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18. 06. 2021 11:35

Il Festival degli hashtag è la medietas del Paese

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Ad una manciata di giorni dall’inizio dell’edizione numero sessantanove, mentre i ventiquattro in gara si preparano laboriosamente a calcare l’Ariston per le cinque serate che animeranno la riviera, sui social ha già preso vita il grande apparato periferico del Festival di Sanremo. Un contorno ricco di vene polemiche, di assist politici, di tweet nutriti da cantanti, influencer, dai volti noti e da quelli ignoti.

Un contorno talmente ricco da poter diventare la portata, se non principale, sicuramente più gustosa del variegato menù del festival. Del resto, che Twitter si sia ormai ritagliato un ruolo da protagonista nel circuito del festival lo dicono i dati, che solo dal 2017 al 2018 mostrano un aumento delle interazioni del 18% complessivo nelle cinque serate.

Quello che c’è da chiedersi è se la grande impalcatura del social dei cinguettii non stia sempre più diventando il teatro di quell’italianità popolare, ruspante, a tratti polemica e cinica che, seppur a volte distante dalle canzoni in gara, è invece sempre più immersa in ciò che Sanremo incarna alla perfezione.

Milioni di cinguettii per commentare paillette e lustrini, gossip, curiosità morbose e anticipazioni: tutta la medietas italiana raggiunge oggi la sua massima espressione non tra le file dell’Ariston ma dietro gli hashtag, la vera vox populi dei tempi moderni.

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