«Se dovessi riassumere la mia vita, potrei dirti che la costante è stata quella di trovarmi ‘ad est’». Davanti a un calice di Prosecco all’ONU, Mariarosa, friulana di nascita e milanese d’adozione, ripercorre i suoi ricordi sempre con un sorriso. Lo sguardo rivolto verso lo skyline del Queens e un percorso frizzante che l’ha portata fino al Palazzo di Vetro di New York, dove ora lavora nel ruolo di Chief of Strategic Partnership per l’UNFPA, il fondo delle Nazioni Unite per la popolazione.

EST ITALIA, EST MILANO • Che Mariarosa Cutillo avesse il carattere per fare strada, lo si era capito fin da piccola. Quando a 16 anni, stufa della vita di paese friulana, chiese ai suoi genitori di essere trasferita a Milano. Uno shock: «I miei furono colpiti, in fondo ero ancora minorenne, ma capirono. Ricordo che alloggiai in un convento, dalle suore: era la soluzione più sicura e frequentai un liceo che mi rimase nel cuore, il Volta». Piazzale Bottini e Lambrate, Città Studi e via Feltre: la Milano di Mariarosa è sempre stata sul lato destro della cartina: «Mi ricordo una città operaia, quasi di bottega, viva. Ci rimasi anche quando terminai il liceo e iniziai a frequentare la Cattolica: i Navigli erano piacevoli, ma ai miei occhi non avevano la stessa anima della Milano est».

DALLA CATTOLICA A… • In Cattolica si laurea in Diritto internazionale e completa il suo percorso accademico con un post-graduate in Bicocca. Sono gli anni, in parallelo, in cui si rafforza anche il suo interesse per lo sviluppo sostenibile e per il rispetto dell’ecosistema socio-ambientale: «A Milano ho lavorato per quasi dieci anni da ManiTese, un’esperienza preziosa che mi ha dato tantissimo e dove ho imparato a conoscere il mondo».

Poi la lunga parentesi a Benetton, protagonista di una crescita professionale sorprendente: dal 2010 al 2016, da PR a presidente di Benetton Unhate Foundation, oltre che responsabile CSR (Corporate Social Responsability) dell’azienda. «Ricordo che facevo la spola tra Treviso, sede Benetton, e Milano: non è stato facile trovare l’equilibrio tra la mia famiglia e i miei figli, che amo, e la vita professionale, ma sono stata supportata da tante persone che hanno creduto in me». Sempre con la mente rivolta alla parte orientale del mondo: «L’Asia è una delle mie più grandi passioni – racconta –. Per lavoro, con ManiTese e Benetton, e per svago, penso di essere stata almeno una ventina di volte tra India e Bangladesh». La prima, nel 1997: «Ogni volta che torno scopro un volto nuovo di una cultura sempre uguale, ma anche sempre diversa. Lì ho lasciato il mio cuore».

EAST SIDE MANHATTAN • Il salto oltreoceano Mariarosa lo compie nel 2016, quando le si presenta un’opportunità irrinunciabile: viene scelta a capo di una nuova divisione dell’UNFPA, il fondo dell’ONU che opera in 150 Paesi a difesa del rispetto della sostenibilità sociale. «Non avrei mai potuto dire no – riflette –. È un lavoro stimolante, sempre di corsa, una sfida ogni giorno». Una posizione professionale «che mi rende orgogliosa, perché opero nel campo che amo e cerco di rendermi utile per le popolazioni in difficoltà».

Anche questa volta, finendo per ritrovarsi “a est”: «È incredibile in effetti (sorride, ndr): lavoro sulla costa atlantica degli Stati Uniti e nel Palazzo di Vetro, a est di Manhattan». Una città «frenetica, che cambia il suo e il tuo umore una decina di volte al giorno. Ma quando arrivi a sera, sai che anche quello dopo vorrai trascorrerlo qui: non puoi farne a meno».

DOVE CI SIAMO INCONTRATI
Al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York

2010-2016
Il periodo in cui Mariarosa lavora per Benetton: da PR a presidente di Benetton Unhate Foundation, oltre che responsabile CSR (Corporate Social Responsability) dell’azienda.

2016
L’anno in cui Mariarosa si trasferisce a New York, per ricoprire il ruolo di Chief of Strategic Partnership per l’UNFPA, il fondo delle Nazioni Unite per la popolazione.