climate change
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A Milano ci è arrivato quando aveva sei anni. Di adozione, però, «sono un cittadino americano». Paolo Cugnasca è a New York dal 1972. Una vita trascorsa in una società di gestione del rischio finanziario e che lo ha portato alla gestione di Feronia Forests. Un’azienda che acquista foreste in New England e che, attraverso una no-profit, organizza programmi educativi nella natura per bambini in difficoltà economica e persone con disabilità.

Cugnasca, partiamo dagli inizi. Che Italia ha lasciato negli anni ’70?
«Lavoravo a Citibank e vivevo in zona Centrale-Repubblica a Milano. Il mondo viaggiava a una velocità diversa».

Che Milano era?
«Alle prese con l’immigrazione delle persone dal sud, anche se già allora ricordo le prime insegne in arabo».

Perché il trasferimento a NYC?
«Fu la banca a chiedermelo. Dovevo rimanere qualche mese, è diventata la mia casa».

Che New York ricorda?
«Prima degli anni ’80 non aveva la caratura internazionale di oggi, la globalizzazione non esisteva. Le cose che si vedevano qui, prodotti e magliette, film e musica, in Italia arrivavano uno o due anni dopo».

Nel 1978 ha aperto la sua società di consulenza.
«Sì, con alcuni colleghi. Ci occupiamo di rischio finanziario e abbiamo lavorato anche con clienti italiani».

Com’è cambiato il rischio finanziario negli anni?
«Abbiamo visto nascere il mercato dei derivati, la globalizzazione, la creazione dell’euro. Gli equilibri sono diversi, ma l’obiettivo è sempre lo stesso».

Ovvero?
«Disegnare la strategia che meglio risponde agli obiettivi del cliente e mantenerla corrente, visto che il mondo ed i mercati sono in continua evoluzione».

Lei è alla guida di Feronia Forests: da dove è nata l’idea di investire nelle foreste?
«Nella crisi finanziaria del 2002 crollarono obbligazioni, borsa, oro e dollaro. Ma il valore delle foreste no: abbiamo capito fosse un settore su cui investire e che lo si potesse fare rispettando l’ambiente».

In cosa consiste l’attività di non-profit rivolta a bambini e a persone con disabilità?
«Li mettiamo in contatto con la natura in tutti i suoi aspetti educativi, ad esempio nella produzione dello sciroppo d’acero: un’esperienza alla quale questi giovani generalmente non hanno accesso».

Lei dice che la sostenibilità è su tre basi: sociale, ambientale, finanziaria. Avrà una posizione dura sul Climate Change.
«Sì, credo sia un’invenzione degli scienziati finanziati dalle lobby mondiali».

Scusi?
«Ha capito».

I dati smentiscono chi è contro il Climate Change: la barriera corallina sta sparendo, lo scioglimento dei ghiacciai al Circolo Artico è grave e molteplici studi dicono che se le emissioni gas continueranno così, l’atmosfera si scalderà di 1,5 gradi entro il 2040 con conseguenze letali.
«Al Circolo Antartico i ghiacciai sono in aumento. L’atmosfera si è scaldata di 1,8 gradi dal 1880 ad oggi. Follow the money: gli scienziati del Climate Change non ricevono sussidi se non proclamano la fine del mondo. Non ci sono evidenze, ci sono solo proclami».

Sarà d’accordo almeno che il clima stia cambiando oggi?
«Sì, ma è sempre successo. Il mondo non finirà tra 12 anni».

Come può però credere nella sostenibilità nelle foreste, negando il Climate Change?
«La sostenibilità la fa l’uomo, non i governi. Credo sia una parola abusata da chi non la applica».

E voi la applicate?
«Sì, crediamo nel prisma società-ambiente-finanza al servizio della natura e delle persone, ma non ci facciamo spaventare da chi fa previsioni sul futuro del clima per motivi politici o di lucro».

6
sono gli anni in cui Paolo si è trasferito a Milano, dopo essere nato a Lecco. A Milano non torna da 2 anni e non ne sente la mancanza

Feronia Forests
fondata nel 2008, l’azienda lavora con esperti di ecosistemi con l’obiettivo di trovare nuove soluzioni per la salvaguardia degli alberi e della natura. Limitando quindi il taglio del legname, creando invece una serie di attività sostenibili per ottenere dei profitti dalla foresta a lungo termine: un’idea che prende il nome di Sustainable Full Forestry™ e che ha permesso all’azienda di essere premiata ogni anno dal 2013 come Best for the Environment tra tutte le B Corporations.

2014
l’anno in cui è partita una delle realtà collaterali a Feronia Forests: Feronia Forward, una non-profit che organizza attività educative nella natura per bambini in difficoltà economica e per giovani con disabilità.


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