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19. 05. 2022 01:42

Case in affitto a Milano: pronte 500 abitazioni a 500 euro mensili

Parte il progetto, ecco come e dove

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Quando si parla di case in affitto a Milano si parla spesso di quanto siano costose, ora però arriva un progetto che prevede la consegna di 500 case a 500 euro mensili. Una sfida, per una metropoli come Milano che, negli ultimi anni, ha visto salire vertiginosamente i prezzi delle case, sia in vendita che in affitto.

Case in affitto a Milano, 500 abitazioni a 500 euro mensili

Il progetto delle case in affitto a Milano a soli 500 euro mensili di canone di locazione interessa sei diverse aree della città: Abbiategrasso, Bovisasca, Certosa, Zama Salomone, Pitagora e Piazzale Martesana. Un progetto che s’inserisce all’interno della terza edizione di Reinventing Cities, concorso di progettazione urbana che si sviluppa in 12 città con l’obiettivo di trasformare i siti sottoutilizzati in progetti urbani a basse emissioni di carbonio. Tutto questo viene realizzato invitando team multidisciplinari creativi, inclusi architetti, sviluppatori, gruppi di comunità e altro ancora, a competere per progettare e sviluppare progetti urbani rispettosi del clima che soddisfino le esigenze delle comunità locali e diventino punti di riferimento sostenibili della città. Quest’anno le città partecipanti sono Bologna, Bristol, Houston, Izmir, Lione, Milano, Montréal, Napoli, Phoenix, Roma, San Francisco e San Paolo. Le manifestazioni di interesse saranno accettate fino a settembre 2022 e i progetti vincitori saranno annunciati nel 2023. 

Case in affitto a Milano, il progetto di Abbiategrasso all’interno di Reinventing Cities

Il sito di Abbiategrasso interessato e presentato all’interno di Reinventing Cities è quello di Via Dini 14 all’interno della Zona 5 del Comune di Milano; spazio facilmente raggiungibile grazie alla presenza della metropolitana M2, Stazione di Piazza Abbiategrasso, che impiega circa 20 minuti per collegare il sito al centro città. La sua accessibilità è favorita dalla vicinanza alla viabilità urbana primaria, che comprende l’asse nord-sud della Via dei Missaglia nonché la tangenziale sud e il sistema autostradale. Si prevede che lo spazio sarà riqualificato in modo da massimizzare la qualità urbana fornendo anche un mix funzionale e sociale. L’obiettivo è includere unità residenziali a prezzi accessibili, funzioni complementari e piani terra attivi, considerando anche potenziali giunzioni con il vicino Parco Sud. Inoltre, sarà favorita l’inclusione di spazi pubblici, aree verdi e servizi, nonché soluzioni architettoniche e funzionali innovative volte alla riqualificazione degli edifici residenziali esistenti utilizzando tecnologie offsite per renderli più sostenibili ed ecocompatibili.

Il progetto di Bovisasca all’interno di Reinventing Cities 

Il sito Bovisasca si trova in Zona 8 all’interno del Comune di Milano. La stazione Bovisa FNM, nodo ferroviario tra il centro di Milano e il nord dell’area metropolitana, è a pochi minuti a piedi. Il contesto di riferimento è caratterizzato da aree di rigenerazione ambientale, dove è prevista la rigenerazione degli edifici e degli spazi aperti, nonché la forestazione urbana, finalizzata al miglioramento delle condizioni ambientali dei siti produttivi e alla creazione di connessioni ecologiche. Il nodo di interscambio e le aree circostanti la stazione fanno parte del progetto di rigenerazione MoLeCoLa, vincitore del secondo concorso Reinventing Cities, che prevede la realizzazione di aree pubbliche strettamente legate alle infrastrutture di trasporto, in grado di collegare aree della città attualmente separate da binari. Il progetto prevede il prolungamento della tratta del tram 2 oltre i binari ferroviari, secondo quanto previsto dal PGT. La riqualificazione dell’area Bovisa-Goccia-Villapizzone, ad ovest della stazione.

Il progetto di Certosa all’interno di Reinventing Cities 

Il sito è situato in Viale Certosa 186, nel Municipio 8 del Comune di Milano, in un’area dove il PGT prevede interventi di forestazione urbana, rigenerazione di edifici esistenti e spazi aperti, volti al miglioramento delle loro prestazioni ambientali. Inoltre il contesto urbano è caratterizzato dalla presenza di impianti sportivi, scuole e dalla presenza del Parco del Monte Stella, uno dei parchi più rappresentativi della città. La zona è prevalentemente residenziale, con strutture anche terziarie e produttive. L’asse del Viale Certosa è un importante elemento di mobilità urbana in quanto è attraversato dalla linea metropolitana n. 14 e dalla linea bus 69, che percorre la vicina Via Gallarate. Ad est, lo svincolo autostradale di Viale Certosa collega il confine orientale della città con le principali reti autostradali. Qui gli obiettivi di sviluppo dell’area prevedono la riqualificazione del sito attraverso l’inserimento di servizi quali le unità di Social Housing accompagnate da un efficace mix funzionale che attivi i livelli del piano terra, parallelamente alla riqualificazione degli edifici ERP all’interno del medesimo lotto. La riqualificazione dell’area dovrà quindi proporre soluzioni per migliorare la tematica “abitare” e con un focus particolare sull’edilizia sociale, con relativa integrazione di attività, spazi, piani terra attivi che creino inclusione sociale, opportunità di lavoro e migliorino la qualità delle la vita in un’ottica di sostenibilità. 

Il progetto di Zama Salomone all’interno di Reinventing Cities 

L’area di Via Oreste Salomone, nel Municipio 4 di Milano, è situata nella parte sud-orientale del quartiere Forlanini, e fa parte di un programma che prevede la realizzazione di alloggi sociali nell’ambito di una Convenzione tra il Comune di Milano, Regione Lombardia e Aler. Il confine occidentale di Via Zama è delimitato dalla linea ferroviaria, che costituisce il principale snodo nord-sud nella parte orientale della città. A nord, la metropolitana di Via Lombroso fornisce l’accessibilità a Porta Vittoria. L’area della Biblioteca Europea dell’Informazione e della Cultura – Ex Macello, ad ovest della ferrovia, è interessata da significative trasformazioni urbanistiche, oltre a far parte dell’ultima edizione di Reinventing Cities. Il progetto vincitore della passata edizione fornisce all’area ex mattatoio un nuovo mix funzionale di alloggi, luoghi di lavoro, produzione e servizi. I principali obiettivi di sviluppo dell’area sono il completamento degli interventi di bonifica (in parte già eseguiti) e la realizzazione di Social Housing in affitto e vendita, garantendo un mix funzionale e sociale comprensivo della presenza di funzioni complementari. Si incoraggia l’inclusione delle aree verdi e dei relativi servizi e delle potenziali tecnologie innovative. Il processo dovrebbe quindi puntare a migliorare il tema dell’housing sociale, uno dei principali obiettivi della città, con l’integrazione di attività, spazi, piani terra attivi che creino inclusione sociale, opportunità di lavoro e migliorino la qualità della vita in modo sostenibile.

Il progetto di Pitagora all’interno di Reinventing Cities 

La zona di via Pitagora si trova nel Comune di Milano, Municipio 2, nei pressi della fermata Sesto Marelli e a 500 metri dalla fermata Villa S. Giovanni della metropolitana linea 1. Si colloca in un’area di diffuso rinnovamento urbano lungo l’asse del Viale Monza, caratterizzata dalla rigenerazione architettonica degli edifici e dalla rigenerazione urbana degli spazi aperti. È inoltre baricentrico rispetto all’aeroporto Greco e alla riqualificazione urbana in atto nel quartiere Adriano a nord-est. Nel settore urbano a sud del sito di Pitagora, la rigenerazione del verde pubblico lungo la linea tranviaria Gobba-Precotto, che collega l’intera parte nord della città, i progetti sull’asse viario di Viale Monza e la trasformazione urbanistico-ambientale del deposito Greco-Breda sono di grande rilevanza. Il progetto “Innesto”, frutto della prima edizione del concorso Reinventing Cities, creerà nuovi collegamenti con l’area ad ovest della ferrovia (Bicocca), con il rispettivo polo universitario a circa 1 km. Il contesto urbano è caratterizzato anche dalla presenza di strutture educative e socio-sanitarie. Come previsto dal PGT, l’utilizzo del sito prevede l’inserimento di Social Housing a prezzi accessibili, accanto a quote di Public Housing, sperimentando nuovi modelli abitativi e servizi per generare un mix sociale, compresi i servizi pubblici ai cittadini e le attività di quartiere, favorendo piani terra attivi e integrando le aree verdi preservando quelle esistenti di pregio. Sono previsti premi anche per l’utilizzo di tecnologie fuori sede e innovative.

Il progetto di Piazzale Martesana all’interno di Reinventing Cities 

Piazzale Martesana si trova nella Zona 2 di Milano sull’asse viale Monza, a circa 300 metri dalle stazioni della metropolitana linea 1 Gorla e Precotto. La presenza del Naviglio Martesana, insieme a numerose aree verdi esistenti e di nuova progettazione nell’area, definisce un corridoio ecologico che caratterizza il territorio. Il contesto urbano circostante è prevalentemente residenziale, con servizi di vicinato, oltre a significative aree di Edilizia Residenziale Pubblica. Sono state individuate numerose strutture sanitarie, sportive ed educative, nonché significative iniziative di trasformazione urbanistico-ambientale, come quella dell’aeroporto Greco-Breda, che realizzerà nuovi collegamenti con il tessuto ad ovest della ferrovia (Bicocca), un progetto chiamato “Innesto”, il vincitore del primo concorso Reinventing Cities. Sono inoltre in fase di sviluppo nuove aree per l’edilizia sociale, che saranno disponibili per l’affitto e la vendita a prezzi regolamentati. Il progetto intende reinventare la piazza sfruttando la disciplina specifica del PGT per avviare un processo di rigenerazione che includa interventi tempestivi come la riconnessione degli spazi pubblici, il rimboschimento e la rigenerazione ambientale, e l’istituzione di servizi e/o quote di funzioni urbane. L’obiettivo del progetto è di riqualificare l’area trasformando la sua destinazione funzionale in un altro tipo di servizio pubblico, che potrebbe includere un mix di servizi sociali come l’Housing Sociale oltre a funzioni urbane accessorie necessarie e compatibili, tra cui la demolizione e l’integrazione di attività, spazi e piani terra attivi che promuovono l’inclusione sociale, le opportunità di lavoro, la sostenibilità e migliorano la qualità della vita.

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