Aldo Massimo Finzi: «Porto qui l’arte di mio nonno»

Finzi
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L’anno è il 1937. Il compositore milanese Aldo Finzi vince un concorso al Teatro alla Scala, per una nuova opera da eseguire per la stagione successiva. Le musiche incantano, l’orchestra è pronta. Quell’opera, però, non viene mai rappresentata. Perché Aldo Finzi è un milanese-ebreo. E nella Milano fascista, a causa delle leggi razziali promulgate di lì a poco, le musiche di un ebreo non possono essere accettate. Ottant’anni dopo, il nipote 54enne Aldo Massimo Finzi presenta le opere del nonno a New York. Dove, al Carnegie Hall di Manhattan il 5 novembre, verranno riprodotte dall’Orchestra di stato ungherese.

Finzi, com’è nata l’idea di far rivivere le musiche di suo nonno all’estero?

«Tutto ha avuto inizio con il concerto dello scorso inverno, che venne organizzato a New York grazie all’idea di due persone illuminate come Giulio Pinzi e Luca Ceretta».

Perché proprio il Carnegie Hall?

«Mi dissero che le musiche di mio nonno erano troppo belle per non essere apprezzate. E quindi, invece di convincere direttori artistici in giro per il mondo a riprodurle, siamo andati direttamente nella sala da concerto più importante del mondo per attrarli».

Ha funzionato.

«Sì, le reazioni delle persone che ascoltarono il concerto lo scorso anno hanno fatto tanto. All’uscita mi chiesero tutti come fosse possibile che quelle musiche così belle fossero rimaste nascosteper decenni. Da brividi».

La sua è una famiglia milanese. Che rapporto ha con la città oggi?

«Di profondo attaccamento, Milano mi piace molto e offre tanto. Ma c’è di più e viene dal passato».

Ovvero?

«Quando vennero promulgate le leggi razziali e a mio nonno fu vietato di riprodurre le sue musiche in quanto ebreo, disse: “Come, io non sarei italiano? Ma se sono milanese!”. Il legame con la mia famiglia è indissolubile».

Milano viene definita una città più solidale di altre. È vero?

«Sì, ma a volte percepisci una solidarietà più dichiarata che sentita».

E quando non è così?

«Ti accorgi di sentire un affetto straordinario verso l’ebraismo a Milano, un’empatia difficile da spiegare».

Razzismo, antisemitismo, neofascismo: molte persone ritengono ci siano allarmanti rigurgiti di quel passato. Lei è d’accordo?

«Per certi versi lo percepisco, ma non in maniera significativa. Ci sono sicuramente rigurgiti di razzismo, che non sono sempre e necessariamente antisemitismo. Vanno contrastati».

Come?

«Faccio mie le parole pronunciate di recente da Liliana Segre, durante un incontro pubblico al fianco di mio padre».

Che cosa disse?

«Di sentirsi in obbligo di spendere il suo fiato in questa parte della sua vita per far sì che nessuno dimentichi e che serva da monito per il futuro, proprio per evitare che quei rigurgiti diventino pericolosi».

Possono la diffusione della cultura e la musica essere parte di quel “fiato”?

«Devono, sì. Tutto ciò che tocca la cultura può essere d’aiuto, anche nei giovani».

Cosa porta i giovani a essere razzisti o antisemiti, secondo lei?

«L’ignoranza. Lo sono perché l’hanno sentito da altri».

E la cultura e la musica possono aiutarli a cambiare?

«Si immagina se a quegli stessi giovani si raccontasse che Bob Dylan è ebreo, o si facessero ascoltare le musiche di mio nonno? Sì, la musica tocca le corde dell’animo».

Sarà la sua terza volta a New York. Che cosa la colpisce di questa città?

«Il fatto che tutte le culture, tutte le religioni, tutte le comunità esprimano liberamente il loro modo di essere senza vergognarsene e senza timore di essere attaccati per questo. Ci si sente cittadini del mondo».

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L’evento il 5 novembre

L’Orchestra dell’Opera di Budapest tributerà il milanese Aldo Finzi alla Carnegie Hall di New York lunedì 5 novembre alle 20.00 (2.00 del mattino italiane). A condurre l’orchestra il maestro Plácido Domingo, grazie alla gentile concessione del Metropolitan Opera, con il maestro Balázs Kocsár. L’evento è parte di un tour mondiale iniziato a Milano il 20 settembre e che proseguirà il 7 e 8 novembre a Colonia

Il nonno Aldo

Tra i compositori più influenti al mondo, le musiche di Aldo Finzi approdano a New York per la seconda volta a 73 anni dalla sua scomparsa. Nel 1937 vinse un concorso alla Scala, mai annunciata a causa delle leggi razziali, con l’opera La serenata al vento. Per sopravvivere, dopo il 1938, lavorò sotto prestanome o in anonimato, fino alla sua morte, il 7 febbraio 1945

Carnegie Hall

Situata sulla 7th Avenue di Manhattan, a New York, la Carnegie Hall è una delle sale da concerto più importanti del mondo. È composta da tre sale, tra cui l’Isaac Stern Auditorium, dove si svolgerà il tributo ad Aldo Finzi

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