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20. 07. 2024 23:30

Milano: città che dimentica i non giovani

I boomer dimenticati, l’attenzione è solo per chi ama Dua Lipa, Stranger Things e guarda Netflix

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C’è da chiedersi, visti gli ultimi eventi in città, se Milano sia diventata una piazza che dimentica i boomer, i non più giovani, le persone che viaggiano dai 50 anni in su. Nessuna critica, ben inteso, ma solo una constatazione dei fatti di quanto sta accadendo nel capoluogo meneghino recentemente.

Milano, città che dimentica i boomer?

Che Milano sia città viva lo sappiamo. Basta vedere il calendario dei concerti estivi, ricco e ben fornito. Oppure le continue offerte formative da una parte e di intrattenimento dall’altra, con Piazza Duomo che si è gremita di gente ad esempio per vedere in anteprima la puntata d’esordio della quarta stagione di Stranger Things, una delle serie televisive cult in onda su Netflix. Ed è proprio quest’ultimo episodio che porta alla riflessione: ma non è che Milano è una città troppo incentrata sui giovani? Non è che forse bisognerebbe prevedere anche attività per le persone che, ad esempio, non sanno che cos’è Strange Things, chi siano Dua Lipa e Gianluca Vacchi e guardano ancora la televisione al posto di Netflix?

Gianluca Vacchi, la statua
Gianluca Vacchi, la statua

Gli eventi per i boomer a Milano poco pubblicizzati

Eppure gli eventi per i boomer in città ci sono e sono tanti: pensate banalmente al teatro. Gli spettacoli a Milano sono sempre molti ed in continua evoluzione, offrendo un panorama culturale assai attivo. Ma, anche qui, sorgono due problemi: da una parte il ‘contaminare’ questo territorio con personalità, estratte magari dal mondo televisivo, non sempre all’altezza (ma in questo caso ognuno fa una propria selezione e quindi il problema non sussiste). Dall’altro il reclamizzare troppo poco questo genere di attività: si è parlato tanto del già citato raduno in Piazza Duomo per Stranger Things 4, del concerto di Radio Italia, di Dua Lipa, delle ospitate nelle discoteche di questo o quella non meglio conosciuta personalità e così via. Perché non si parla mai, in egual misura, dell’opera teatrale del Piccolo Teatro ad esempio? Di alta qualità, con attori e registi di fama mondiale e performance che fanno anche riflettere sul significato della vita?

Milano città per i giovani, un po’ meno per i boomer

Una soluzione potrebbe essere, banalmente, dare un risalto anche ad eventi di questo spessore (si è parlato tanto di inclusione, recentemente, al BASE ma nessuno ne ha parlato, sigh!). O, perlomeno, parlare anche di loro: perché i boomer, al pari degli anziani, sono una fetta importante della popolazione milanese. Possibile che nessuno voglia provare ad agevolare anche loro? Il solo concerto di Vasco Rossi, personaggio trasversale che prende più generazioni, non basta: bisognerebbe avere ogni mese un Vasco Rossi di turno da poter ospitare, di cui parlarne in via preventiva. E, perché no, immaginare anche una prevendita in base all’età: sarebbe discriminante? Io non credo.

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