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04. 03. 2024 04:02

Prima alla Scala, in scena il Don Carlo: proteste in piazza e ospiti in rosso contro la violenza sulle donne

In scena l'opera di Giuseppe Verdi: un totale di quattro atti per una durata di 4 ore, con la direzione musicale di Riccardo Chailly

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Va in scena oggi, giovedì 7 dicembre, la prima alla Scala che apre la nuova stagione teatrale: in scena il Don Carlo di Giuseppe Verdi, opera ambientata nella Spagna di Filippo II e che torna nella versione della sua prima rappresentazione scaligera del 1884. Un totale di quattro atti per una durata di 4 ore, con la direzione musicale di Riccardo Chailly e la regia di Lluis Pasqual.

Prima alla Scala, le istituzioni presenti

L’opera è trasmessa in diretta tv su Raiuno e in streaming su RaiPlay. Nel capoluogo lombardo, come da tradizione, la prima viene diffusa in 35 sedi di proiezione, tra cui l’ospedale Niguarda, il carcere di San Vittore e l’aeroporto di Malpensa. Tanti gli ospiti istituzionali presenti all’evento, tra cui il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepremier Matteo Salvini e la senatrice a vita Liliana Segre, applaudita al suo arrivo sul palco reale. Non ci saranno invece il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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Prima alla Scala, domina il rosso

Alla Scala con un pensiero a Giulia Cecchettin e a Giulia Tramontano e a tutte le vittime del femminicidio: è la scelta di alcune ospiti della Prima che hanno voluto sfatare la tradizione che vieta il rosso a teatro per mandare un messaggio contro la violenza sulle donne. Sabina Negri, drammaturga, ha indossato delle scarpe rosse e davanti al Piermarini tira fuori le chiavi dalla borsa per far rumore come chiesto dalla sorella di Giulia Cecchettin, mentre il chirurgo plastico Dvora Ancona si è fatta realizzare un abito rosso da Antonio Riva. Tra gli ospiti, anche una signora con un segno rosso sul viso.


Prima alla Scala, manifestazioni in piazza

In piazza della Scala si sono radunati questo pomeriggio diversi gruppi di manifestanti. Davanti al teatro, sul lato di palazzo Marino, sventolano le bandiere del sindacato di base autonomo Cub che, come ha spiegato il segretario Mattia Scolari, ha deciso di portare in piazza «la voce dei lavoratori in contrapposizione ai potenti e ai politici che saranno presenti alla Prima». Presente anche una donna ucraina con indosso una sciarpa dei colori della bandiera e un cartellone per dire “no ai concerti della cantante Anna Netrebko: l’artista collegata al regime di Putin”, che salirà sul palco questa sera per interpretare Elisabetta di Valois.

Attivisti pro Palestina alla Prima alla Scala

Oltre ad alcuni attivisti che manifestano per i diritti dell’abitare, sono scesi in piazza per la Prima alla Scala anche le lavoratrici e i lavoratori del mondo dello spettacolo per chiedere l’indennità di discontinuità. Presente anche un gruppo di attivisti pro Palestina. Una grossa bandiera della Palestina è stata stesa a terra, mentre i manifestanti al megafono gridano cori come “free free Palestine” e “Israele fascista, Stato terrorista”. Esposti anche diversi cartelloni con scritto “stop genocide”.

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