piscina ponzio
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Dopo un decennio di attesa, la piscina Ponzio sarà finalmente riqualificata e aprirà a giugno in una nuova ed elegante veste. Ecco a che punto è il recupero di uno dei centri di intrattenimento estivo più amati della città, tra novità e retroscena.

I LAVORI • Con l’ultima delibera municipale del 2018 è stato approvato il progetto di recupero della storica piscina Ponzio, inaugurata nel 1929. Diciannove i votanti, misti tra maggioranza e opposizione: diciassette i favorevoli, due gli astenuti, nessun contrario. L’iniziativa ha riscosso parere unanime ed entro giugno verrà quindi rinnovata la vasca, deteriorata e scrostata ormai da anni.

Il fondo sarà sistemato con un pvc che garantirà efficienza nel tempo, pulizia e un significativo miglioramento per l’ambiente, sia dal punto di vista del risparmio di acqua sia da quello dello stop all’acqua clorata dispersa oggi (stimata intorno al 10%), saranno realizzati degli interventi di miglioramento generali (compresi i soffitti dei due edifici più prossimi alla sede della Polizia Locale di via Ponzio) e saranno migliorati i solarium grazie all’installazione di strutture in plastica/legno simili al teak.

Le novità riguarderanno anche l’ingresso alla piscina che sarà separato da quello dei giardini di via Zanoia in modo da permettere ai fruitori del giardino di poter accedere, da giugno a settembre, senza dover necessariamente passare dagli spogliatoi. In un secondo momento, dopo la stagione estiva, anche gli stessi giardini di via Zanoia saranno interessati da un progetto di riqualificazione. Complessivamente, tra piscina e giardini, verranno spesi 800.000 euro.

NODO CAMPUS • In questi mesi è stato parallelamente presentato il progetto che consegna a Milano il nuovo campus del Politecnico su via Bonardi adiacente proprio alla piscina. Il progetto, suggestione di Renzo Piano, trasformerà gli spazi esterni dell’università con la demolizione del Sottomarino, la posa di un centinaio di alberi, nuovi laboratori e nuove costruzioni.

Tra queste, il già ribattezzato Cubo: assente nell’idea originaria di Piano, questo palazzo di cinque piani ha scatenato le ire di un gruppo di cittadini (riuniti in un comitato a salvaguardia della piscina) convinti che avrebbe oscurato buona parte dei giochi per bambini presenti negli attigui giardinetti di via Zanoia.

L’edificio, alto 15 metri, avrebbe dovuto cancellare anche decine di metri del muro di cinta che attualmente separa la zona universitaria da quella della piscina e dell’area giochi. Una situazione spinosa, perché a differenza degli altri edifici del Politecnico che si affacciano sulla piscina (la Nave, il Trifoglio e l’edificio di Viganò) questo non sarebbe stato arretrato rispetto al muro di cinta.

Ma a sorpresa è stato lo stesso Politecnico a recepire le istanze presentate dai cittadini e a comunicare recentemente l’intenzione di ridurre di un piano il futuro edificio. In più, il muro di cinta sarà salvato. Buona notizia, sicuramente, per un impianto storico e protetto da un vincolo che già qualche anno fa aveva sventato l’ipotesi di un abbattimento degli spogliatoi per una residenza destinata agli studenti.


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