a muoversi con i mezzi pubblici».

Anche i manager?
«Forse la maggior parte prende il taxi, ad ogni modo è una questione culturale: il numero di coloro che utilizzerà i mezzi pubblici sarà sempre maggiore, in particolare con la linea blu ci saranno nuovi fruitori».

Li usa anche lei?
«Di solito prendo la metro gialla e la lilla, con la blu ci sarà una possibilità in più».

Quando chiuderà il cantiere?
«Nell’aprile del 2022, questo è l’ultimo tratto ma speriamo che si riesca a chiudere prima».

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PER LA STATALE
Da via Santa Sofia si potrà rapidamente raggiungere corso Italia e la vicina piazza Missori dov’è situata la fermata della M3. La linea blu sarà, inoltre, un nuovo servizio per la sede dell’Università degli Studi di via Santa Sofia 9. Sarà anche una stazione che rappresenta un importante interscambio con la linea tranviaria 15.

Al momento, conclusa la fase di realizzazione dei diaframmi, sono in via di ultimazione i consolidamenti del terreno, anche per quanto riguarda le zone di sosta manutentiva delle talpe meccaniche.

TERREMOTO?
Nel momento più pesante dei lavori in via Santa Sofia, quando con i martelli pneumatici si fissavano le cesate sulla strada, è accaduto un episodio divertente. Un cliente dell’Up Town Palace, svegliato dai rumori dei lavori, aveva lasciato la stanza per raggiungere di corsa la hall: temeva che fosse in corso un terremoto e solo le rassicurazioni del personale lo hanno tranquillizzato


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