Da dipendente in banca a Milano, a titolare di una Bakery a Park Slope. A Brooklyn. Quella di Elisa Rizzi è la storia di una milanese doc, professionalmente coraggiosa a New York. «O molto pazza, come mi hanno detto in tanti», racconta sorridendo la mattina in cui la incontriamo. Nata e cresciuta a Niguarda, «a cui sono affezionatissima», 35 anni, Elisa ha aperto da qualche settimana il suo negozio, Mother Dough. E oggi è divisa tra la produzione di dolci e pizze, in un quartiere che l’ha accolta come se fosse casa.

AMORE E DOLCI • Mamma cuoca, la pasticceria è sempre stata nel segno di Elisa. Fin da bambina, quando inizia a creare i primi biscotti, e frequenta nella sua Niguarda le scuole elementari e medie. Si sa, però, che passione e professione spesso sono costrette a dividersi. E così, fresca di laurea in Economia all’Università Cattolica di Milano, Elisa avvia la sua carriera in banca a Milano. Ottimo stipendio, ingresso alle nove e uscita alle cinque del pomeriggio.

Una vita quasi perfetta. Quasi, perché ad Elisa manca la cosa più importante. «La felicità. Ho vissuto dei periodi davvero tristi, ero profondamente insoddisfatta». E le dispiace, anche pensando ai suoi genitori: «Non posso dimenticare i sacrifici che hanno fatto per farmi studiare, ma ho capito tardi che quella vita proprio non poteva fare per me».

LA SVOLTA • Così, nel 2012, inizia un corso di pasticceria a California Bakery, nella sede – oggi chiusa – di Corso Garibaldi. «Me lo regalò un mio amico per il compleanno e mi aprì le porte alla mia nuova vita». Elisa non si ferma. Inizia a frequentare corsi professionali presso Cast Alimenti, la scuola di pasticceria dello chef Iginio Massari.

E poi si butta: «Lavoravo in banca fino alle cinque, poi dopo aver finito e nei weekend andavo ad aiutare in pasticcerie e panetterie: all’inizio, quando mi presentavo, mi guardavano come se fossi matta». Dopo vari tentativi, Elisa trova dove sperimentare: la forneria Tomaselli Milano di via Imbonati 6, dove lavora nella produzione di dolci. Poi continua la sua crescita in una pasticceria di Rozzano, fino al grande salto.

LA MELA • A New York, Elisa ci arriva in realtà per amore. Il suo fidanzato, oggi suo marito, si trasferisce qui per lavoro. E lei nel 2015, dopo sei mesi a distanza, lo segue. «La scintilla verso questa città però era scoccata già prima, nel 2009». E non appena si stabilisce, Elisa avvia «uno studio di mercato per capire meglio i gusti della città». Il risultato? «Qui vanno pazzi per il salato e per la qualità».

Così nasce Mother Dough. Che a New York viene considerata una bakery. Ma che a Park Slope si sta ritagliando un po’ il ruolo del “prestinaio gourmet” di quartiere, che offre dolci di grande qualità e una vasta varietà di pizze e focacce: «Il segreto, anche nel salato, è nell’impasto: usare la pasta giusta, trattarla come se si trattasse di dolci, mi permette di produrre la qualità che i newyorkesi cercano».

E DOMANI? • Dopo poco più di due mesi di attività, Elisa ha già i primi riferimenti. «Lavoro 14 ore ogni giorno, tutti i giorni, ma amo ciò che faccio. Sto vivendo il mio sogno e ho capito una cosa: i newyorkesi amano il prodotto, ma vogliono sedersi per gustarlo». Quindi «se continueremo così dovremo aprire un locale-ristorante vero e proprio». E a Milano ci tornerebbe? «Ci penso sempre, mi manca tanto la sua bellezza nascosta, quella che non noti e che dai per scontato quando la vivi. E sì, vorrei davvero tanto poter invecchiare nella mia città».

2012
L’anno in cui Elisa si trasferisce a New York e inizia il suo studio di settore per capire dove e come avviare la propria attività. Dopo un anno e mezzo speso nella ricerca della location e nella realizzazione del negozio, Mother Dough apre i battenti nel mese di marzo 2018

DOVE CI SIAMO INCONTRATI
Nel negozio di cui Elisa è titolare, Mother Dough, a Park Slope Brooklyn (72 7th Ave
Brooklyn, NY 11217). La sua bakery è aperta tutti i giorni dalle 14.00 alle 22.00.

PARK SLOPE
Si tratta del quartiere residenziale di Brooklyn, non lontano da Manhattan. Caratterizzato da viali alberati e villette, a due passi dallo splendido Prospect Park, prende il suo nome proprio per la sua ubicazione sulla pendenza ad ovest del parco. È abitato da circa 70mila persone