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19. 05. 2022 00:44

Case, è Vigentino boom. Maran: «Housing sociale e vendite agevolate»

Tecnocasa promuove il quartiere del Sud Milano come quello più “vivace” in questo 2022

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C’ è una nuova zona protagonista del mercato immobiliare e si trova a sud di Milano: stiamo parlando di via Ripamonti, conosciuta anche come quartiere Vigentino. Lo dice un report dell’agenzia Tecnocasa sulle principali città italiane che attribuisce questo risultato all’effetto di diversi progetti, alcuni in fase di realizzazione, come la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana che comprende anche il Villaggio Olimpico e soprattutto la nascita di Symbiosis e della Fondazione Prada.

Secondo Tecnocasa in via Ripamonti e dintorni una soluzione usata in buono stato si aggira intorno a 4000 euro al mq mentre il nuovo viaggia intorno a 5000-6000. Cifre decisamente alte per una zona periferica ma che non devono sorprendere. Secondo i lettori di Mi-Tomorrow che lo scorso dicembre hanno partecipato a un contest Corvetto, Calvairate e Nolo saranno le zone protagoniste del 2022: in quella classifica Vigentino si piazzò al settimo posto, con oltre il 7% delle preferenze. Nei tre quartieri sono stati portati a termine diversi interventi di riqualificazione, ma le nuove piazze e i nuovi edifici in sé non sono in grado di spiegare fino in fondo l’apprezzamento dei lettori. In modo particolare Corvetto e Calvairate, che in passato non hanno mai goduto di buona fama, dimostrano che le periferie stanno riscontrando un appeal che si traduce, tra le altre cose, nell’impennata dei prezzi delle case.

Case, Vigentino boom. L’assessore Maran: «Interverremo anche sui trasporti»

Che il quadrante sud-est sia interessato al più forte sviluppo in città il sindaco Sala lo ripete di continuo. Concetto caro a Pierfrancesco Maran, che prima da assessore all’Urbanistica e adesso alla Casa è uno dei principali protagonisti di questa espansione urbana.

Come si spiegano i numeri così alti del mercato immobiliare in zona Vigentino-Ripamonti diffusi da Tecnocasa?

«Si sommano due cose: i progetti dello scalo di Porta Romana e della Bocconi e la crescita che ha investito tutti i quartieri della città, tra cui questi».

vigentinoCome si può definire questa zona?

«Residenziale, con grandi viali commerciali e con una zona direzionale che è laterale rispetto a via Ripamonti, in cui si trova Symbiosis, che ha dato un grande impulso a tutta l’area».

C’è anche la Fondazione Prada.

«E’ stata la miccia che ha fatto partire tutto, il fatto che si tratti di un soggetto culturale è stato un bel messaggio».

La zona sud che va verso Opera è ricca di edifici da riconvertire: avete qualche progetto?

«Ci sono anche molte aree comunali dove siamo intervenuti, penso a via Monti Sabini. Per quanto riguarda gli immobili, nei prossimi anni ci saranno molti interventi di recupero, vedremo molte gru».

Il report di Tecnocasa parla di 4.000 euro al metro quadrato per le case vecchie e di 5-6.000 per quelle nuove: non sono proprio prezzi popolari…

«Intanto bisogna dire che c’è un aspetto positivo per i proprietari degli immobili che vedono rivalutata la propria casa. Detto questo i prezzi sono effettivamente alti, in particolare gli affitti».

In che modo il Comune può intervenire in un ambito privato come il mercato immobiliare?

«Con iniziative di carattere sociale, ad esempio il bando per via Antegnati, 105 appartamenti in locazione agevolata, e via Amidani per altri 230 in vendita convenzionata. Ma non basta, il quartiere ha bisogno di interventi anche sui trasporti».

Di cosa si tratta?

«E’ un’area della città non raggiunta dalla metropolitana, stiamo ragionando sulla linea 6 che colmerebbe questa lacuna».

Secondo un report della Camera di Commercio anche nei quartieri meno ambiti si arriva a pagare 3.000 euro al metro quadrato: lo trova normale?

«Il punto è che c’è gente disposta a pagare quelle cifre: voglio dire che siamo di fronte a un mercato di questo tipo».

Perché si paga così tanto?

«La casa è un investimento che a Milano rende, c’è la certezza che per quanto si possa spendere si farà un buon investimento, si riuscirà sempre a ricavare più di quanto si è speso».

Con questi prezzi i ceti deboli sono costretti a lasciare la città.

«In questi ultimi anni abbiamo visto che nelle zone periferiche le case si sono rivalutate molto, si è creato così un ricambio, una cosa inevitabile. Non è facile intervenire in questa realtà ma stiamo lavorando perché nei prossimi anni ci siano più opportunità per le fasce deboli».

Per esempio?

«La riqualificazione dell’ex Macello, situata proprio nel sud-est, che si svilupperà nei prossimi 10 anni prevede 1.200 appartamenti con canoni da 450 euro al mese».

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