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27. 05. 2022 06:02

Sanremo 2022, terza serata da 1 a 10: Drusilla Foer un ciclone d’eleganza, Blanco una spanna su tutti. E Lauro (non) chiude bottega

Prima volta per tutte le esibizioni insieme: la classifica generale comincia a delinearsi con forza. Le pagelle di Mi-Tomorrow

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Sanremo 2022 rivisto dai nostri giudizi: tanto da raccontare, tanto da rivedere nel terzo segmento del Festival numero settantadue.

Sanremo 2022, i voti della terza serata secondo Mi-Tomorrow

1 ai detrattori del Festival

Quest’anno è proprio difficile dar contro a Sanremo. Presa ogni fascia di pubblico, isolate le polemiche (se non quelle pretestuose, immarcabili), chi si mette di traverso deve proprio aver del bel tempo da perdere.

2 alla regia di Vicario che quasi miete vittime

Avrete già visto il video più virale della serata: il cameraman con la steady che, in preda a realizzare l’ennesimo primissimo piano, indietreggia e vola giù rischiando il peggio. Scelta discutibile quella di queste inquadrature ravvicinate che può ancora regalarci forti emozioni fino a sabato.

3 al vorrei non vorrei di Lauro

In un Festival in cui il FantaSanremo ha riscritto tutte le regole del borderline, il nostro Lauro cerca di mettersi una mano nelle mutande salvo poi ritrarla e passarsela sulla faccia. Canto del cigno mood?

sanremo 2022

4 a Orietta Berti formato Pokemon

Penso mi ripeterò fino a sabato: preserviamo Orietta. Di sto passo tempo un paio d’anni e la fanno mezzobusto del Tg1 delle 20.

5 alla malinconia di Irama

Sono ancora fermo al pensiero degli abiti che avrebbe dovuto indossare l’anno scorso, prima della positività di un collaboratore. Cos’è successo quest’anno? Che male lo pervade? Sembra evidente. E non solo nelle mise.

6 alla marcia ingranata da Rkomi

E one, two, three, four! Mirko prova a sciogliersi un po’, anche un po’ troppo. L’Ariston non è il Fabrique e lui non è “quello”. Ma tant’è, almeno ci ha provato.

7 a Sanremo che diventa il San Siro di Cremonini

Ecco, appunto: vedi Rkomi che prova a riprodurre il Fabrique con risultati intermedi e dai ulteriore credito alla bravura di Cremonini nel rendere l’Ariston – all’esordio – il suo stadio preferito.

8 alla bravura di Blanco

Che bisogna dirgli. Forse era l’unico modo per convincere Mahmood a tornare in gara a Sanremo. In coppia sono una bomba, anche in chiave Eurovision. Molto per merito suo, va detto.

9 a uno scatenato Dargen D’Amico

Ha capito che… non aveva capito il regolamento del FantaSanremo. E allora via a un compendio di bonus nella seconda esibizione: dal fuoco a Zia Mara, dal motivo floreale alla performance fra il pubblico scatenato come non era da tempo. Peccato solo che la classifica non gli sorrida.

10 alle lacrime (ma non solo) di Drusilla Foer

La meritocrazia citata da Michele Bravi la lusinga al punto da commuoverla. Un momento bellissimo. Come quando trasforma la diversità in unicità, spiegandola così semplicemente, così veracemente. Un’artista da rivalutare non solo in chiave comica e satirica. Altroché.

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