Daniela Pavan
Daniela Pavan

La storia di Daniela Pavan, general manager di The Ad Store a New York. Di Milano, dove ha vissuto dieci anni trascorsi tra Mediaset e Fastweb, dice: «La lasci per arrivare più in alto»

La parola-chiave per capire il percorso di Daniela Pavan è startup. Mediaset o Digitas LBI Italy, Fastweb o Make It Italian, le sue esperienze sono sempre segnate «dall’avvio di progetti innovativi: è stato come lavorare in piccole realtà anche dentro grandi aziende». E oggi Daniela si occupa di digital marketing, comunicazione e PR a New York come general manager per l’agenzia The Ad Store.

Se Milano è la città che l’ha introdotta al lavoro, la provincia di Rovigo è dove ha mosso i primi passi. Laureata in Economia Aziendale alla Ca’ Foscari di Venezia, il trasferimento sotto la madonnina arriva nel 2002. «Volevo qualcosa di più europeo». Così frequenta un Master in Cattolica, durante il quale «sono stata fortunata ad aver trovato i compagni giusti, perché all’inizio non è stato facile».

Il patto con i suoi genitori era: «Ti supportiamo con il Master, ma devi lavorare per mantenerti», ricorda Daniela. E così fece. «Ho collaborato con un call center e lì ho imparato il senso delle responsabilità». Ma non è stato facile «gestire relazioni e amicizie, lavorare e studiare». Milano, però, era il posto in cui voleva essere ed è la città che le apre le porte di Mediaset, dove viene inserita nel team che lancia il digitale terrestre. Visto oggi sembra obsoleto, ma all’epoca fu una una sfida decisiva per tutti. «Anche per me come professionista, perché ho visto il prodotto nascere da zero».

La carriera a Milano procede. Daniela si vede cambiare con la città: «Devi essere capace di apprezzarla, però, altrimenti può entrarti sotto pelle in altro modo». E dopo due anni di Mediaset e due di agenzia da Digitas LBI, arriva a Fastweb dove si occupa di social media. Un’esperienza crocevia. «Così come vidi il digitale terrestre muovere i primi passi, da Fastweb ho visto i social media trasformarsi in quello che conosciamo oggi: è stato stimolante».

È il 2011. Dopo otto anni da dipendente e dieci a Milano, per Daniela arrivano due cambiamenti. Professionalmente prova l’avventura come freelance lanciando la sua piattaforma di e-commerce Make It Italian. Geograficamente, invece, si trasferisce a Londra. «A Milano raggiungi a un punto in cui capisci di non poter arrivare più in alto di dove sei e vuoi partire». Per lei, la meta è l’Inghilterra, che le apre il network giusto per arrivare a New York. Una città, questa, dove si trasferisce dopo un dramma familiare: la morte del papà, «che mi ha fatto riconsiderare tutto».

«Parliamoci chiaro, New York è una giungla d’assalto e devi sapere dove vuoi arrivare». È il 2017 e Daniela viene assunta da The Ad Store come creative director e general manager, occupandosi di clienti food e fashion, con un focus per le realtà italiane che si affacciano al mercato americano. Il compito, di nuovo, è sviluppare una realtà più piccola dentro una più grande: l’ufficio newyorkese. «L’impatto con la città è stato pesante, ma dopo la perdita di papà mi ha rimesso in piedi». Di New York dice che «se tieni gli occhi aperti, riesci a leggerne i messaggi». Del suo lavoro, invece, che «la sfida è far capire la differenza con il mercato italiano: se comunichi allo stesso modo, perdi soldi e occasioni».

Oggi Daniela è al suo terzo anno newyorkese, ma tiene sempre aperto un occhio verso Venezia, Milano e l’Italia. Un Paese da cui non è scappata. In cui non esclude di tornare, un giorno, per dare il suo contributo. E a cui dice: «Torniamo ad essere creativi: è la nostra forza».

Digital, aziende, uomo

Si parla sempre di più di quali debbano essere le strategie di aziende e professionisti con l’avvento del digitale. «Per comunicare bene, il segreto è diversificare», dice Daniela. Che aggiunge: «Non c’è una sola strategia e non c’è un solo canale: per investire bene i soldi l’azienda deve capire tutto questo prima di partire con le attività».

Ca’ Foscari

Con l’Università di Venezia, che l’ha formata prima della sua esperienza milanese, non ha mai perso i contatti. Ha lavorato in un progetto di ricerca dal 2016 al 2017 su come il design e le nuove tecnologie possano avere un impatto strategico e innovativo sulle modalità con cui le aziende fanno business, e quanto la creatività conti in questo approccio . Tutt’oggi è membro del MAC Lab (Lab of Management for Arts and Culture) e presidente del chapter alumni di New York.

Dove ci siamo incontrati

Allo spazio di coworking WeWork di Midtown Manhattan.

2017

L’anno in cui Daniela si trasferisce definitivamente a New York per Ad Store. Oltre al lavoro di agenzia, Daniela è anche contributor per Forbes.

mitomorrow.it