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13. 07. 2024 23:46

Estate in coda a Pane Quotidiano: le testimonianze e le attività di una Onlus che nel 2024 avrà un milione e mezzo di «ospiti»

Incrociamo una serie infinita di sguardi. Occhi rassegnati, occhi che non mollano: «Mangio a pranzo e sono a posto, mangiare bene una volta al giorno basta».

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Primo giorno d’estate, iniziamo a pensare alle code in autostrada per raggiungere i luoghi di vacanza, sospirati tutto l’anno. Ma in città resistono altre code, quelle formate dalle persone che affollano i marciapiedi davanti a Pane Quotidiano Onlus per raggiungere una meta molto più ambita: quella che dona qualcosa da mettere in tavola, sospirato ogni giorno. Ormai siamo abituati a vederle, ma non a ragionare sul fatto che sono sempre più lunghe, anno dopo anno.

Lungo il marciapiede di viale Toscana 28, sullo sfondo scintillante del nuovo campus della Bocconi e lungo quello di viale Monza 335, in un’ambientazione più periferica, ogni giorno circa 5.000 persone vengono accolte da Pane Quotidiano Onlus. Un’associazione laica, apartitica e senza scopo di lucro, fondata a Milano nel 1898 con l’obiettivo di assicurare gratuitamente ogni giorno del cibo a chiunque versi in stato di bisogno e vulnerabilità, senza alcun tipo di distinzione.

Non deve mai mancare. Nel 2021 sono stati distribuiti 286mila chili di pane a 1.052.883 di persone; nel 2022 i chili di pane sono saliti a 407mila e le persone a 1.118.869, ma nel 2023 si sono presentati in 1.292.840 a ritirare 486.985 kg di pane. Una crescita continua, ma c’è spazio e cibo per tutti. L’idea che ha animato l’associazione Pane Quotidiano sin dalla sua nascita, è che il pane non debba mai mancare a nessuno e che la sua distribuzione gratuita non sia un atto di carità, ma il gesto che realizza quest’idea: dacci oggi il nostro pane quotidiano, perché “Sorella, fratello, nessuno qui ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni.”

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Insieme al pane non ci sono le rose, ma l’anno scorso ci sono stati più di 636mila chili di dolci, oltre 550mila chili di frutta e verdura, 263mila di yogurt, 198mila di scatolame, 192mila di formaggi e quasi 110mila di pasta. Tutto il cibo che viene distribuito è frutto delle donazioni di aziende, ma servono anche i fondi per far andare avanti il sistema. Per esempio con il 5×1000, indicando il codice fiscale 80144330158 e mettendo una firma, che non costa nulla e può trasformarsi in un aiuto concreto.

Pane Quotidiano, le testimonianze: chiamateli ospiti. Una mattina in coda con loro

In viale Toscana la coda che porta all’ingresso di Pane Quotidiano è ordinata, composta da gente modesta e dignitosa, che si saluta con il sorriso di chi si riconosce perché si incontra ogni giorno. Difficile distinguere a una prima occhiata gli italiani dagli stranieri, a meno che non abbiano un accento particolare.

Sacchetti della spesa e carrellini a due ruote accompagnano questa varia umanità, fatta di molte donne, velate o in pantaloncini corti, con la tunica o in jeans e maglietta, di origine italiana, nordafricana, sudamericana, asiatica o dell’est Europa, a volte accompagnate da mariti e figli, che dopo aver ritirato il pacco di alimenti si allontanano a piedi o affollano la fermata della 90, magari iniziando a sbocconcellare una ciambella prelevata dal pacco spesa di oggi.

Pane Quotidiano Onlus
Pane Quotidiano Onlus

C’è una signora minuta, gentile e sorridente, che dopo aver ritirato la spesa si avvia con passo spedito verso il Parco Ravizza: «Vengo dalle Filippine e sono a Milano da 22 anni, ormai mi sono abituata alla città. Noi siamo in cinque in famiglia, da tanti anni faccio la coda qui a Pane Quotidiano, meno male che ci sono loro, perché ogni giorno veniamo qui a prendere il nostro cibo. Solo nel 2020, durante la pandemia, è stato un po’ difficoltoso venire dentro, ma alla fine ce l’abbiamo sempre fatta».

Fra le più giovani una ragazzina con le lentiggini, i lunghi capelli neri e una borsa della spesa in spalla, da sola alla fermata della 90 dopo aver fatto la coda di prima mattina: «Non ho preso la spesa per me, sono venuta per mia mamma, io adesso devo andare a casa a ripassare, perché oggi ho l’esame di terza media. Questo però è un bel servizio, i volontari sono sempre molto gentili».

Alcuni parlano poco l’italiano, come una signora col carrello in mano e il velo in testa che le lascia scoperto il bel viso tondo: «Io sono a Milano da 20 anni, parlo poco, vengo qui, prendo il cibo e vado via, ma questo che fanno è molto buono: anche oggi c’erano il tonno e il cioccolato, metto il tonno nel pane, lo mangio a pranzo e sono a posto, mangiare bene così una volta al giorno basta – dice sorridendo – Prima abitavo a Quarto Oggiaro, adesso i bambini sono cresciuti e ci siamo spostati, la strada è un po’ più lunga, ma va bene così».

Pane Quotidiano, il volontario: «Mi metto in gioco»

Sono 150/200 i volontari che ruotano nelle due sedi di viale Toscana e viale Monza, circa una sessantina al giorno sono impiegati per raccogliere, organizzare e distribuire gli alimenti provenienti dalle donazioni. Stefano è uno di loro, ha 65 anni e da due fa il volontario a Pane Quotidiano.

Quanto ti impegna?
«Uno o due giorni alla settimana, a meno che non ci siano necessità particolari, come andare a fare la raccolta alimentare nei supermercati».

Quando e perché hai deciso di venire qui?
«Quando sono andato in pensione, perché quando andavo al lavoro passavo di qui e vedevo sempre le code, quindi una volta che ho avuto del tempo libero mi sono detto: “mi metto in gioco”».

Stefano, volontario di Pane Quotidiano
Stefano, volontario di Pane Quotidiano

Che tipo di persone hai visto in questi due anni?
«Prevalentemente stranieri o italiani un po’ in difficoltà, ma quello che fa male è che ci sono anche diversi giovani, anche italiani, probabilmente studenti, che quel poco che hanno lo mettono nella casa e cercano di risparmiare sul mangiare».

Qualche persona ti ha colpito in particolar modo?
«Qui il ritmo in genere è frenetico, non c’è molto tempo per soffermarsi sui dettagli, ma ci sono i vari personaggi: c’è quello che ci porta i giornali, quello che scambia volentieri due battute, quelli che invece fanno sempre rissa».

Perché ci sono tanti dolciumi in distribuzione?
«In effetti questo è il limite, noi distribuiamo quello che ci danno e spesso ci sono tanti dolci».

Pane Quotidiano, il vicepresidente Luigi Rossi: «Nel 2024 arriveremo a oltre un milione e mezzo di ospiti»

Luigi Rossi, vicepresidente di Pane Quotidiano Onlus in 20 anni ha visto cambiare la tipologia e aumentare gli utenti: «In forte crescita il numero degli italiani bisognosi»

Luigi Rossi è consigliere e vicepresidente di Pane Quotidiano Onlus da oltre 20 anni, da quando l’attuale presidente Pier Maria Ferrario l’ha chiamato accanto a sé per dare una mano nella gestione in un momento critico per l’associazione.

Con l’estate cambia qualcosa a Pane Quotidiano?
«Le code non vanno mai in vacanza, noi siamo sempre aperti, chiudiamo solo la domenica, tradizionalmente il giorno in cui non si panificava nel passato. Per il resto ci siamo sempre e questo garantisce un aiuto a chi è in difficoltà, almeno per quanto riguarda l’alimentazione. Agosto è un mese per noi assolutamente normale, ma i volontari scarseggiano un po’ in quel periodo, i nostri riescono a turnare e a coprire il servizio, anche se è più difficile».

Luigi Rossi
Luigi Rossi

Si può venire a fare il volontario “stagionale”?
«Come no, è ben accetto! Uno può venire anche solo le due settimane di agosto, c’è sempre bisogno, soprattutto in estate».

Cosa rappresentano oggi i numeri che movimenta Pane Quotidiano?
«Nonostante esista da 126 anni, rappresenta una realtà molto importante sul territorio milanese e nell’hinterland, perché oggi i numeri che movimenta sono importanti: noi abbiamo circa 5.000 passaggi al giorno nelle due sedi, a cui aggiungiamo 250 pacchi che distribuiamo settimanalmente a domicilio agli invalidi al 100%. La proiezione per il 2024 è di avere tra il milione e mezzo e il milione e 600mila passaggi. Si tenga presente che se il costo di una razione alimentare va intorno ai 15/18 euro, si arriva ad un valore commerciale di merce distribuita che si aggira sui 26/27 milioni di euro».

La merce che distribuite è solo donata?
«Sì, abbiamo relazioni dirette con le aziende produttrici. Fortunatamente Pane Quotidiano esiste e va avanti nella sua opera grazie alle aziende che ci donano le loro eccedenze, poi a me piace pensare che queste eccedenze siano anche un po’ volute, in modo tale che aiutino Pane Quotidiano e altre associazioni come noi»

Quanto sono importanti i volontari in questo meccanismo?
«Abbiamo circa 150/200 volontari, con la presenza di 60/70 volontari che ruotano giornalmente sulle due sedi. Questo è molto importante perché i volontari stanno facendo una donazione pazzesca, cioè donano quello che c’è di più prezioso al mondo: il proprio tempo, che nessuno ti restituisce, quindi sono già meravigliosi per questo»

Nel corso degli ultimi 20 anni ha notato delle differenze nell’utenza?
«Certo, innanzitutto l’aumento: dai 1.000/1.500 passaggi al giorno a cui arrivavamo vent’anni fa, oggi siamo a 5.000. Poi è cambiato il target: prima il 95% era di extracomunitari e il 5% di italiani, oggi il rapporto è 65% di extracomunitari e il 35% di italiani. Questi ultimi sono rappresentati in prevalenza da quella fascia più debole di cittadini costituita dagli anziani, che con 800/1.000 euro di pensione non arrivano a fine mese. Perché è avvenuto? Forse i nostri politici dovrebbero fare di più i politici, che i partitici. C’è un’enorme differenza tra fare politica e fare “partitica”»

Pane Quotidiano, le info

Sede di viale Toscana, 28
02.58.31.04.93
Distribuzione: dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 11.00 senza appuntamento. Chiuso nei giorni festivi
Per donare vestiti nuovi o usati in buone condizioni: dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 17.00, sabato dalle 7.00 alle 12.00

Sede di viale Monza, 335
02.27.00.04.68
Distribuzione: dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 11.00 senza appuntamento
Chiuso nei giorni festivi

Come donare o diventare volontario: panequotidiano.eu

Pane Quotidiano, un nuovo hub in città

Apre oggi alle 11.00 in piazzale Selinunte a Milano un nuovo hub di quartiere contro lo spreco alimentare, il primo dei tre realizzati dal Comune di Milano con i fondi assegnati nel 2021 in seguito alla vittoria della prima edizione dell’Earthshot Prize, premio internazionale dedicato alle migliori soluzioni per proteggere l’ambiente. L’hub si aggiunge agli altri cinque già presenti in città realizzati grazie a Fondazione Cariplo, Fondazione Milan, Bcc, programma QuBì e altri partner.

La nuova postazione di piazzale Selinunte sarà gestita da Coopi- Cooperazione internazionale che nello stesso luogo ha già avviato il progetto Contrasto alla povertà, potenziando la propria azione in collaborazione con il settore Food Policy del Comune. Coopi distribuisce periodicamente borse contenenti generi alimentari, prodotti per l’infanzia, beni di prima necessità. Il contenuto di ogni borsa è pensato per rispondere alle diverse esigenze delle famiglie o dei singoli, sia per quantità sia per tipo di prodotti.

Possono accedere al servizio tutti i nuclei familiari con Isee al di sotto di 6mila euro. Dopo aver presentato la richiesta è previsto anche un colloquio di orientamento. La consegna della borsa di cibo è il primo passo per coltivare una relazione con le persone, per questo lo spazio di piazzale Selinunte funziona anche come sportello di contatto e informativo. L’hub sarà aperto dal martedì al giovedì al pomeriggio, al venerdì al mattino.

Foto di Gabriele Puglisi

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