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10. 12. 2022 09:59

Netflix rispolvera il mito truffaldino di Wanna Marchi

La «Regina delle televendite» e le sue cause al Tribunale di Milano finiscono in una fiction

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Netflix agevola il ritorno sugli schemi di Wanna Marchi, che questa volta è protagonista di una fiction dove vengono raccontate le sue peripezie al Tribunale di Milano e la sua contorta storia di successo e insuccesso.

Il ritorno di Wanna Marchi, merito di Netflix

Quattro puntate, per una La docuserie che uscirà ufficialmente il prossimo 21 settembre e racconterà la storia della televenditrice più famosa d’Italia. Ad annunciarlo è stata la stessa Netflix, che sul suo canale YouTube ha pubblicato il trailer della serie stessa. In questa serie verranno riproposte testimonianze e immagini di repertorio, utili a raccontare la storia, alquanto contorta e controversa, della «Regina delle televendite» e di sua figlia, Stefania Nobile. Verrà dato spazio, ovviamente, all’ascesa di Wanna Marchi, ma anche alla sua inesorabile caduta con la vicenda giudiziaria che le ha portate in carcere al centro del racconto. 

Stefania Nobile e Wanna Marchi, da regine della televisione al carcere

Verrà riproposto uno spaccato dell’Italia che viaggia a cavallo degli anni ’80 e ’90, con una piccola incursione nei Duemila periodo della discesa di Wanna Marchi e Stefania Nbile. Una fiction prodotta da Fremantle Italia, scritta da Alessandro Garramone e Davide Bandiera e diretta da Nicola Prosatore.

Wanna marchi, la sua storia 

Wanna Marchi nasce in provincia di Bologna il 2 settembre del 1942. A 18 anni si sposa con Raimondo Nobile, dal quale avrà due figli: Maurizio (1961) e Stefania (1964). La sua ascesa televisiva fu dovuta soprattutto alle sue televendite, chiassose: iniziò con prodotti dimagranti basati su estratti di alghe, ma il successo arrivò a partire dal 1983 con il Wanna Marchi Show su Rete A con al suo fianco i figli. Stile inconfondibile e il canonico «D’accordo?!» per convincere i telespettatori. 

Il suo legame con la città di Milano

Il suo legame con la città di Milano è dovuto soprattutto alla sua attività lavorativa; qui venne infatti fondata nel 1996 la Ascié s.r.l., tra i cui soci c’erano anche la figlia Stefania e il mago Do Nascimento. E qui partirono le truffe, con il mago che avrebbe dovuto fornire numeri fortunati per il lotto, talismani, amuleti e kit contro le influenze maligne. Il 24 gennaio 2002 Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile vengono arrestate con altre cinque persone legate a vario titolo alla società Asciè. Sono 63 i miliardi di lire che la Guardia di Finanza pensa Wanna Marchi e Stefania Nobile abbiano estorto alle persone. Il 3 aprile 2006 la condanna a due anni e sei mesi di reclusione per truffa aggravata davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Milano. Il 10 maggio 2006 condanna per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, ma Wanna Marchi risulta nullatenente.

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