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16. 04. 2021 11:06

Andrea Dal Santo: «Madonnina, che palestra»

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«Ai giovani che vogliono l’America? Dico di usare Milano come palestra per New York», dice Andrea Dal Santo, classe ’72, un percorso particolare fin dall’inizio. Cresciuto in un piccolo paesino del Friuli Venezia Giulia, sogna di stabilirsi in una grande città. Appassionato di tecnologia, divide la sua carriera tra finanza, consulenza e formazione per i più giovani. E oggi lavora per Solidus Capital Group, azienda da lui fondata.

IL MIO COMPUTER · La vita di Andrea è caratterizzata da tre momenti. Il 1999, quando approda a Milano, dove rimarrà tredici anni. Il 2005, quando incontra la ragazza italo-canadese che diventerà sua moglie, e con cui giungerà a New York. Il 2012, quando si trasferisce nella Grande Mela. Prima, durante e dopo, c’è il percorso di un ragazzo diventato, da adulto, professionista finanziario. E appassionato di nuove tecnologie fin da piccolissimo, «quando preferivo leggere Il Mio Computer che Topolino, perché diciamocelo: ero un po’ nerd allora».

GIOCATTOLO · La palestra milanese, iniziata da 26enne con in tasca una laurea in Economia, gli serve per capire se fosse pronto a passi più grandi: «Arrivai verso la fine della Milano da bere. La città iniziò a quel tempo a vivere una lunga transizione, che vidi terminare con la crisi economica del 2008», ci dice. «Ho grandi ricordi: per me Milano è stata una città di grandi incontri, di cultura e di crescita professionale, ma anche uno splendido giocattolo che mi ha aiutato a capire dove posizionarmi nel mondo». All’inizio difficile, con tante ore di lavoro «che riducevano al minimo la vita sociale». Poi «sempre più sorprendente».

L’OCCASIONE · A Milano, Andrea cresce all’interno di una società di gestione del risparmio, Arca Fondi. Il suo pensiero e il suo lavoro però sono rivolti all’estero: «L’occasione capitò sei anni fa». A sua moglie viene proposto un lavoro a New York. E lui lascia la sua azienda entrata in ristrutturazione. «La vidi come l’opportunità di finanziarmi il salto oltreoceano». Che arriva nella primavera del 2012. «Mi innamorai immediatamente di New York, e credo che molto fu per la stagione in cui arrivammo: venni rapito dalle persone che si riunivano sui rooftop di Brooklyn e Manhattan, dall’energia della città. Probabilmente, fossi arrivato a febbraio, avrei visto un’altra faccia».

NUOVA VITA · A New York, Andrea sviluppa la sua carriera come consulente finanziario e direzionale: «Ma con tanto olio di gomito, perché qui se sei italiano e non hai fatto un’università USA è difficile che ti diano troppa fiducia». Entra nel consiglio direttivo di CFA Society New York, diventa consulente per la delegazione di New York della Banca d’Italia e, infine, a capo di Solidus Capital Group: «Ho imparato quanto possa essere complesso avviare un’attività in un Paese diverso dal proprio. E di quanto essere imprenditori sia diverso dall’essere investitori».

DOMANI · E a Milano che messaggio manda? «Credo sia l’unica città veramente europea in Italia, ma se vuole affermarsi tra le grandi del mondo deve continuare a investire adottando schemi sempre più internazionali». Personalmente, però, non tornerebbe a viverci, data la situazione economica del Paese, nonostante abbia «molti legami, anche attraverso la no-profit CFA Society Italy», per cui Andrea collabora sul progetto per studenti universitari “Fund Management Challenge”. «Mi piace mantenere vivo il mio contatto con l’Italia, i giovani, e la città che mi ha dato tanto: cinque anni a Milano e capisci chi sei».

Il suo progetto

Fund Management Challenge è il progetto che Andrea sviluppa dal 2012 in qualità di consigliere di CFA Society Italy, associazione no-profit che raggruppa i professionisti finanziari che hanno conseguito il certificato CFA. La Fund Management Challenge è una competizione di portfolio management che avvicina gli studenti universitari al mondo del lavoro nell’area finanza, attraverso una simulazione pratica dell’investimento istituzionale. I partecipanti «imparano ad applicare i principi etico-deontologici nella finanza, fondamentali oggi più che mai».

Dove ci siamo incontrati

All’enoteca Todaro Bros, ricavato nell’omonimo negozio di alimentari italiani gourmet, a Manhattan, sulla 2nd Avenue

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