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24. 10. 2020 08:44

Via Pacini, Bruzzese (Municipio 3): «Lunedì presenteremo un primo progetto di valorizzazione»

La lunga via Pacini, un chilometro alberato che collega piazza Piola alla stazione di Lambrate e unica realtà commerciale della zona (con via Teodosio), è da anni oggetto di proposte di riqualificazione del suo parterre da parte dei cittadini e di promesse elettorali

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Durante la campagna del 2016 il futuro sindaco Beppe Sala aveva promesso di realizzare le due proposte per ogni quartiere più votate: in zona trionfarono piazza Rimembranze di Lambrate (riqualificata ormai da tempo) e via Pacini. E qualcosa si sta muovendo anche qui.

 

«Libereremo via Pacini un po’ alla volta»

Mi-Tomorrow ha sentito l’assessore all’Urbanistica del Municipio 3, Antonella Bruzzese, che spiega: «Avevamo stanziato fondi per mettere a posto un tratto di via Pacini già due anni fa, individuandolo tra le priorità della manutenzione straordinaria. Vogliamo rendere lo spazio gradevole». Abbiamo poi approfondito con Chiara Fraticelli, urbanista e membro del gruppo informale Apicultura che sta lavorando con il Comune.

Chiara Fraticelli
Chiara Fraticelli

Come nasce il progetto?
«Il progetto nasce inizialmente come progetto di tesi di master. In quell’occasione avevo avanzato una proposta per il Bilancio Partecipativo secondo le modalità di urbanistica tattica temporanea che abbiamo imparato a conoscere. Con il tempo, ragionando con amici e colleghi, abbiamo lavorato con il Municipio 3 per rendere il tutto più concreto e definitivo. Da qui è nata la proposta per il bando Piazze Aperte in ogni Quartiere».

In cosa consiste esattamente la proposta?
«Riguarda lo spazio tra le due uscite a cavallo della metropolitana, nei pressi delle panchine già presenti e dello stallo del BikeMi. Da piazza Piola fino all’incrocio con via Bazzini e via D’Ovidio. La proposta è stata una leva: gli assessorati a Mobilità e Urbanistica hanno redatto un progetto anche per la sistemazione degli attraversamenti verso le vie laterali. Noi ci stiamo più concentrando sulla pavimentazione, creando un disegno del pattern. Inizialmente avevamo pensato a una lunga seduta unica, che fungesse anche da fioriera: con il progetto revisionato avremo sedute più semplici ma distribuite su tutto lo spazio».

Il coronavirus non vi ha fermato.
«Il progetto è stato poi legato a un festival di architettura e rigenerazione urbana dal basso, il Bottom Up di Torino. Eravamo chiamati a fare rete con il quartiere, ma il coronavirus ci ha un po’ fermati. Anche adesso dovremo pensare a come coinvolgere i residenti in questo intervento e se pensare a un rilancio una volta che anche gli studenti universitari saranno tornati in zona».

Tempistiche del progetto?
«Vogliamo sfruttare il momento e puntiamo a realizzarlo entro l’estate. In precedenza abbiamo lavorato con il Municipio 3 per l’area di via Reni (intervento di colorazione della pavimentazione, ndr) e abbiamo capito che è sempre tutto un po’ lungo, complicato e burocratico. Ma in questo caso mi sembra che tutto stia andando liscio. Lunedì il progetto verrà presentato in Municipio 3, Commissione Territorio».

Obiettivo a lungo termine?
«Il progetto è un modo per testare la vocazione dello spazio pedonale, per poi raggiungere la stazione di Lambrate in fasi».

Una considerazione finale.
«Oggi chi si siede nello spazio indicato si ritrova letteralmente assediato dalle automobili. Una volta in via Pacini passava il tram, le foto d’epoca sono bellissime. Con questo progetto siamo in linea con il Pums, che ha indicato la vocazione ciclo-pedonale del parterre (è infatti già prevista una pista ciclabile lungo via Pacini da Piola a Lambrate, ndr)».

Il progetto in pillole

470

I metri quadri dell’intervento

1 km

La lunghezza della via

2024

L’orizzonte stabilito dal Pums per la ciclabile

In breve

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