Sanremo 2020 ha “svelato” le sue 24 canzoni come da tradizione nei preascolti Rai in corso Sempione. Tanta varietà, qualche sorpresa ma, inutile nasconderlo, anche qualche delusione tra i brani proposti dai “big”.

 

Ricordiamo, come ogni anno, che i giudizi sono calibrati su un unico ascolto della versione incisa, spesso e volentieri migliorata (o peggiorata) dalla resa live sul palco dell’Ariston. “Ho fatto fatica a selezionarne 24: da 35 sono passato a 30 e poi non riuscivo più a ridurle”, le parole del direttore artistico Amadeus evidentemente soddisfatto della sua selezione. Presente anche il neodirettore di Raiuno, Stefano Coletta: “Difendo le scelte di Amadeus, pur avendolo appena conosciuto”.

Bugo e Morgan Sincero 6.5
Volevo fare il cantante delle canzoni inglesi così
nessuno capiva che dicevo essere alcolizzato, spaccare i camerini
Morgan torna nel suo splendore in stile Bluvertigo, con tanta autobiografia, lasciando poi spazio al ritornello di Bugo. Ottima sinergia, testo che è uno spaccato di vita vera, fra normalità e ambizioni. Piacevole.

Alberto Urso Il sole ad est 6
Per te ho nel cuore il sole ad est e nel mondo, ovunque vada
mi ricorderà la strada che porta fino a te
Chiaramente cucita sulle doti vocali del suo cantante, testo “basico” tra nuvole, vento e orizzonte. Ottima confezione, ma nulla di diverso da ciò che ci si potrebbe aspettare.

Tosca Ho amato tutto 7.5
Perché se manchi tu manchi da morire
è respirare i tuoi respiri stracciarsi via la pelle
Una canzone fuori dal tempo, con tutti i pregi e i difetti del caso. Ma ascoltare Tosca è sempre un piacere, un momento di riflessione, di cuore aperto, di piena gioia.

Rita Pavone Niente (Resilienza 74) 6.5
E intanto il tempo passa e se ne va, meglio cadere
sopra un’isola o un reality che qualche stronzo voterà
Energia da tutti i pori, quasi un’esplosione evidentemente attesa per molto tempo (come suggerisce il titolo, nemmeno troppo tra le righe). Sarà curioso capire la risposta del pubblico, ma il pezzo ha un suo perché.

Piero Pelù Gigante 5
È come una giostra la mente tu sei il re
di tutto e di niente… gigante
Snaturata la sua anima, forse anche per il tema trattato. Diciamo che “nonno Pelù” si sente tutto, umanamente apprezzabile. Musicalmente un po’ meno.

Elodie Andromeda 6.5
La mia fragilità è la catena che ho dentro ma
se ti sembrerò piccola non sarò la tua Andromeda
Immaginare una canzone di Mahmood, prodotta da Dardust e cantata da Elodie. La squadra dell’ultima vittoria a Sanremo. Radiofonica al massimo, un po’ leggera per poter pensare di vincere, ma buone variazioni. Avrà successo.

Le Vibrazioni Dov’è 6.5
Mi chiedo dov’è quel giorno che non sprecherai
il cielo rosso, l’orizzonte e l’odio arreso al bene
Meno potente del loro standard, forse perché nasconde più amarezza, più fragilità, più bisogno. Il ritornello è un inno di dolore, in tanti pronti a rispecchiarsi.

Riki Lo sappiamo entrambi 5.5
Però qualcosa non torna tralasciando i ricordi che ho di te
ti scrivo e dopo cancello, non ti scrivo che tanto è inutile
Ideale per il suo pubblico, giovane e assuefatto dalla spettacolarizzazione della sofferenza d’amore. Poca sostanza, ma il target tipo è pienamente raggiunto.

Rancore Eden 7
Come prima quando tutto era unito
Mentre ora cammino in questo mondo proibito
Ambiziosa. Testo pieno, anche se a tratti rischia di non capirsi. Ma il ritornello entra immediatamente in testa: un Eden che tutto è tranne quello a cui abitualmente pensiamo. Potenziale grande.

Elettra Lamborghini Musica (E il resto scompare) 6
Mi piace guardare le luci dell’alba girare nuda
per casa e nessuno mi guarda. Quanto ti manca?
Ci ritroviamo già in estate, di sicuro. Ritmo mucho caliente che certamente risveglierà il pubblico dell’Ariston anche se, ad onor del vero, sarà tutta da registrare la performance live.

Marco Masini Il confronto 7
Un po’ ti odio, un po’ ti amo, ma oltre
la paura del confronto hai vinto tutto
È lui, inconfondibile. Assolutamente piazzabile per i cosiddetti premi “accessori” anche perché i suoi testi sono sempre una prosa chiara, intensa, di grande impatto.

Levante Tikibombom 6
Noi siamo luci di un’altra città,
siamo il vento e non la bandiera, siamo noi.
Promettente, poi si perde un po’. La canzone “c’è”, la voce pure, ma rischia di non avere sufficienti elementi per uscire dal limbo. C’era molta aspettativa, forse un po’ “disattesa”.

Achille Lauro Me ne frego 6.5
Ci son cascato di nuovo, ci son cascato di nuovo
Pensi sia un gioco vedermi prendere fuoco
L’anno scorso era la novità, la canzone pure. Oggi c’è consapevolezza, sia nel testo che in un ritmo solido e coinvolgente. Meno maledetto e più classic rock, indipendentemente da ciò che vorrebbe suggerire il titolo.

Paolo Jannacci Voglio parlarti adesso 7
Voglio parlarti adesso solo per dirti che nessuno
può da questo cielo in giù volerti bene più di me
Bel testo, davvero, pur in una ballata piuttosto classica. Ma l’amore di padre in figlia le dà una marcia in più. Positivamente sanremese, potrebbe anche piazzarsi.

Michele Zarrillo Nell’estasi o nel fango 5.5
Vorrei fosse vero, vorrei ora è chiaro. Sto qui come vedi
Io resto ancora in piedi sia nell’estasi o nel fango
Figlio di un sound di un’altra era, Zarrillo ci prova ancora e in maniera più veemente di quanto potesse essere auspicabile. Ma è Zarrillo. È comunque Zarrillo.

Raphael Gualazzi Carioca 7
Ma chi l’avrebbe dettO, sento solo la musica
forse sei il diavolo, ma sembri magica
Imprevedibile, su più registri. Piacevole proprio per questo. Senza perdere l’adagio tipico di Gualazzi, il brano propone qualcosa di nuovo con atmosfere sudamericane che rilassano e divertono.

Giordana Angi Come mia madre 6.5
Sei tu il regalo dei miei compleanni, la luce accesa
quando torno tardi, il cuore più grande dove ripararmi
Canzone ampia, profonda. Giordana ha tutto per essere la Mia Martini dei giorni nostri, che sono giorni completamente diversi dai suoi, ma che mantengono e attualizzano una rabbia vocale in grado di lasciare il segno.

Diodato Fai rumore 7
Che fai rumore qui e non lo so se
mi fa bene se il tuo rumore mi conviene
Non si può dire che non faccia effettivamente rumore, trasmettendo perfettamente quel senso di dolore provato nel racconto. Ambiziosa escalation. Può piazzarsi.

Anastasio Rosso di rabbia 7
Panico panico sto dando di matto, qualcuno
mi fermi, fate presto per favore, per pietà
Identità chiara, un pugno dentro. Titolo perfetto e un andamento che ammicca al reggae, ma senza abbandonare la durezza tipica di Anastasio. Da cantare tentando di divincolarsi da una camicia di forza.

Enrico Nigiotti Baciami adesso 5
Fermami qui, in mezzo a tutta questa gente
e senza dire niente baciami adesso
Ballata d’amore senza sale, perfetta per un audit adolescenziale. Molto romantica, tanto quanto senza hype. Più sanremese di Sanremo.

Irene Grandi Finalmente io 6.5
Da sempre arrabbiata, da sempre sbagliata e ancora così
Facciamolo adesso oppure è lo stesso, io son fatta così
Vasco nelle vene e nelle corde di Irene Grandi che si rilancia così: una grande iniezione di autostima, con tanto di testo d’autore e rock che deborda. La versione live potrebbe aggiungere molto.

Pinguini Tattici Nucleari Ringo Starr 7.5
Che la mia vita non è niente di speciale e forse alla fine c’hai ragione tu
In un mondo di John e di Paul io sono Ringo Starr
Aria fresca. Serve. Anche perché la canzone attecchisce e il testo fa passare un messaggio assolutamente chiaro: ragazzi, comunque vada nessuno è sfigato. Anzi.

Francesco Gabbani Viceversa 6
È la paura dietro all’arroganza, è tutto l’universo chiuso in una stanza
è l’abbondanza dentro alla mancanza. Ti amo e basta!
Dimenticate, come prevedibile, il vecchio menestrello di Amen e Occidentalis Karma. Alto rischio di standardizzazione in tema amore, a tratti malinconica. Ma riesce a rendere fischiettabile anche una ballata.

Junior Cally No grazie 7
Spero si capisca che odio il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito
e pure il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito
Ecco il vero Achille Lauro del 2020. Contro tutto e tutti. Politica à gogo, ma non solo. Si candida a uomo nuovo, la base è promettente. Cuffie nelle orecchie e spaccare.

Sanremo 2020 Amadeus
Sanremo 2020 Amadeus