san raffaele
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Con la sua forma ricorda l’immagine di un iceberg, ma nella sua anima la nuova ala dell’Irccs San Raffaele è profondamente hi-tech. Ospiterà il polo chirurgico e delle urgenze e un ulteriore pronto soccorso. La prima pietra è già stata posata, i lavori dovrebbero concludersi entro l’estate del 2020. Qui la parola d’ordine sarà “trasparenza”. Anche nei confronti dei parenti dei degenti. I familiari potranno infatti seguire il percorso del loro caro in tempo reale con un’app, mentre aspettano in sala d’attesa. Nuovo pronto soccorso. Fiore all’occhiello della struttura sarà anche il nuovo pronto soccorso. Quello in attività è stato pensato circa vent’anni fa, e ormai è troppo obsoleto. È piccolo e con l’organizzazione attuale non permette di essere trasparenti con i parenti e far sapere loro cosa sta succedendo al paziente quando ne varca la porte.

60 MILIONI • L’idea è proprio prendere questo punto critico e metterlo al centro dell’ospedale. Alla base di questa nuova torre dell’emergenza-urgenza con 18 sale operatorie e quasi 300 posti letto ci sarà quindi il pronto soccorso con tutto ciò che serve: spazi ampi e luminosi, per far sì che quando si arriva non ci si senta schiacciati dal peso dell’ospedale e non si vada a peggiorare ulteriormente il sentimento di allerta del paziente. Per il nuovo polo è stato stanziato un investimento di 60 milioni di euro, costo previsto per la realizzazione interamente finanziato dal Gruppo San Donato. Il progetto è stato firmato dall’archistar Mario Cucinella. Tutta l’operà sarà altamente hi-tech.

OSPEDALI HI-TECH • L’uso dei sistemi informatici sarà innovativo: informatizzazione a supporto del paziente e degli operatori, con la condivisione delle informazioni cliniche, la raccolta dei dati di esito, la prevenzione degli errori, ma anche la comunicazione ai pazienti e ai familiari in merito ai tempi di attesa in pronto soccorso, alle indicazioni per il ricovero, fino al supporto mediante telemedicina a coloro che sono stati dimessi. Il nuovo Polo – 10 piani di cui 8 fuori terra e due sotterranei – svetterà accanto all’università Vita-Salute San Raffaele, dentro l’attuale perimetro del complesso ospedaliero.

«Un monumento ai pazienti»

Paolo Rotelli, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato

«Un monumento ai pazienti e alla sanità italiana. Non solo bello da vedere». Il nuovo polo del San Raffaele è descritto così da Paolo Rotelli, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato. Che spiega anche i dettagli del progetto, a partire dalle sofisticate tecnologie messe in campo. «Avremo un sistema che ci permette di tracciare il percorso del paziente, quando varca queste porte – spiega –. I parenti dall’ampia sala di attesa potranno seguire cosa sta succedendo al proprio caro. Ci sarà un’app e verrà dato ai familiari un codice con cui potranno sapere in tempo reale chi ha preso in carico il paziente, dove si trova, se entra in sala operatoria, se è addormentato, se l’operazione è in corso e il momento del risveglio». Perché qui la parola d’ordine sarà proprio trasparenza. A tutti i livelli: «Questo è molto importante perché, al di là del comfort della camere a due letti con il bagno, il paziente e la famiglia vogliono le informazioni. Il lato umano del dialogo è sempre più importante. Oltre ad avere una struttura bella, vogliamo creare una infrastruttura tecnologica che permetta di avere uno scambio di informazioni tra medico e paziente efficace ed efficiente».

LA STRUTTURA

Dieci piani hi-tech

Il nuovo polo sarà composto da due elementi complementari: la piastra tecnica, che ospiterà le funzioni ospedaliere più importanti, come il blocco chirurgico con le 18 sale operatorie (di cui 2 ibride con tecnologie che permettono l’uso di diagnostiche di ultima generazione e della robotica), la terapia intensiva e il pronto soccorso. E poi la torre, dove saranno collocati i reparti di degenza con 283 posti letto e gli ambulatori per le visite specialistiche. In totale la nuova struttura sarà organizzata in dieci piani: otto saranno fuori terra mentre due saranno interrati. Per completare il progetto – entro i prossimi due anni – sono stati stanziati complessivamente 60 milioni di euro. DU