angela valentino
angela valentino

Tutto ha inizio da via Prinetti: Angela Valentino è una ragazzina, ma mostra già una precoce passione per la scenografia mentre frequenta il liceo. Il sogno dell’America è sullo sfondo, la vita è da studentessa milanese, come tante altre. L’inizio, invece, è quello di un percorso che anni dopo l’avrebbe portata a Manhattan. E a vincere, come truccatrice professionista, due premi: uno a Los Angeles e uno a New York, dove vive dal 2015.

Le scuole elementari le frequenta a Turro. Il liceo artistico, invece, è il Caravaggio. Per capire la sua vita professionale, dice Angela, «la parola-chiave è versatilità: ho fatto letteralmente di tutto». Nel 2004 viene presa all’Accademia delle Belle Arti di Brera, in una Milano «che ricordo un po’ in transizione, ma tranquilla».

Per Angela è un laboratorio in cui provare tante esperienze diverse. Parte dal teatro, dove lavora alla Scala come freelance in aiuto-scenografia. Passa dalla televisione, dove partecipa al reality show Fashion Style. Entra in contatto con il mondo della moda, dove lavora come truccatrice per la Milano Fashion Week collaborando con marchi come Moncler e Cavalli.

Il diploma in Brera arriva nel 2007, lo stesso periodo in cui frequenta il corso BCM come truccatrice artistica. Ma è nel 2009 che capisce che l’America sarebbe stata il suo futuro: «Ero in viaggio a New York per migliorare la lingua, entrai in contatto con un’agenzia con cui rimasi in ottimi rapporti».

Passano sei anni, dove lavora come freelance. Poi il grande salto. «Milano dopo un po’ fa uno strano effetto, se ci sei cresciuto. Ti affascina ma ti logora, capisci che ti offre il meglio in Italia ma ti sta stretta. E alla fine la lasci per provare altro». L’altro di Angela è New York. Nel 2015.

Un “altro” il cui impatto, in realtà, non è leggero. «Arrivai il 27 gennaio e le uniche due cose che avevo erano la mia valigia e una stanza a Sunnyside, nel Queens». Del primo giorno ricorda «un profondo senso di solitudine: nevicava, non conoscevo nessuno, inciampai e caddi a terra». Non bene.

Perché quando ci si trasferisce senza nulla, New York rappresenta una scuola in cui ti metti in gioco. E la sensazione che provi, dopo sei mesi, è «di essere un pulcino in una giungla: sali sull’aereo da Milano credendo di sapere tutto, ci scendi e comprendi di non aver capito nulla».

La carriera però corre più in fretta che in Italia. Tempo un paio d’anni e Angela si crea una rete di contatti più fitta. Le proposte di lavoro aumentano, i progetti non mancano, arriva anche chi le sponsorizza il visto da artista con cui si trova a New York. «Non è stato semplice, il tarlo del tempo che scade ce l’hai sempre: senti di dover correre per prolungare la tua permanenza il più possibile».

Nel caso di Angela, la svolta arriva da un incontro italiano, con lo stilista Diego Di Franco. «Lo conobbi a Milano, l’ho ritrovato a New York. E nel 2018 abbiamo lanciato il nostro brand di moda, Diego Cortez, dove io lavoro come Art Director e mi occupo di truccare le nostre modelle alle sfilate».

Il brand, spiega Angela, è in crescita. «Siamo iscritti alla Camera di Moda italiana e abbiamo partecipato di recente alla New York Fashion Week, con uno show a Manhattan». E dopo aver vinto due premi, a novembre a Los Angeles e a febbraio a New York, come migliore truccatrice nell’ambito di due sfilate diverse, non ha dubbi. Nel 2019 l’obiettivo è la Green Card. «E più che a Milano, ora punto alla California».

2004
L’anno in cui Angela entra all’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano, dove si diploma nel 2007.

2
I premi come migliore truccatrice che ha vinto negli ultimi quattro mesi nell’ambito di due sfilate diverse: a novembre a Los Angeles, a inizio febbraio a New York.

2015
L’anno del salto a New York, dove arriva come freelance e inizia a lavorare per varie agenzie e clienti. Nel 2018 l’avvio del nuovo brand Diego Cortez, con lo stilista Diego Di Franco.

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