santa sofia
santa sofia

Esiste una legge non scritta dell’imprenditoria italiana che prevede la dissoluzione delle aziende di famiglia quando arrivano alla terza generazione. Per Silvia Gorlini, esuberante store manager di SantaSofia27 che si trova nella via omonima di Santa Sofia, questa minaccia ha preso le sembianze del cantiere della M4.

 

Da quando esercita l’attività nel suo store?
«Abbiamo aperto SantaSofia27 nel 2005 con un investimento importante, passando da quattro vetrine fino al 2010 per arrivare alle attuali sei vetrine».

Com’è stata informata dell’arrivo del cantiere?
«Ci hanno detto quello che sarebbe accaduto solo a poche settimane dall’inizio dei lavori, ricevendo per caso una convocazione informale dove venivo invitata ad una riunione del Municipio 1: durante la serata hanno proiettato le slide da cui si evinceva che proprio davanti alle nostre vetrine avrebbero posizionato delle cesate alte tre metri che ci avrebbero oscurato per un anno».

La sua prima reazione?
«Fu uno shock».

Quando è stato installato il cantiere?
«Nel settembre 2016».

In che modo ha modificato il suo lavoro?
«Il nostro è un design store che vive sull’immagine e sulla bellezza di ciò che esponiamo in vetrina. Il fatto di ritrovarci “murati” dietro queste cesate ha fortemente penalizzato il nostro business a più livelli. In primis impedendoci di organizzare eventi e partecipare al Fuorisalone 2017 non essendo nelle condizioni di invitare ospiti a farci visita anche per via della difficoltà di arrivare da noi: per un anno il marciapiede davanti alle vetrine è stato ridotto a una passatoia di 90 centimetri. In secondo luogo con problemi di accesso e carico-scarico merci: è stato veramente un anno horribilis».

Il cantiere della M4 a Santa Sofia
Il cantiere della M4 a Santa Sofia

Quali conseguenze ci sono state per la sua clientela?
«Le visite in show-room si sono dimezzate con conseguente calo del fatturato. I clienti si lamentano per le difficoltà di arrivare da noi, per l’impossibilità di trovare parcheggio e per il traffico che si è creato nella zona».

Ha mai pensato di trasferirsi in un’altra sede?
«Assolutamente no, per il fatto che sono molto affezionata a questo quartiere: ci vivo da quindici anni e so che evolverà in modo molto positivo».

Secondo lei il cantiere poteva essere organizzato in modo diverso?
«Non sono un ingegnere e non è la mia materia, ma viaggiando spesso all’estero è normale fare paragoni: opere pubbliche come questa fuori dall’Italia vengono gestite molto meglio e con tempi assai più brevi».

Come giudica l’attenzione del Comune verso i commercianti disagiati?
«Ho personalmente esposto all’assessore Tajani la nostra profonda insoddisfazione sugli aiuti offerti ai commercianti. Abbiamo partecipato ai bandi, ma il valore che siamo riusciti a portare a casa è irrisorio rispetto al costo che una società deve sostenere per avere un’attività commerciale del centro di Milano che non implica solo affitti alti, ma problematiche logistiche, multe, ZTL».

Come crede cambierà il suo quartiere con la M4?
«Sarà sicuramente un valore aggiunto in prospettiva, soprattutto per noi che lavorando nel design abbiamo molti clienti esteri che potranno raggiungerci direttamente dall’aeroporto di Linate. Grazie al progetto di Boeri del nuovo Policlinico, all’hotel Radisson che aprirà in corso Italia e al progetto di Allianz per la riqualificazione del palazzo di Gio Ponti e Portaluppi, quest’area diventerà nel giro di tre anni uno dei quartieri più belli di Milano».

Come vede il futuro della sua attività?
«Siamo felici di aver scelto questa location e di essere in prima linea davanti alla nuova fermata Santa Sofia. Abbiamo ribattezzato il nostro design store SantaSofia27 proprio per celebrare questo progetto e accogliere visitatori da tutto il mondo».


www.mitomorrow.it