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01. 12. 2022 00:53

Educazione, sport, volontariato, game: da giovedì a sabato “La Lombardia è dei giovani”

A Mi-Tomorrow parlano i protagonisti dell'iniziativa rivolta agli Under 35

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Gli under 35 sono al centro della prima edizione di La Lombardia è dei giovani, manifestazione organizzata dall’Assessorato regionale allo Sviluppo Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione, che dal 6 all’8 ottobre sarà organizzata a Palazzo Lombardia e nella sua piazza. Si tratta di una serie di incontri, di dibattiti e di spettacoli ai quali i ragazzi sono invitati a partecipare attivamente con lo scopo di avvicinarli fisicamente alle istituzioni.

La Lombardia è dei giovani: la carica degli Under 35

In questa tre giorni si parlerà di orientamento scolastico e lavorativo, di sostenibilità, di sport, di volontariato (come nell’incontro Per me, per gli altri di sabato alle 17.00) e di educazione finanziaria, con il contributo di diversi ospiti: dall’attore e regista Paolo Ruffini ai responsabili dei progetti educativi e dei settori giovanili di Milan, Inter e Atalanta. Si parlerà di spiritualità con il giovane prete Don Alberto Ravagnani e all’appuntamento con i ragazzi degli oratori lombardi Giovani in cammino.

Spazio ancora allo sport con il campione olimpico di atletica Filippo Tortu (sabato alle 15.00), all’orientamento con giovani consulenti del lavoro e al mondo dell’imprenditoria digitale con gli influencer Steven Basalari, Carolina Dallari e Francesco Sole. Alla sera, in collaborazione con ScuolaZoo, ci saranno giochi, sfide musicali e dj set. Per gli appassionati di videogiochi Piazza Città di Lombardia ospiterà uno spazio fisso dove si alterneranno momenti di gioco e dibattiti con alcuni famosi “gamer”.

La vista su Milano del 39° piano di Palazzo Lombardia farà da sfondo alla mostra fotografica Universo giovane con le opere di artisti dagli anni ’60 a oggi, allo spettacolo di danza proposto da OrmarsLab e al concerto della Verdi jazz orchestra del Conservatorio di Milano. Tutti i giorni in Piazza Città di Lombardia dalle 17.00 alle 22.00 saranno disponili alcuni furgoncini con cibi e bevande.

La Lombardia è dei giovani è organizzata con Feduf, CONI, Oratori Diocesi Lombarde, Cariplo Factory, Change for Planet e UN Sustainable Development Solutions Network. Tutti gli eventi saranno gratuiti; per accedere ad alcuni è necessario registrarsi sul portale giovani.lombardia.it o sul profilo Instagram @generazionelombardia.

La Lombardia è dei giovani, l’assessore Stefano Bolognini: «Favoriamo il loro protagonismo»

«Dopo aver tanto seminato sul territorio con ottimi risultati, vogliamo portare i ragazzi dentro Palazzo Lombardia per realizzare un’iniziativa che completi e arricchisca questo percorso». Così Stefano Bolognini, assessore regionale allo sviluppo della Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione, spiega a Mi-Tomorrow la genesi di La Lombardia è dei giovani.

Qual è l’obiettivo di questa manifestazione?

«Per noi si tratta di una sfida perché, come abbiamo visto anche alle recenti elezioni, i ragazzi si allontanano dalla politica e dalle istituzioni per tanti motivi. Lo scorso marzo il consiglio Regionale ha approvato la “legge per i giovani” per favorire il loro protagonismo. In questo solco, il primo scopo della manifestazione è illustrare questa legge e il bando Giovani Smart che è appena stato approvato dalla Giunta Regionale per finanziare attività extra scolastiche e di inclusione sociale organizzate dalle associazioni del territorio. L’altro è favorire la socializzazione fra ragazzi attraverso proposte culturali, di formazione e di intrattenimento».

La manifestazione si aprirà con Il mio futuro? Comincia oggi. Di cosa si tratta?

«E’ un incontro sull’orientamento scolastico al quale saranno presenti fra gli altri alcuni dirigenti d’istituto, il direttore scolastico provinciale Yuri Coppi e i ragazzi di One Day e di ScuolaZoo, due realtà giovanili molto diverse, ma complementari. Il tema è molto importante, soprattutto in questa fase di post-pandemia. Inoltre abbiamo pensato di installare uno sportello Informagiovani in Piazza Città di Lombardia. Sarà un modo per permettere a chi verrà qui per ascoltare un concerto o seguire un talk show di entrare in contatto anche con questo e altri servizi utili. La seduta straordinaria del Patto per lo sviluppo con i giovani rappresentanti dei corpi intermedi lombardi di giovedì alle 16.00 e quello con gli amministratori locali under 35 di venerdì alle 10.00 sono incontri istituzionali, mentre gli altri sono eventi rivolti a un pubblico più generico».

Di recente la Giunta Regionale ha stanziato 7 milioni di euro per il bando Giovani smart. Che progetti sono stati finanziati?

«Ne saranno realizzati 191 in tutte le province. Attraverso lo sport, l’arte e i laboratori viene promossa e sostenuta la crescita giovanile. Ogni volta che incontro un’associazione o un’amministrazione che presenta il suo progetto rimango colpito per la ricchezza delle loro iniziative. Immaginare che in alcune scuole professionali ci siano corsi di teatro o di sport per migliorare e facilitare le relazioni tra ragazzi secondo me è straordinario perché si tratta di corsi extra-didattici che danno un’immagine un po’ diversa di questi istituti. Mi piace raccontare questi, come altri progetti realizzati in contesti difficili».

Per esempio?

«A Rozzano Don Gino Rigoldi ha deciso di puntare su una serie di laboratori di fotografia, teatro, videoclip, corsi di sport e persino un laboratorio di ciclolab: ai giovani si insegna a riparare le biciclette, attività che per qualcuno potrebbe trasformarsi anche in un lavoro. All’interno delle scuole la cineteca di Milano insegna agli studenti a realizzare cortometraggi in un’ottica anche di inclusione dei ragazzi più fragili».

La Lombardia è dei giovani, don Alberto Ravagnani dall’oratorio a Youtube: «Parlo ai giovani attraverso i social»

Lo chiamano il “prete-influencer”. Don Alberto Ravagnani è un giovane sacerdote, coadiutore dell’oratorio san Filippo Neri a Busto Arsizio, noto per comunicare con i ragazzi attraverso YouTube e i social. Venerdì alle 19.00 sarà protagonista del talk show Benedetti Giovani.

In cosa consisterà questo incontro?

«Mai come negli ultimi anni segnati dal Covid ho capito come i ragazzi siano una benedizione per il mondo. Dentro al cuore di un giovane c’è la forza per rinnovare la società e perciò dobbiamo prenderli sul serio. Parlerò di questo, raccontando quanto ho visto e fatto con loro».

Hai iniziato a fare video su YouTube durante la pandemia. Come gestisci ora questa dimensione social?

«Prima facevo tutto io, ora mi trovo a lavorare con i giovani per realizzare dei contenuti. Ho fondato LabOratorium: un laboratorio fatto dai giovani e per i giovani che possa comunicare nello stile della Chiesa e che possa essere un luogo dove i ragazzi concretamente fanno esperienza di relazioni vere. I social possono diventare dei pretesti per stringere buone relazioni, anziché strumento di isolamento».

Non ti dà fastidio se ti chiamano prete-influencer?

«All’inizio era una definizione che non mi piaceva perché gli influencer in genere sono considerati come coloro che vivono solo caricando foto su Instagram. Io innanzitutto sono un prete, ho la mia missione, la mia vita. In realtà ogni prete, nella propria comunità è un influencer: è chiamato a essere un leader in grado di accompagnare, guidare la vita degli altri. Online faccio lo stesso che faccio in parrocchia, solo che in questo modo posso raggiungere più persone».

I giovani vanno sempre meno in chiesa. Tu pensi di aver trovato la strada giusta per riavvicinarli?

«Nel momento in cui la Chiesa si presenta come circuito di relazioni autentiche, può tornare a essere un luogo dove i ragazzi possano trovare ciò che cercano. Io ho testimonianze di giovani che erano lontani dalla fede, però nel momento in cui hanno incontrato dei coetanei e delle figure credibili si sono avvicinati. Questo dovrebbe essere la Chiesa, tutto il resto viene dopo».

La Lombardia è dei giovani, Paolo Ruffini e il suo film Ragazzaccio: «Per riflettere sui danni della pandemia»

L’attore e regista Paolo Ruffini sarà il protagonista del talk show Da social a sociale in programma giovedì alle 19.00 in piazza Città di Lombardia. Alle 21.00 all’Auditorium Testori sarà proiettato in anteprima il suo film da regista e produttore Ragazzaccio, in uscita nelle sale il 3 novembre.

Raccontaci dell’incontro di giovedì.

«L’assessore Stefano Bolognini mi ha chiesto di creare qualcosa di informale e significativo per i ragazzi. Con loro mi piacerebbe indagare l’aspetto che distingue e che distanzia le parole “social” e “sociale”. Questo può avvenire semplicemente tenendo i ragazzi liberi: cercherò di farli parlare partendo da ciò temono, dalle loro inquietudini, da come vedono questo momento storico. Statisticamente un ragazzo su tre ha pensato di farsi del male o ha avuto disturbi psichiatrici, quindi siamo di fronte a una generazione molto sensibile e che spesso non viene intercettata dagli adulti. Attraverso questo talk vorrei far emergere questi elementi creando un’occasione di dialogo e confronto tra generazioni».

I ragazzi non sono più abituati a parlare di emozioni?

«Lo fanno molto fra di loro, ma non con gli adulti. Oppure si esprimono sui social, dove c’è davvero qualcuno che può non capirli e giudicarli in maniera negativa. Quando un adulto si mette nell’ottica di ascolto ecco allora che anche il ragazzo impara e si sente importante.

Nella tua commedia Ragazzaccio il protagonista è un bullo. Puoi raccontare questa scelta?

«Essere un bullo non è facile. La vittima oggi, spesso, non cerca giustizia, ma vendetta: a volte accade che il più grande bullizzato sia il bullo stesso. Io racconto di un ragazzo che non avendo mai conosciuto l’amore e non essendo l’amore mai praticato nella propria casa dai genitori interpretati da Sabrina Impacciatore e Massimo Ghini, pensa che l’unico modo per sentirsi accettato sia quella di fare qualcosa di sbagliato. Quando si innamora è il periodo peggiore per farlo, ovvero il lockdown. Penso che tutti stiamo sottovalutando i danni che la pandemia ha fatto sugli adolescenti. Il film parla proprio di questo».

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