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Milano
08. 12. 2022 23:50

Milano e il suo anno zero

Milano sembra ancora ferma nel suo autoreferenzialismo e in giochi di potere e politica

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Eppur si muove. E noi siamo ancora una volta all’anno zero. È nato un nuovo Governo, molto distante da Milano, sempre meno “capitale morale” e sempre più chiusa in una pericolosa autoreferenzialità. Si avvicinano le elezioni regionali e anche in questo caso la sensazione è che a decidere candidati ed esiti non sarà la nostra città, ma le segreterie romane e i territori della regione molto più capaci di “coalizzarsi” e di parlare tra loro.

Milano è ferma, chiusa in autoreferenzialità e snobbismo

Milano appare un’isola chiusa e la recente introduzione di Area B lo fa capire in modo molto concreto e simbolico al tempo stesso. Una città che si parla addosso e solo di se stessa, a se stessa. Che quando parla al resto dell’hinterland, della regione e del Paese lo fa con quell’insopportabile spocchia del ditino alzato. Continuare a dire come siamo bravi, virtuosi, innovativi, inclusivi, sostenibili non fa che aumentare in modo clamoroso il solco tra noi e gli altri. C’è un’antipatia diffusa verso Milano che non sappiamo ascoltare, siamo visti quasi come un male necessario, ma non come punto di riferimento.

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Qualcosa si muove

Questo perché abbiamo smesso di ascoltare in modo paritario i segnali che vengono dall’esterno, non abbiamo l’umiltà di confrontarci, non abbiamo più la consapevolezza che Milano non è autosufficiente. Qualcosa sembra muoversi, qualcuno sta cominciando a capire che una rotta va invertita, che va ritrovata la capacità di essere traino positivo e non interpretare i soliti professorini radical chic. Chissà se la politica milanese saprà cogliere i segnali prima che sia, per l’ennesima volta, troppo tardi.

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