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16. 05. 2022 23:55

I no Green Pass milanesi in festa. O forse i No Vax

Cadono le restrizioni, una chiara vittoria di chi si è sempre opposto a tutto?

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Da oggi, 1 aprile, termina l’uso massiccio e a tappeto del Green Pass rafforzato e i No Green Pass gridano alla vittoria. Per loro, che hanno resistito fino all’ultimo a quella che hanno chiamato la dittatura della certificazione verde, la caduta di questo pezzo di carta è da leggersi come un successo. Ma siamo sicuri che sia proprio così? 

No Green Pass in festa, ma hanno ragione? 

Cerchiamo di capire quale sia il vero fattore di novità. Da ieri, giovedì 31 marzo, è stato detto addio allo stato di emergenza e quindi si allenano le restrizioni anti contagio. A scuola, sui mezzi pubblici, nei ristoranti cambiano le regole sull’uso del green pass e sulle quarantene. Per accedere agli uffici pubblici, nei centri commerciali e nei negozi, non sarà più necessaria nessuna tipologia di green pass, né super, né base; così come per accedere in banca. Tutti felici di poter tornare a visitare luoghi della quotidianità che erano loro proibiti. Milano, in questo contesto, si è dimostrata sempre città assai ligia al dovere, anche se è stata la vera protagonista dei moltissimi sabato di protesta dei No Green Pass. 

Non cambia, di fatto, molto: è una vittoria di Pirro

Ci sono casi, però, che ci portano ad una riflessione. Come quello di Raffaela Regoli, autrice televisiva, giornalista e firma di molti servizi di Fuori dal Coro su Rete4, rimasta a casa un mese e mezzo senza stipendio in quanto senza super Green pass. E dalle sue pagine social la Regoli ha rilanciato: «Non vi è nulla di cui essere felici, è una vittoria di Pirro – spiega -. Dove sono finite le battaglie per l’abolizione per la tessera verde? Non è naturale tornare a lavorare con un green pass, non è naturale dover far un tampone ogni due giorni per poter lavorare». 

Una misura cautelativa che andava mantenuta

Il Super Green Pass, in sintesi, appare come una soluzione cautelativa che andava però mantenuta. E lo ha ribadito a chiare lettere anche Massimo Galli, primario dell’Ospedale Sacco: «E’ stato un errore far saltare il Green pass rafforzato – ha ribadito – Potevamo e dovevamo riaprire mantenendo il certificato verde. E anche il ritorno al lavoro, per particolari categorie, come gli insegnanti, si poteva fare diversamente, anche valutando, caso per caso, la presenza di risposte anticorporali. Ma certo non cancellando tutto dalla sera alla mattina. Così hanno vinto i no vax e abbiamo ridotto, in maniera significativa, l’incentivazione alla vaccinazione. Sarebbe stato assai opportuno mantenere il Green pass rafforzato».

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