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01. 12. 2022 01:13

Milano: Sala, perché questa è una città solo per i ricchi?

Lo sfogo di molti e il pensiero di tanti: e ora il Sindaco che farà?

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È servita la batosta dell’Area B e i nuovi divieti dell’Area C per fomentare ancora di più la rivolta, sui social network, degli abitanti di Milano e hinterland nei confronti del sindaco della città, Beppe Sala, e della sua giunta. La cui colpa, sempre seguendo i discorsi della gente comune, è quella di aver fatto diventare Milano una città solo per i ricchi, sempre più disabitata e ridisegnata per le necessità di chi ha i soldi. 

La svolta pericolosa di Milano, divenuta città solo per i ricchi

Gli ultimi dati, d’altronde, parlano chiaro: Milano è una città dove costa tantissimo affittare una casa, ancora di più acquistarla (e se poi punti sul nuovo, arrivi a spendere anche 8mila euro per un quartiere di certo non così centrale come la Maggiolina…), in testa alla speciale classifica della criminalità, con molte aree verde ma molte altre lasciate al degrado più totale, con costi per vivere la città (leggasi Area B e Area C) divenuti insostenibili per chi non ha mezzi economici più che buoni. In sintesi, o sei ricco o non puoi permetterti di vivere a Milano.

Area B, Area C
Area B, Area C

I lavoratori sono tutti pendolari

E non sarà un caso se, ogni mattina, un’orda indefinita di persone prendere i mezzi pubblici, in particolare modo i treni di Trenord (altro tallone d’Achille, ma qui è da tirare in ballo Regione Lombardia), per raggiungere il proprio posto di lavoro in città. Già, perché l’utente comune preferisce abitare in provincia per poi raggiungere Milano, lì dove si reca soltanto perché il suo ufficio, la sua azienda, ha sede. Un danno incredibile per la città: pensate a cosa vorrebbe dire avere gente che vive e lavora a Milano? Un doppio guadagno indiretto anche per il comune, perché questa persona andrebbe anche a comprare il pane, fare la spesa, passare una serata al bar, tutto in città. 

sciopero treni
Trenord

I tristi primati di una città solo i ricchi

Una serie di primati impietosi, per Milano. Di certo non positivi e propositivi, anche se bisogna ammettere che molto è stato fatto per riqualificare diverse zone della città. Ma, come file rouge, sembra sempre esserci quella preoccupazione di riqualificare solo per poter portare nuovo denaro, solo per poter affittare o rivendere questo o quell’edificio ad un prezzo più alto. No, così non va. In una Milano dove gli anziani sono sempre di più e sono sempre più soli, dove i single aumentano e dove le culle si svuotano, forse è arrivato il momento di fare un’inversione di rotta e pensare anche a chi è più giovane, e quindi sta studiando o ha appena iniziato il suo percorso lavorativo, per non far fuggire dalla città anche il suo portafoglio.

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